AGI - Lutto nel mondo del calcio: è morto Osvaldo Bagnoli, allenatore dello storico scudetto dell'Hellas Verona del 1984-1985. Il tecnico — che in carriera ha allenato tra le altre anche Genoa e Inter — aveva 91 anni e si è spento all'ospedale Borgo Roma di Verona.
Il sindaco di Verona Damiano Tommasi ha proclamato il lutto cittadino per martedì 21 luglio, giorno delle esequie che si svolgeranno nella basilica di San Zeno. Nella stessa giornata - informa il Comune - quale ulteriore segno di cordoglio e partecipazione della comunità veronese, la bandiera civica sarà esposta a mezz'asta in tutte le sedi comunali.
Chi era Bagnoli
Osvaldo Bagnoli applicò alle sue squadre, e in particolare al Verona, un sistema difensivo spesso definito "catenaccio", pur introducendo una marcatura a zona mista che richiedeva al centrocampo un lavoro costante di pressing aggressivo.
Dalla promozione in Serie A alla costruzione del gruppo
Nella stagione 1981-1982 il Verona conquista la promozione in Serie A. L’anno successivo la squadra sorprende tutti, raggiungendo un prestigioso quarto posto e la finale di Coppa Italia. Bagnoli costruisce un gruppo solido e identitario, formato da giocatori scartati da altre società ma capaci di trovare a Verona la loro dimensione.
L’arrivo del brasiliano Dirceu lo spinge a modificare l’assetto tattico, passando a un sistema con una sola punta, scelta che si rivelerà decisiva per valorizzare l’equilibrio della squadra.
Lo storico scudetto del 1984-1985 e il "mago della Bovisa"
La stagione 1983-1984 conferma la crescita del progetto: il Verona chiude al sesto posto, torna in finale di Coppa Italia e partecipa alla Coppa UEFA. Ma è nel 1984-1985 che il club compie un’impresa destinata a entrare nella storia. Con gli innesti di Hans-Peter Briegel e dell’attaccante danese Preben Elkjær Larsen, la squadra si porta in testa alla classifica già nelle prime giornate e conquista il primo e unico scudetto della sua storia.
Bagnoli diventa il simbolo di quella cavalcata, celebrato dai tifosi come il "mago della Bovisa" e premiato con il Seminatore d’oro.
Gli anni successivi e la fine di un ciclo leggendario
L’anno successivo, segnato da una campagna acquisti-cessioni che modifica profondamente gli equilibri della squadra, il Verona non va oltre il decimo posto e viene eliminato in Coppa dei Campioni dalla Juventus. Bagnoli resta comunque alla guida del club fino alla stagione 1989-1990, che si conclude con la retrocessione in Serie B, aggravata dal dissesto economico della società.
Nonostante l’epilogo amaro, il suo ciclo rimane uno dei più importanti della storia gialloblù: uno scudetto, due finali di Coppa Italia, due quarti posti in Serie A e tre partecipazioni alle coppe europee, con il miglior risultato rappresentato dai quarti di finale della Coppa UEFA 1987-1988. Nei suoi nove anni sulla panchina veronese, Bagnoli stabilisce anche il record assoluto di presenze come allenatore del club.
A seguito dell'addio al Verona passò ad allenare il Genoa, dove collezionò una quarta e una quattordicesima posizione. Quindi arrivò la chiamata dell'Inter: al primo anno ottenne un secondo posto alle spalle del Milan. La seconda stagione invece si chiuse con l'esonero alla ventiduesima giornata.
Fu l'ultima esperienza in panchina del mago della Bovisa, inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2017, mentre un anno dopo fu nominato presidente onorario dell'Hellas Verona. La squadra dei miracoli che oggi lo piange: "Ora e per sempre leggenda inimitabile non solo del nostro Club, ma di tutto il calcio italiano. Già ci manchi".