AGI - Non c'è pace per l' Inter che, dopo aver perso il derby, rischia di perdere nuovamente terreno dal Milan. I nerazzurri pareggiano infatti 1-1 contro l'Atalanta tra le polemiche, nate dopo il vantaggio di Esposito dal pareggio contestato di Krstovic e da un potenziale rigore non concesso nel finale. La gara inizia con un buon ritmo da parte dell'Atalanta, che dopo la debacle in Champions contro il Bayern torna al consueto 3-4-2-1 e ritrova Ederson, subentrato nella ripresa e tra i migliori in campo. Chivu invece lancia Sucic, volitivo e confusionario nel primo tempo, e ritrova la coppia Thuram-Esposito. La miglior partenza è dell'Atalanta, che mette in crisi la difesa nerazzurra coi movimenti di Scamacca, ma non si rende pericolosa dalle parti di Sommer. Col passare dei minuti la capolista alza il ritmo, ritrova un buon Barella e passa: assist del 23, Pio Esposito raccoglie e si sblocca con un Carnesecchi non perfetto nell'occasione. Sospiro di sollievo per il centravanti, che non segnava dalla Juventus ed era stato fortemente criticato per il derby giocato con Bonny.
Dimarco e Zielinski sfiorano il raddoppio, ma Carnesecchi blinda la sua porta e l'Inter ci riprova nella ripresa, con Mkhitaryan in più: il portiere è ancora decisivo, mentre Thuram spreca in due occasioni. L'Inter non sfrutta le sue occasioni, mentre l'Atalanta cambia pelle con Ederson e Krstovic, che danno più ritmo e verticalità alla squadra. La Dea cresce col passare dei minuti, Carlos Augusto evita il pari e poi arriva l'episodio che cambia completamente l'esito della partita.
Il gol del pareggio e le proteste
Siamo all'81', quando c'è un body-check sospetto tra Dumfries e Sulemana: l'esterno denuncia una spinta (che sembra esserci), Chivu protesta per un contatto tra i piedi dei due giocatori (che non c'è) e viene espulso. Manganiello non fischia, Krstovic insacca in tap-in e anche il Var conferma il gol dell'1-1, tra i fischi di San Siro. Da qui la partita diventa nervosa e tesa, con l'Inter che si butta a capofitto in avanti e chiede un rigore (non fischiato) su Frattesi. Finisce così, con un pari che porta la capolista a quota 68 punti e consegna al Milan la chance di portarsi a -5, battendo la Lazio. L'Atalanta, invece, interrompe una striscia di cinque ko e sale a quota 47 punti.
Inter in silenzio stampa
Gli episodi con cui si è chiusa Inter-Atalanta lasciano ampi strascichi, coi padroni di casa che optano per il silenzio stampa: non parleranno né l'allenatore Cristian Chivu, espulso per proteste, né i giocatori e neppure la dirigenza con il presidente Giuseppe Marotta. Lo ha deciso il club nerazzurro, dopo un'ora di riflessione, per evidenziare il proprio disappunto nei confronti della direzione dell'arbitro Gianluca Manganiello, finito nell'occhio del ciclone nel finale di gara e fischiato da San Siro. Due gli episodi sotto la lente d'ingrandimento dell'Inter, che rischia di vedere avvicinarsi ulteriormente il Milan col potenziale -5 rossonero. Innanzitutto la rete dell'1-1 di Krstovic, che nascerebbe da un contatto tra Sulemana e Dumfries: il club meneghino lamenta una spinta sul difensore, caduto rovinosamente lasciando spazio alla rete atalantina. In seguito, un rigore non concesso all'87' per un fallo su Davide Frattesi: Scalvini colpisce il centrocampista e proprio la diversità di valutazione su questo episodio, rispetto ad altri rigori fischiati in precedenza, avrebbe fatto infuriare il club.