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Per la prima volta nella storia dell'Arena di Verona il palcoscenico occupa l'intera superficie del parterre, con una forma ispirata ai riverberi creati da una goccia d'acqua che cade. Si apre così "Beauty in action", la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.
Presenti tra il pubblico anche la premier Giorgia Meloni, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, i ministri Matteo Salvini e Andrea Abodi, il governatore della Lombardia Attilio Fontana, il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il governatore del Veneto Alberto Stefani e l'ex governatore Luca Zaia.
Un corto originale apre la cerimonia
Un insolito direttore di scena, Francesco Pannofino, chiama i "tre minuti" all'inizio dello spettacolo, bussando ai camerini. È il corto originale firmato da Filmmaster che, nelle "viscere" dell'Arena di Verona, il più grande e antico teatro dell'Opera all'aperto al mondo, apre la Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina. Negli arcovoli dell'Arena incontra Violetta, protagonista de La traviata, e il tenore che interpreta Alfredo, intento nei vocalizzi; ma anche presenze imprevedibili come Deborah Compagnoni, con sci e abito da sera, Achille Lauro, in un elegantissimo frac, lo chef pluristellato Davide Oldani, il musicista rock Manuel Agnelli e il sindaco di Verona Damiano Tommasi.
Spettacolo senza distanza tra palco e spettatori
Tra le poche anticipazioni fatte nei giorni scorsi c'era il fatto che si sarebbe trattato di uno spettacolo che avrebbe annullato la distanza tra palcoscenico e spettatori. E così è, con i protagonisti della cerimonia che escono dall'Arena e si dirigono in piazza Bra per andare incontro alle atlete e agli atleti. Qui Rigoletto sale su una bicicletta e, di corsa, raggiunge il Teatro Filarmonico, a poche decine di metri di distanza dall'Arena, dove nel foyer incontra la Madrina, Benedetta Porcaroli. Ad accoglierla è l'orchestra e il coro della Fondazione Arena, già in scena che intonano la ripresa finale de La traviata.
Faces of Italy e i portabandiera
'Faces of Italy' è il momento che accoglie l'ingresso della bandiera italiana all'Arena di Verona. L'azione viene introdotta da una coreografia di danza contemporanea che dialoga con i volti di gente comune che compaiono sul pavimento LED e sugli schermi. Italiani di ogni generazione, giovani, anziani, uomini e donne, che un grande fotografo italiano come Marco Delogu ha voluto immortalare per questa Cerimonia. I portabandiera sono: Luca Gandini, volontario della Croce Bianca di Cortina; Rudolf Wieser presidente onorario del Comitato della Coppa del Mondo di Biathlon; Marinella Canclini è stata un'atleta dello short track, ha partecipato a 4 edizioni dei Giochi Olimpici da atleta (1992, 1994, 1998 e 2002) e da tecnico (2006): Luca Moretti, Presidente APT Livigno che ha dato un notevole supporto durante la fase organizzativa dei Giochi; Fabio Morandini, classe 1945, atleta Olimpico, allenatore, giudice di gara, maestro di sci, promotore della vita sportiva a Predazzo e in Val di Fiemme; Sergio Longo, figura di assoluto rilievo sportivo e umano per la comunità di Tesero ha dedicato l'intera vita allo sport, al volontariato e ai valori civili che il CONI e l'Olimpismo incarnano; Luca Braga, 21 anni, studente di Economia Aziendale e Management ha coordinato la selezione dei volontari e l'organizzazione del percorso formativo dei "volontari di città", in occasione del Viaggio della Fiamma Olimpica; Bice Passera, Direttrice generale dell'ASD Villapizzone, che porta il calcio in mezzo alle case popolari.
L'arrivo della fiamma olimpica e la drop of fire
La Fiamma Olimpica giunta a Verona, la stessa che aveva acceso i bracieri di Milano e di Cortina dopo aver percorso 12.000 km, è entrata in Arena, custodita in un'ampolla creata da un celebre maestro vetraio veneziano. È la prima volta dopo Atene 1896 che un monumento antico ospita una Cerimonia dei Giochi Olimpici. Sono atleti di eccezione ad "accendere" i Cerchi Olimpici e accogliere l'ingresso delle atlete e degli atleti. A portare la Drop of Fire sono i leggendari campioni Olimpici della staffetta azzurra di Lillehammer 1994: Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner. La Fiamma, giunta a Verona il 18 gennaio, è contenuta in una preziosa goccia di vetro di Murano, realizzata da Lino Tagliapietra, il più grande Maestro vetraio vivente della tradizione lagunare.
