AGI - Tra i tanti record già inanellati da questa edizione dei Giochi Olimpici Invernali (la prima diffusa, la prima con due bracieri, la più sostenibile, quella che vanta la migliore parità di genere tra gli atleti e molti ancora) ce n'è uno che ha ben poco a che fare con lo sport: le Olimpiadi di Milano Cortina si stanno qualificando come l'edizione più geopolitica di sempre.
E questo si è visto nei bilaterali che hanno preceduto di poche ore la cerimonia di apertura (tra tutti quello lunghissimo tra la premier Giorgia Meloni e il vicepresidente degli Stati Uniti d'America J. D. Vance) e nei fischi o ovazioni con cui sono state accolte allo stadio di San Siro le delegazioni di Israele e Ucraina.
I Villaggi Olimpici
E così anche nei Villaggi Olimpici, soprattutto nel più grande, quello di Porta Romana, a Milano. Più di mille camere (1.154 per la precisione per un totale di 1.700 posti letto) che sono la rappresentazione tangibile di un atlante mondiale con tutte le tensioni e fragilità che caratterizzano questa epoca storica. Gli atleti espongono infatti orgogliosamente alla finestra la propria bandiera, sigla o scritta (42 le nazioni ospitate). E basta uno sguardo per vedere rappresentato il mondo in quella manciata di edifici che, una volta conclusi i Giochi, resteranno in eredità a Milano e diventeranno uno studentato.
Il caso Groenlandia
E così gli atleti di Stati Uniti e Danimarca sono stati posizionati a debita distanza (forse non a caso) e per Israele c'è una sola atleta alloggiata. La Russia? Non c'è, o meglio ci sono atleti russi ma che gareggiano come "Atleti Individuali Neutrali" quindi senza bandiera nazionale. Infine l'Ucraina, che non ha esposto ancora la propria bandiera.
L'Italia
All'Italia spetta invece un'intera ala di un edificio dove compare la scritta "Italia team", la più elegante. Vicini di camera degli azzurri sono australiani, austriaci e slovacchi. Un "mappamondo" a due passi dal Muro della tregua olimpica, firmato dalla presidentessa del Cio Kirsty Coventry e visitato pochi giorni fa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Non va dimenticato infine che tra non pochi giorni si giocherà il match di curling Norvegia-Usa. Ironia della sorte il 15 febbraio, il giorno successivo a San Valentino.