AGI - Dopo aver vinto la medaglia d'oro nei 3000 metri di pattinaggio veloce, Francesca Lollobrigida è corsa con tricolore in mano nel tunnel sotto gli spalti per abbracciare il figlio Tommaso di tre anni. Dopo la sua nascita, nel 2023, la pattinatrice di Frascati non ha voluto fermarsi. "Ho pattinato fino al mercoledì e il venerdì ho partorito", ha raccontato in un'intervista, "poi, a tre mesi dal parto, ero in raduno a Livigno. Il bambino è sempre con me, grazie all'aiuto di mia madre e di mia sorella (pattinatrice a rotelle della Nazionale e campionessa mondiale con le Fiamme Azzurre, ndr). È la mia priorità e il mio portafortuna".
Con la nascita del figlio Tommaso, nel maggio 2023, Lollobrigida ha affrontato una fase di ricostruzione fisica e mentale che l'ha portata a tornare alle competizioni già nell'autunno di quell'anno. E quello della pronipote della 'Lollo' non è un caso isolato. Almeno non più rispetto al passato. Basta pensare che per gli Stati Uniti ci sono sei mamme che gareggeranno a Milano-Cortina con figli al seguito. Coyne Schofield, medaglia d'oro, tre volte olimpionica e madre di Drew, sarà il capitano della squadra femminile di hockey. Kelly Curtis, madre di Maeve, di due anni, la prima atleta nera a rappresentare il Team Usa nello skeleton, torna per la sua seconda partecipazione ai Giochi.
Altre madri atlete statunitensi
Elana Meyers Taylor, madre di Nico e Noah, è l'atleta nera più medagliata nella storia dei Giochi invernali e tenterà la sua sesta medaglia olimpica a Cortina. La sua compagna di squadra, Kaillie Humphries, mamma di Aulden, di 15 mesi, è la prima bobbista donna a difendere il suo titolo olimpico e gareggerà per il suo quarto oro. Tabitha Peterson Lovick, è alla sua terza partecipazione olimpica nel curling e sua sorella e compagna di squadra, Tara Peterson, parteciperà alla sua seconda edizione, con il figlio Eddie, nato a settembre 2024.
La motivazione di Coyne Schofield
"Sapevo che potevo tornare non solo a essere al punto di partenza, ma anche a un livello migliore", ha detto Coyne Schofield alla Cnn. "Volevo che mio figlio sapesse che non era lui il motivo per cui avevo smesso di giocare a hockey, ma il motivo per cui continuavo a farlo. E qualsiasi giornata difficile, o fonte di ispirazione di cui avessi bisogno, mi bastava guardarlo e l'avevo proprio davanti a me".
Il cambiamento nel mondo dello sport
Negli anni passati molte aziende interrompevano i loro contratti con le atlete appena queste comunicavano la loro maternità. Poi sono arrivate le mamme che hanno dimostrato quanto fosse obsoleto questo modo di pensare. Allyson Felix, che ha vinto l'oro ai campionati mondiali dopo aver dato alla luce la figlia Camryn, ha rotto con Nike, citando l'indennità di maternità. Serena Williams ha vinto una partita dopo aver dato alla luce la figlia Olympia, e Alex Morgan ha segnato un gol per la nazionale femminile degli Stati Uniti dopo aver avuto la figlia Charlie. Ciò che era stato etichettato in modo assurdo come impossibile si è improvvisamente rivelato fattibile.
Iniziative a supporto delle madri atlete
Nel 2022, il Comitato olimpico degli Stati Uniti ha lanciato la Women's Health Initiative, riunendo un gruppo di atlete e assistenti per creare piani d'azione a supporto delle madri e delle future madri. Ai Giochi di Parigi del 2024, il Villaggio olimpico ha incluso per la prima volta un asilo nido, con pannolini e salviette gratuiti.
Nuove politiche per le atlete
Le squadre nazionali, un tempo mal equipaggiate per gestire i congedi di maternità, ora sono tenute a dare preavviso per le convocazioni in modo che le atlete possano trovare un'adeguata assistenza all'infanzia, e la politica di protezione delle quote/classifica della Federazione statunitense di bob e skeleton fa sì che le donne che tornano dopo il parto non debbano ripetere il processo di qualificazione per riconquistare il loro posto.
Sarah Schleper e il figlio ai giochi
Un'altra 'mamma' di questa olimpiade è la messicana - statunitense di nascita - Sarah Schleper. Nel 2011 aveva chiuso la sua carriera di sciatrice tagliando il traguardo della pista di Lienz, in Austria, con il figlio Lasse - allora di 4 anni - in braccio. Poi ha cambiato idea ed è tornata in pista con il Messico e in questa edizione gareggerà insieme al figlio, Lasse Gaxiola, che ha compiuto 18 anni il 30 gennaio e debutterà ai Giochi. "È come una sorta di destino", spiega Schleper. Lei sarà di base a Cortina d'Ampezzo, sede delle gare femminili, mentre Lasse sarà a Bormio, dove si disputano le prove maschili. Per la madre, però, questa distanza potrebbe rivelarsi un vantaggio: "Gli adolescenti non amano i consigli dei genitori, ma continuiamo a prepararci insieme".