I legni del calcio in realtà sono di alluminio, e si fabbricano in Veneto e in Germania

Si fa presto a prendere un palo, molto meno a realizzare le porte di un campo di calcio di nuova generazione 

pali lazio roma 
SILVIA LORE / NURPHOTO

Il giorno dopo il 4-2 dei “legni” presi dalla Lazio contro la Roma, i tifosi giallorossi sono lanciatissimi nel derby dell’ironia sul web. Ma si fa presto a dire palo: in realtà, intanto, sono stati due pali, Leiva e Correa, e due traverse, Immobile e Parolo dei padroni di casa, contro i due pali di Zaniolo. Leggiamo poi dal regolamento della FIGC (la Federazione gioco calcio), “i due pali della porta  sono separati da una distanza di 7,32 metri, e la barra trasversale, la traversa, sta col suo bordo inferiore esattamente a 2,24 metri da terra. Lo spessore della barra e dei pali non deve superare i 12 centimetri ed è possibile che barra e pali reggano una rete, che non deve per nessuna ragione infastidire il portiere nelle sue azioni di parata”.

Per avere notizie precise, ci siamo rivolti a Agostino Funaro, titolare della ditta di attrezzistica sportiva Agosport di Milano. Intanto, da qualche anno, porte e pali hanno forma ovale, e non più anche squadrata, come succedeva nei campi di una volta. Sono in alluminio ed entrano nel terreno per 35/40 centimetri, non con tutto lo spessore, ma con un’anima che arriva filo al filo del terreno. Le principali ditte italiane che producono porte e traverse sono Divi Sport, Gamma Sport e Arti Sport e, da tradizione, sono collocate in Veneto. Anche se quelli che vengono ancora chiamati impropriamente  “legni”, quando si parla di eccellenza e quindi di massime competizioni mondiali, vengono prodotti in Germania. Perché da noi è sempre dominante la mentalità del risparmio mentre i tedeschi coltivano anche quella della estrema qualità.

pali lazio roma 
SILVIA LORE / NURPHOTO

Peraltro garantendo una caratteristica che in Italia è difficile, per il trasporto, cioè la traversa costituita da un pezzo unico. Mentre in Italia al 98% la traversa è divisa in due pezzi saldati al centro con un’anima comune che rientra nel tubo-madre della struttura, senza comunque alterare la solidità della barra stessa. Anche perché viene “nervata”, cioè rinforzata all’interno con venature e “T” speciali che fanno resistenza.

Una coppia di porte da campo di calcio costa in media 1000/1200 euro, e dura 10-15 anni. La sostituzione, più che al danno reale, imputabile il più delle volte ad atti vandalici, a macchinari pesanti che urtano la struttura e a più persone che si appendono alla traversa, è prevista piuttosto quando si rifà il campo, magari passando dall’erba naturale a quella sintetica. Perciò, prima della partita, l’arbitro non controlla anche se ci sono curvature di pali e traversa. Come fa invece con le reti.

Perciò, quando pensate a un calciatore che ha preso il palo non minimizzate, non credete che sia più difficile che centrare la porta: 12 centimetri sono una gran bella superficie. Così come la riga di fondo del tennis che, come ci spiega Gianfranco Zanola, leader dei campi sintetici PlayIt, negli ultimi 7/8 anni, s’è allargata da 5 a 7 centimetri. Mentre le righe laterali sono rimaste a quota 5. Le palline da tennis standard hanno un diametro che va da 6,54 a 6,86 centimetri, e la riga è larga 7. Il pallone da calcio è di 68,5-69,5 centimetri, e traversa e pali sono larghi 12. Capite quant’è facile e normale incocciare in un palo o in una riga? E come cambia tutto, di conseguenza?



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