L'inno nazionale e il picchetto d'onore
Tutti in piedi per uno dei momenti più toccanti della cerimonia di Chiusura dei Giochi di Milano Cortina: l'esecuzione dal Coro della Fondazione Arena di Verona e di Paolo Fresu dall'Arena dell'inno nazionale. A ricevere e issare la bandiera, il Picchetto d'Onore dell'Arma dei Carabinieri.
Fair play: atleti giapponesi e tricolore
Come alla cerimonia di apertura allo stadio di San Siro gli atleti giapponesi stanno sfilando anche all'Arena di Verona con la bandiera con il sol levante assieme al tricolore italiano. Un gesto di grande fair play e riconoscenza per l'Italia.
Omaggio alla musica italiana
Mina, Caterina Caselli, Gino Paoli, Paolo Conte, Cochi e Renato. Ma anche quella più impegnata e meno leggera di Ennio Morricone, Nino Rota e Stelvio Cipriani. È un omaggio alla musica e alla canzone italiana quello che accompagna le bandiere delle delegazioni. Un medley in cui le musiche simbolo dell'italianità vengono reinterpretate dai Calibro 35, gruppo musicale strumentale italiano di fama internazionale.
La celebrazione dei volontari
I protagonisti più silenziosi delle Olimpiadi vengono celebrati con il momento più rumoroso della cerimonia di chiusura dei Giochi Invernali di Milano Cortina. I 18mila volontari che, sempre con il sorriso sulle labbra, sono stati testimoni privilegiati delle competizioni e degli eventi Olimpici, sono omaggiati da Gabry Ponte, uno dei dj italiani più famosi al mondo. Tra i volontari un posto particolare è stato riservato al più anziano, 89 anni.
L'acqua, simbolo di natura e ambiente
L'acqua come espressione del ciclo naturale che unisce montagna, pianura, città e tutti gli esseri viventi è protagonista di uno dei segmenti più sentiti e attesi della cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina. L'étoile della Scala Roberto Bolle danza ricordando il rispetto per l'ambiente e per la natura e l'acqua come simbolo di un sistema circolare, meraviglioso e fragile. Dai ghiacciai ai mari, dalle piste da sci delle Dolomiti alla laguna di Venezia. Un viaggio attraverso i territori di Milano Cortina 2026 che conduce in Veneto, dove si svolge la Cerimonia, con un messaggio universale di amore per il pianeta, che si conclude con una nebbia fitta da cui emergono le gondole di Venezia, che sembrano scivolare sull'Arena come sospese su un mare di foschia. Sul palco anche Joan Thiele con la chitarra, la cui voce accompagna una trasformazione de "Il mondo" di Jimmy Fontana.
Passaggio di consegne a French Alps 2030
La presidente del CIO Kirsty Coventry è stata protagonista alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali del passaggio di consegne alla prossima sede dei Giochi Olimpici Invernali: French Alps 2030. La bandiera Olimpica è stata consegnata dai sindaci di Milano e di Cortina d'Ampezzo alla presidente del Comitato Olimpico Internazionale che a sua volta l'ha consegnata ai presidenti delle sedi ospitanti dei prossimi Giochi Olimpici Invernali, French Alps 2030.
Il discorso di Giovanni Malagò: promesse mantenute
"Ben fatto, Italia. Hai mantenuto le tue promesse! Grande, Grandissima Italia, sei stata di parola". L'ha detto il presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò parlando alla cerimonia di chiusura dei Giochi Invernali di Milano Cortina. "Abbiamo affermato che Milano Cortina 2026 avrebbe aperto un nuovo capitolo della nostra storia Olimpica condivisa, riunendo città, paesi, regioni, province e culture diverse come mai prima d'ora - ha poi aggiunto - E abbiamo promesso di offrire agli atleti e al Movimento Olimpico un'esperienza unica in sedi di livello mondiale, incorniciate da paesaggi di straordinaria bellezza, rispettose della sostenibilità e con un'eredità duratura".
