AGI - Alle Olimpiadi di Milano Cortina c'è un tecnico al servizio di 16 atleti e di 13 diversi team nazionali: è il 38enne francese Benoit Richaud, uno dei più innovativi e richiesti coreografi al mondo per il pattinaggio artistico, capace di attingere al cinema e alla pittura per 'orchestrare' i suoi sorprendenti spettacoli sul ghiaccio.
Nella Ice Skating Arena milanese durante la finale a squadre, quasi come un trasformista alla Arturo Brachetti, è stato visto indossare nel giro di un quarto d'ora la giacca della divisa della Georgia, per sostenere Nika Egadze, e poi quella del Canada per Stephen Gogolev, altro suo atleta. Sua era anche la coreografia ispirata ai 'Minions' per lo spagnolo Tomas-Llorenc Guarino Sabate: sulle note di un mix di colonne sonore della serie animata, il 26enne di Barcellona si è esibito con il suo sgargiante costume gialloblù legato alle creature immaginarie pluricellulari, malgrado alcuni dubbi alla vigilia per una questione di copyright della musica.
Il segreto dei cambi di divisa e il regolamento olimpico
Il segreto 'logistico' per i suoi cambi di divisa olimpica, lui che normalmente per le altre gare è sempre a bordo pista vestito solo di nero, Richaud lo ha rivelato alla Bbc: "Di solito metto tutto nell'armadietto dell'atleta, anche se non sarei autorizzato, altrimenti c'è un tecnico del team pronto a infilarmi una giacca della sua nazionale...". Anche se ogni atleta deve competere per un solo Paese, nel pattinaggio di figura si tende a essere seguiti da un coach personale piuttosto che del team e il regolamento olimpico permette a un tecnico di seguire atleti di nazioni diverse anche se impegnati nella stessa gara.
La carriera di Richaud: da pattinatore a coreografo pluripremiato
Richaud è un ex pattinatore di Avignone che nel 2008 arrivò terzo ai mondiali giovanili in coppia con la canadese Terry Findlay. Il grande successo, però, è arrivato come coach e coreografo. Nel 2024 è stato premiato come Miglior Coreografo del Pattinaggio di figura agli ISU Skating Awards e l'anno successivo è stato di nuovo in 'nomination'. Dei cinque pattinatori in gara nella finale del team event di domenica, ben due atleti appartenevano alla sua 'scuderia'.
L'impegno emotivo del coach multi-nazionale
"Da un punto di vista emotivo è molto dura a seconda di come va la gara", ha raccontato Richaud, "immaginiamo sempre che tutto fili liscio e ognuno pattini al meglio ma poi magari uno pattina male e l'altro va bene e allora c'è questo picco di emozioni difficili da esprimere perché quando sei al fianco di un atleta ci sei con tutto te stesso". Dei pattinatori a cui è più legato, raccontò, "a volte mi sembra di riuscire a sentire il battito del cuore mentre gareggiano".