AGI - "Siamo contenti, come Sport e Salute, di ospitare due partite del Sei Nazioni anche quest'anno. L'Olimpico si conferma quello che vorremmo fosse: lo stadio innanzitutto delle Nazionali, un impianto polivalente, nel quale ospitiamo rugby, calcio, tennis e atletica leggera ai massimi livelli". Lo ha detto il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Sei Nazioni 2026 di rugby.
"Il Sei Nazioni è il torneo più sentito dell'anno. Porteremo il rugby all'Olimpico, ma anche in tutte le case degli italiani grazie alla diretta televisiva. Abbiamo realizzato due sold out per le partite casalinghe grazie all'appeal che il rugby sta prendendo a livello nazionale e al grande lavoro delle nostre strutture federali, che sono riuscite a coinvolgere partecipanti", ha aggiunto il presidente della Federazione Italiana Rugby, Andrea Duodo, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Sei Nazioni 2026.
Investimenti e fruibilità dell'Olimpico
“Continuiamo a investire in modo che questo giardino dello sport diventi sempre più affluente e fruibile”, ha aggiunto Mezzaroma. “Per quanto riguarda il rugby, c'è anche un evento importante che consiste nel terzo tempo, quasi più importante della partita stessa. Quest'anno, abbiamo cercato di mettere a disposizione dei tifosi di tutte le nazioni spazi sempre più grandi”.
Obiettivi e futuro dell'Italrugby
L'Italrugby giocherà due partite in casa in questa edizione, contro la Scozia il 7 febbraio e contro l'Inghilterra il 7 marzo. “Il nostro sport si appresta a vivere un cambiamento profondo ed epocale”, ha aggiunto Duodo. “Da quest'anno parteciperemo alla Nations Championship, ma il Sei Nazioni, il torneo, rimarrà sempre il nostro focus principale”. Duodo ha concluso parlando degli obiettivi della Federazione nel futuro: “Dobbiamo continuare nella crescita del nostro movimento, dando sempre più fiducia al nostro ct e alla nostra squadra, che ha dato forti segnali di miglioramento negli ultimi anni, grazie a una profondità della rosa che l'ha resa competitiva”.