A Euro 2020 è il giorno di Italia-Svizzera

A Euro 2020 è il giorno di Italia-Svizzera

Tutti i temi della seconda partita degli azzurri ai campionati europei contro la squadra più temibile del girone. Gli incroci con gli elvetici sono tanti a partire dall'allenatore Petkovic. Intanto le tifoserie fanno prova di gemellaggio

euro 2020 italia svizzera

© Foto Agi -

AGI - È la giornata di Italia-Svizzera allo Stadio Olimpico di Roma. Alle 18 si sono aperti i cancelli e si prevedono circa 14 mila spettatori complessivi, di cui oltre 3.600 tifosi svizzeri già arrivati a Roma, con il rispetto delle norme anti-Covid, su vaccini, tamponi e malati guariti da almeno sei mesi.

Italia-Svizzera sarà la prima gara senza coprifuoco - il Lazio è in zona bianca - e il secondo match di entrambe le squadre a Euro2020. Molti i motivi di interesse calcistico. A partire dal ritorno a Roma dell'ex allenatore della Lazio, Vlado Petkovic, che all'Olimpico ha forse toccato il punto più alto della propria carriera - e il cuore dei tifosi biancocelesti - il 26 maggio di 8 anni fa con la Coppa Italia vinta contro la Roma sullo stesso campo in cui alle 21 cercherà di battere gli azzurri di Roberto Mancini.

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C'è poi, osservato speciale, il centrocampista Granit Xhaka che voci di calciomercato danno ad un passo dal diventare il primo giocatore ad arrivare nella nuova Roma di José Mourinho. C'è poi Shaqiri, che Mancini ebbe come giocatore nella sua Inter, probabilmente il migliore dello scacchiere svizzero anche se non è al massimo della sua condizione.

Infine c'è Breel-Donald Embolo, 24 anni, di cui 11 passati ad aspettare la cittadinanza svizzera da quando nel 2003 con la mamma dal Camerun si è traferito nella federazione elvetica, ha segnato col Galles.

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Giocatori di talento che Mancini dichiara di tenere in grande considerazione anche se, ribadisce, l'Italia deve rispettare tutti ma non deve temere nessuno. Alleato dell'Italia è un calendario decisamente ostico per la Svizzera. La nazionale elvetica ha esordito a Baku (1-1 contro il Galles) e ha dovuto percorrere 4.400 chilometri per venire a Roma, teatro della seconda giornata della fase a gironi. Poi tornerà a Baku per affrontare la Turchia. Un vero tour de force.

Tifoserie gemellate

Come fratelli si muovono lungo le strade che circondano lo Stadio Olimpico i tifosi di Italia e Svizzera (alcuni di questi con indosso la maglia della nostra nazionale) a poche ore dall'inizio della sfida del Girone A che potrebbe valere per gli azzurri la qualificazione dopo appena due partite.

Coloratissimi gli svizzeri, anche se col rosso a dominare tutto. Un rosso che questa sera però la nazionale di Pektovic non indosserà, in quanto squadra ospite. Elvetici in bianco e azzurri in azzurro (completo: maglia, pantaloncini e calzini).

Fuori dallo stadio i ragazzi svizzeri si muovono tranquilli in piccoli gruppi, con l'immancabile birra rigorosamente in bicchiere di plastica in mano. Ogni tanto qualcuno degli svizzeri azzarda dei cori, ma sono gli italiani a fare più rumore riproponendo il motivetto 'po-popopopo-popo' dei mondiali di Berlino 2006.

Una ragazza con i capelli naturalmente biondissimi indossa una maglietta di Embolo e sventola orgogliosa una bandiera svizzera. Un gruppo coloratissimo di ragazzi italiani si mette in posa perché c'è 'La vita in diretta'. E' un'occasione da non perdere per farsi vedere da mamma, rimasta a casa che con papà seguirà la partita su Rai1.

Tutti indossano parrucche tricolori e sono felici. Perché il calcio è felicità, soprattutto ora che coincide con l'uscita dalla fare più critica della pandemia. E poi oggi a Roma si può far tardi: niente coprifuoco, siamo in zona bianca.

La Polizia - presente in maniera discreta con agenti a piedi e a cavallo - teme che nella notte romana possa accadere qualche incidente tra i circa 4.000 svizzeri arrivati nella Capitale e qualche italiano un po' alticcio o in cerca di emozioni forti. Vedremo. I tifosi italiani 'segnano il territorio' intonando l'Inno di Mameli. Bello.

Il gemellaggio tra le tifoserie italiana e svizzera si mantiene anche all'interno dello stadio. Pochi fischi all'indirizzo degli elvetici, a parte un vero tributo di sberleffi all'indirizzo di Vlado Petkovic, il ct della Svizzera che qui all'Olimpico i tifosi della Roma si ricordano bene perche' riusci' nell'impresa di battere i giallorossi in finale quando guidava la Lazio. Una sconfitta che ancora brucia, evidentemente, nei tifosi romanisti presenti all'Olimpico presenti allo stadio.