I ringraziamenti di Giovanni Malagò
"Alla Cerimonia di Apertura dissi che non ero mai stato così orgoglioso di essere italiano. Questa sera, lo sono ancora di più'". L'ha detto il presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò parlando all'Arena di Verona nel corso della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali. "Permettetemi di dire "grazie" a tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per rendere tutto questo possibile e a tutti coloro che hanno creduto in noi - ha aggiunto - "Grazie" al CIO, alla sua Presidente Kirsty Coventry e al Presidente Onorario Thomas Bach, alle Federazioni Internazionali e ai Comitati Nazionali per esserci stati accanto in questo lungo, spesso impegnativo, sempre straordinario viaggio". "Grazie all'intero Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026, dall'Amministratore Delegato Andrea Varnier a ogni membro del team: il vostro incredibile impegno ha mostrato al mondo il meglio dell'Italia. Siete una squadra vincente, siate orgogliosi della vostra impresa" ha poi aggiunto parlando in italiano. Il presidente ha poi ringraziato "i volontari, la cui passione e generosità ci hanno scaldato anche nei giorni più freddi. Ognuno di voi ha posato un mattone nella costruzione di una splendida casa per lo sport e i suoi valori", gli stakeholder e a tutte le istituzioni, Milano e Cortina. Le Regioni Lombardia e Veneto, le Province di Trento e Bolzano; Bormio, Livigno, Tesero, Predazzo, Antholz - Anterselva; e a Verona. "Soprattutto, "grazie" agli atleti - i veri protagonisti - le cui imprese eccezionali hanno illuminato le arene, ispirato tutti noi e scritto un capitolo indimenticabile nel grande libro dell'Olimpismo. Questa è stata, e resterà per sempre, la vostra edizione" ha infine concluso.
Il discorso di Kirsty Coventry e la chiusura dei giochi
"Siete stati incredibili, ognuno di voi. Coraggiosi. Impavidi. Pieni di cuore e passione. Avete dato tutto sulla neve e sul ghiaccio. Due settimane indimenticabili, vivendo ogni momento al massimo. Avete dato tutto e lo avete condiviso con tutti noi". Così la presidente del CIO Kirsty Coventry parlando alla cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina. "Questo è il vero spirito olimpico: competere, abbracciarsi, sostenersi a vicenda, qualunque sia il risultato. Ci avete mostrato cosa sono l'eccellenza, il rispetto e l'amicizia in un mondo che a volte dimentica questi valori - ha proseguito - Ci avete dimostrato che i Giochi Olimpici sono un luogo per tutti. Un luogo dove lo sport ci unisce. A tutti voi: grazie per aver reso questi Giochi davvero magici". "Ai nostri gentili ospiti, il popolo italiano: grazie per aver aperto i vostri cuori. Gli stadi pieni, il tifo rumoroso, l'atmosfera elettrizzante. Avete celebrato i vostri campioni e tifato per gli atleti di ogni nazione, dimostrando che la passione e il rispetto possono coesistere". Così la presidente del CIO Kirsty Coventry alla cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina. "Grazie Italia per questi Giochi magici" ha poi aggiunto in italiano. "Al tifoso numero uno del Team Italia, Sua Eccellenza il Presidente Sergio Mattarella, al governo e al Primo Ministro Giorgia Meloni, ai leader regionali e ai sindaci delle comunità ospitanti: grazie per aver condiviso con il mondo il meglio dell'Italia". L'ha detto la presidente del CIO Kirsty Coventry parlando nel corso della cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina. "Al Comitato Organizzatore, al mio caro amico Giovanni Malagò e a tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte in tutte le sedi: ce l'avete fatta. Ogni volta che c'era una sfida, avete trovato una soluzione - ha poi aggiunto - Avete realizzato un nuovo tipo di Giochi invernali e stabilito un nuovo standard per il futuro. Potete essere davvero orgogliosi"."Dichiaro chiusi i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. Come da tradizione, invito i giovani di tutto il mondo a riunirsi tra quattro anni nelle Alpi francesi, per festeggiare con tutti noi i 26esimi Giochi Olimpici Invernali. Ci vediamo nel 2030". La formula rituale è stata pronunciata dalla presidente del CIO Kirsty Coventry all'Arena di Verona.