AGI - L'attesa è durata poco. Florentino Perez è stato rieletto presidente del Real Madrid nelle prime ore di questa mattina e inizierà il suo ottavo mandato alla guida del club fino al 2030. Poco prima dell'una di notte, l'imprenditore settantanovenne ha festeggiato la vittoria "su tutti i fronti" e il raggiungimento del "secondo miglior risultato della storia", ancor prima della pubblicazione delle percentuali ufficiali. Pochi secondi prima, il suo rivale Enrique Riquelme aveva ammesso la sconfitta dopo la pubblicazione dei sondaggi che mostravano Perez in netto vantaggio, con una percentuale di voti tra il 60 e il 70% da parte dei soci del club.
Sebbene la vittoria del dirigente spagnolo fosse attesa, questa gli conferisce ulteriore legittimità dopo 23 anni al potere al Real Madrid (mandati tra il 2000 e il 2006 e dal 2009) con un palmarès record di sette delle 15 Champions messe in bacheca dalle Merengues. Queste elezioni, da lui stesso indette, le prime dal 2009, permettono a Perez di riaffermarsi dunque alla guida dei Blancos. La campagna tra Florentino Perez ed Enrique Riquelme è stata caratterizzata da scambi verbali a volte tesi, ma anche e soprattutto da promesse sempre più stravaganti.
Promesse di mercato e ritorni eccellenti
Il numero uno del Real Madrid dovrebbe annunciare ufficialmente nei prossimi giorni il ritorno di José Mourinho in panchina, per 15 milioni di euro, cifra necessaria a pagare la clausola rescissoria con il Benfica. Lo 'Special One' aveva allenato i 'blancos' dal 2011 al 2013, vincendo il campionato spagnolo nella stagione 2011-12. Florentino Perez aveva anche annunciato l'arrivo immediato di due giocatori in caso di vittoria: il difensore francese Ibrahima Konaté e il terzino olandese Denzel Dumfries dall'Inter. Perez ha inoltre promesso di presentare un'offerta di oltre 150 milioni di euro per un giocatore la cui identità rimane ancora sconosciuta.
Apertura del capitale e cambiamenti
La vittoria di Perez dovrebbe consentirgli principalmente di realizzare il suo piano di apertura del capitale del club a un azionista di minoranza, un'operazione che il suo rivale considera una "privatizzazione". Finora, i soci ("socios") sono stati gli unici a prendere le decisioni, quindi l'apertura del capitale del club rappresenterebbe un significativo sconvolgimento nell'ecosistema madrileno. Tale novità dovrà però essere approvata da un'assemblea generale straordinaria, la cui data non è stata ancora annunciata, ma che dovrebbe concretizzarsi rapidamente, ora che il miliardario spagnolo è stato rieletto.