Il Bayern Monaco ha vinto la sua sesta Champions. L'ex Coman stende il Psg

Il Bayern Monaco ha vinto la sua sesta Champions. L'ex Coman stende il Psg

La squadra di Flick ha meritato di alzare la coppa dalle grandi orecchie al cielo visto che ha vinto tutte le ultime 11 partite nella massima competizione europea. La prima nella storia a riuscirci. Nota di merito anche per Daniele Orsato, fischietto italiano della partita, che alla sua prima finale non sbaglia una decisione

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Bayern Monaco vince la sua sesta Champions League

AGI - Il Bayern Monaco vince la sua sesta Champions League superando per 1-0 il Psg. Ai tedeschi basta il gol, al minuto 58, dell'ex Kingsley Coman che di testa sfrutta al meglio un cross preciso di Kimmich. Per i parigini, che confermano la difficoltà per un esordiente di vincere l'atto conclusivo della manifestazione, resta il rimpianto di aver sprecato qualche occasione di troppo, soprattutto nel primo tempo.

Il Bayern Monaco ha meritato di alzare la coppa dalle grandi orecchie al cielo visto che ha vinto tutte le ultime 11 partite in Champions League diventando la prima squadra nella storia a riuscirci. Nota di merito anche per Daniele Orsato, fischietto italiano della partita, che alla sua prima finale non sbaglia una decisione. 

IL MATCH

L'avvio

Non c'è finale di Champions League senza una profonda e diffusa tensione. E nei primi 15 minuti Psg e Bayern Monaco sembrano sentirla tutta. Giro palla da una parte e dall'altra alla ricerca di spiragli, traiettorie, un'occasione per cogliere impreparata la difesa avversaria. Al 17' è Neymar a scuotere il torpore a Lisbona e non solo. Il brasiliano s'infila verticalmente nello spazio lasciato tra i due difensori centrali del Bayern, riceve un assist al bacio da Mbappè e calcia a colpo sicuro verso la porta. Ma non fa i conti con Neuer che gli chiude lo specchio due volte con due interventi da fenomeno. Il primo chiudendo le gambe con tempismo, il secondo distendendole con coraggio. In Baviera tirano un sospiro di sollievo, a Parigi prendono coraggio.

Pochi minuti dopo e la situazione si ribalta: Lewandowski stoppa palla in area e calcia, in maniera sporca, alla destra di Keylor Navas. è una diagonale imperfetta che si stampa sul palo a portiere battuto. A Parigi riprendono a respirare dopo aver trattenuto il fiato, in Baviera si ricordano che sono arrivati in finale da imbattuti. La partita, insomma, si accende. Poco dopo Di Maria calcia alle stelle un pallone con il piede sbagliato, il destro, da dentro l'area dopo uno scambio pregevole con Neymar. Il successivo tiro di Herrera, di controbalzo, è deviato sul fondo dalla difesa, nonostante il guardalinee sostenga il contrario.

Alla mezz'ora del primo tempo Lewandowski ha un'altra buona chance, stavolta di testa, ma sulla sua traiettoria centrale Navas c'è e controlla in due tempi. I portieri rispondono "presente" agli squilli degli attaccanti e con i loro interventi conservano l'equilibrio. Al penultimo minuto del primo tempo Mbappè grazia la difesa teutonica, goffa nel disimpegno. L'attaccante nato a Bondy recupera palla, scambia con Herrera e si prepara a calciare un rigore in movimento. Ma, alla fine, lascia il colpo in canna. Quello che esce dal suo piede e poco più di un passaggio per Neuer che abbranca il pallone senza patemi e invita i compagni a risalire verso le trincee nemiche.

Coman, il più lesto a risalire le linee nemiche, cade in area, forse sbilanciato. Orsato vede, giudica e, dopo consulto con la Var, conferma: nessun rigore. L'arbitro italiano, finora impeccabile, fischia subito dopo la fine del primo tempo. E c'è già una statistica: per la prima volta dalla ripartenza post-Covid il Bayern non riesce a segnare durante i primi 45 minuti di gioco.

Il secondo tempo

Quella tensione iniziale, sempre più papabile, nel secondo tempo cresce. Quasi esplode. Aumentano i falli, si rischia anche una piccola rissa. Orsato tira fuori i cartellini e riporta la calma. Al 58' la partita si sblocca. Kimmich mette un cross precisissimo in area e Kingsley Coman, sbucando sul secondo palo, incrocia di testa sul palo lontano della porta difesa da Navas. La palla si infila in rete, il Bayern è in vantaggio.

Il Psg, colpito a freddo, rischia di sprofondare. I bavaresi si buttano all'attacco ma la nave parigina, colpita, non affonda. Tutto merito di Thiago Silva, ex difensore del Milan, che sulla linea nega la gioia della doppietta a Coman e tiene in vita le speranze della squadra di Tuchel.

Al 64' la finale si colora ancora di tricolore. In campo entra Verratti per dare geometrie e guidare la riscossa dei francesi. A venti minuti dalla fine la palla buona capita sui piedi di Marquinos che in area si scontra ancora con Neuer. Altra respinta, altro calcio d'angolo, altra grande parata. Da numero uno del mondo (come lo è stato il portiere tedesco). I parigini spingono ma sono disordinati e confusionari. Mbappè cade in area ma Kimmich tocca il pallone e Orsato, appostato benissimo, prende ancora una volta la decisione giusta. Tuchel fa entrare anche il talismano Choupo-Moting, giustiziere dell'Atalanta. Icardi, invece, resta in panchina, per lui non c'è spazio nonostante lo svantaggio.

La partita si trascina stancamente fino al recupero. Al 91' Mbappè, lanciato splendidamente da Verratti, sfonda in area ma il suo tiro-cross, in precario equilibrio, finisce la corsa sul fondo nonostante i tentativi di deviazione di Neymar e Choupo-Moting. Il Bayern serra i ranghi, compatta i reparti di difesa e controcampo e, nonostante un'ultima fiammata di Neymar, resiste fino al triplice fischio di Orsato. Il delirio in Baviera e a Lisbona può cominciare. La squadra di Flick completa un capolavoro iniziato quasi un anno fa e terminato alla fine di un'estate mai vissuta prima. Almeno per la Champions League.