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Il Canada approda in Qatar e già sogna il mondiale in casa del 2026

Il Canada approda in Qatar e già sogna il mondiale in casa del 2026

Dopo 32 anni la nazionale nordamericana torna a partecipare alla massima competizione calcistica. Tra quattro anni ospiterà la kermesse insieme a Usa e Messico

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© AFP - L'esultanza dei giocatori canadesi dopo la vittoria sulla Giamaica

AGI - A distanza di 36 anni dall’ultima volta, il Canada ha staccato il pass per il mondiale in Qatar e già sogna in vista dell’appuntamento casalingo del 2026. Con la decisiva vittoria per 4-0 sulla Giamaica, i Canucks hanno scritto una pagina storica della storia calcistica nordamericana, facendo esplodere di gioia un intero Paese dove il calcio ha un milione di praticanti registrati.

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© AFP

Una cavalcata inedita

Dietro alle lacrime in diretta streaming della stellina del Bayern Monaco, Alphonso Davies, c’è una cavalcata inedita della selezione biancorossa che ha raggiunto la cima della classifica mettendo in ombra Usa e Messico grazie a un calcio offensivo e a una nuova generazione di talenti. Un risultato figlio della crescita del movimento calcistico che nel corso degli anni ha attratto anche calciatori italiani, vedi Giovinco e Insigne. E lascia ben sperare in vista del 2026 quando il Canada ospiterà la prima edizione della sua storia insieme a Usa e Messico. 

La seconda volta 

Ma prima c’è l’appuntamento in Qatar, la seconda volta nella storia canadese. L’ultima volta risale a Messico 1986, quando la nazionale della foglia d’acero uscì ai gironi con tre sconfitte. Da allora una lunga astinenza, tra mancate qualificazioni e precoci eliminazioni in Concacaf, il torneo del Nord e Centro-America. Con la sola eccezione dei primi anni duemila: i biancorossi vinsero il primo titolo calcistico (2000) per poi fermarsi alle semifinali nell’edizione successiva, prima di scomparire nuovamente dai radar. Fasti che adesso la nuova generazione canadese, che ha come uomini copertina i millenials Davies e Jonathan David, attaccante del Lille già a 17 centri stagionali, vuole rinverdire. Il biglietto per il mondiale, infatti, è stato raggiunto con due giornate di anticipo, al termine di un percorso senza esitazioni: 8 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta, 23 gol fatti e solamente sei incassati. Con la ciliegina sulla torta della vittoria contro i cugini statunitensi, per molti uno dei ‘turning points’ della gestione dell’inglese John Herdman, dal 2018 commissario tecnico della nazionale.

Un percorso che parte da lontano

Il ritorno della nazionale della foglia d’acero sul palcoscenico mondiale è frutto di un percorso di sviluppo calcistico che ha subito un’accelerazione in particolare nell’ultimo decennio. Il punto di partenza è il 2007 quando il Toronto diventa la prima squadra canadese a partecipare al campionato Mls, seguito dai Vancouver Whitecaps nel 2011 e dal Montréal Impact nel 2012. Dal punto di vista della programmazione invece è decisivo il piano “Leading a Soccer Nation” lanciato dalla Canadian Soccer Association nel 2014 con l’obiettivo di potenziare il settore giovanile e alzare la qualità del movimento calcistico. L’ultimo passo è la nascita nel 2019 della Premier League canadese per coinvolgere i nuovi talenti nati dalle academy e favorire il rientro dei giocatori formatisi in Europa. Rispetto al 1986, infatti, quando erano solo tre, oggi ben 15 giocatori sono di stanza nel Vecchio Continente. 

Il peso degli immigrati

A incidere nella crescita del movimento anche un cambiamento demografico meno legato alla tradizione dell’hockey e più favorevole al pallone: un quinto della popolazione, infatti, è immigrato ed entro il 2036 sarà uno su tre. Tanto che negli ultimi anni il numero di minorenni impegnato sul rettangolo verde, quasi 800mila, ha sorpassato quelli sul ghiaccio, fermo a 530mila. Un ruolo importante l’hanno giocato anche gli ‘ambasciatori’ europei, calciatori di livello, spesso a fine carriera, che in maniera analoga agli Stati Uniti hanno iniziato ad avventurarsi nella terra dei grandi laghi. In principio fu Sebastian Giovinco che nel 2015, nel pieno della carriera, lasciò la Juventus per vestire la maglia del Toronto e portarla alla conquista del suo primo titolo Mls. Un sodalizio durato quattro anni, con un bilancio di 68 gol in 116 partite, che hanno contribuito ad alzare il livello del campionato prima di un clamoroso ritorno in Italia.

Arriva Insigne

A raccogliere l’eredità della ‘formica atomica’ a Toronto sarà un altro attaccante tascabile, Lorenzo Insigne, che alla fine della stagione lascerà Napoli dopo 118 reti in 426 presenze. In dote porterà classe e il fresco titolo europeo, con l’intenzione di alzare ulteriormente l’asticella del campionato canadese. Insomma, tutto avrà un peso nella corsa dei Canucks a farsi trovare pronti quando sarà il Mondiale a spostarsi nella terra dei grandi laghi. Il 2026 sarà l’occasione per scrivere un ulteriore capitolo della favola canadese che non ha mai ottenuto una medaglia ma guarda oltre i propri limiti.