(AGI) - Roma, 24 ago. - Vincenzo Nibali si scusa ma recrimina.Lo Squalo dello Stretto si e' visto espellere dalla Vuelta diSpagna per essersi fatto aiutare dall'ammiraglia nel recuperareil suo gap dal gruppo dopo la caduta, avvenuta a circa 28chilometri dalla fine della seconda tappa. "Per quello che e'successo chiedo veramente a tutti scusa, per chiunque siaindignato o vergognato per me - scrive il corridore sicilianosulla sua pagina 'Facebook' -. Molti di voi non hanno mai corsoin bici, altri sono grandi tifosi, altri pura passione, e altriancora si sono avvicinati negli ultimi anni!! La bici, ilciclismo e' passione, amore, giornate lontano dalla famigliacon allenamenti estenuanti, sacrifici troppi che iniziano gia'all'eta' di 16 anni circa. Quello che e' successo alla Vueltasuccede in ogni gara, cio' non deve dimostrare che non e'sbagliato e devo restare impunito - precisa Nibali -. La giustapunizione da scontare la dettano i giudici". Ma il ciclistadell'Astana prova a spiegare il suo stato d'animo. "Un annoandato male per mille motivi, arrivo alla Vuelta con la vogliadi riscatto da una stagione infame, mi ritrovo alla prima tappa- scusando l'espressione - con il culo per terra, ti rialziaiutato da un compagno sperando di non esserti fatto male, tiguardi le ferite lasciate addosso dall'asfalto rovente e cerchila tua bici che e' andata distrutta, panico e caos nel gruppo,tardo a partire ...tanto... Troppo al punto che quando risalgosulla mia bici ho un ritardo di 1'20", mi fiondoall'inseguimento senza paura, senza acqua da solo, piano pianoguadagno terreno e trovo i miei compagni che mi aspettano lungala strada, la testa che pensa che devo andare e devo rimaneredavanti in corsa per quelle persone che mi guardano, per quelleche mi amano, per mia moglie, mia figlia e per quelli che sistaranno domandando come sto". Vado avanti - scrive Nibali -per far vedere che non mi sono fatto niente, fino a quellosbaglio che mi costa caro, una trainata di 150 metri per cuimolti sono pronti a gettare del fango (e' rientrato perche' sie' attaccato): nessuno sottolinea che e' caduto, e' statoattaccato, e' da solo all'inseguimento contro 18 corridori chespingono a tutta davanti. No, signori, nel ciclismo la corsa e'corsa, nessuno ti aspetta. Nel ciclismo episodi come questi cene sono molti, a maggior ragione dopo una caduta. Alla finetutto avrei pensato, una multa salata da pagare e unapenalizzazione come si usa fare per restare fuori classifica.Avrei accettato anche una penalita' di dieci minuti. Dopo tuttoIO non saro' il primo ne' l'ultimo di questa vicenda. Mi scusoancora per avervi rubato del tempo e grazie del sostegno o menoche mi date".(AGI)