Al via i quarti di Champions League. L'Atalanta sogna l'impresa

Al via i quarti di Champions League. L'Atalanta sogna l'impresa

Otto squadre sono partite alla volta di Lisbona per provare ad alzare al cielo la Coppa dalle grandi orecchie. Atalanta, Lipsia e Lione provano a stupire. È l'anno buono per Psg o Manchester City?

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LLUIS GENE / AFP - Gian Piero Gasperini

AGI - I quarti di finale di Champions League inizieranno domani a Lisbona con una squadra italiana ancora in corsa: l'Atalanta dei miracoli di Gasperini che se la dovrà vedere con il Paris St. Germain (PSG) di Neymar, Icardi e, se dovesse recuperare dall'infortunio, Mbappé.

La pandemia di coronavirus, oltre che a ritardare di quattro mesi gli incontri, ha determinato un cambiamento di formula e luogo. Niente gare di andata e ritorno ma sfida secca in campo neutro: otto squadre sono quindi partite alla volta di Lisbona per provare ad alzare al cielo la Coppa dalle grandi orecchie.

Atalanta - Psg

Sulla carta non ci sarebbe storia. Da una parte il gigante francese, desideroso come non mai di arrivare fino in fondo, dall'altra la piccola realtà bergamasca che ha incantato con il suo gioco e che non ha intenzione di svestire i panni di quella che gli americani chiamerebbero "Cinderella", ovvero l'outsider inaspettato. Basta un numero per raccontare le differenze tra questi due mondi: lo stipendio dell'asso brasiliano Neymar, pari a circa 36 milioni di euro, è pressocchè il totale di quelli elargiti ai giocatori orobici.

Per la squadra parigina, d'altronde, si tratta di un'occasione da non perdere, soprattutto considerando che il sorteggio ha stabilito che in semifinale la vincente di questo match vada a incontrare una tra Atletico Madrid e Lipsia. Insomma, la dirigenza qatariota che da un decennio investe milioni di euro nella squadra, sperando di vincere la Champions, potrebbe essere più vicina che mai a coronare il suo sogno.

La formula della gara a eliminazione diretta potrebbe però mettere maggiormente in discussione lo strapotere francese e dare una chance in più agli atalantini, desiderosi di regalare un momento di grande felicità a una città colpita oltremodo dal coronavirus. Numerose le assenze: il Psg dovrà fare a meno di Di Maria (squalificato) e, salvo sorprese, di Verratti e Mbappe (almeno dal primo minuto); Gasperini si ritrova invece senza Ilicic, trascinatore di Coppa, e Gollini.

Atletico Madrid - Lipsia

I 'Colchoneros' di Diego Simeone puntano a raggiungere la terza finale in sette anni contro la squadra della "Red Bull" che vuole continuare a stupire. L'Atletico arriva in Portogallo dopo aver eliminato i detentori del titolo, gli inglesi del Liverpool, dominatori della Premier League. Uno scalpo prestigioso che mette gli spagnoli nelle condizioni di poter ambire alla vittoria finale.

L'altra faccia della medaglia, però, è rappresentata dalla movimentata vigilia della partenza da Madrid, con due giocatori trovati positivi al Covid. Angel Correa e Sime Vrsaljko stanno bene ma sono stati messi in quarantena e, di conseguenza, esclusi dal match. Il Lipsia è arrivato, quest'anno, per la prima volta nella sua storia, nella fase a eliminazione diretta della Champions League, grazie alla vittoria sul Tottenham di Mourinho.

Si presentano al fischio d'inizio, però, senza la loro stella, Timo Werner, ceduto a suon di quattrini al Chelsea durante l'estate. Ma Nagelsmann, allenatore di belle speranze, è convinto di poterla spuntare anche senza i 34 gol messi a segno dalla stella emergente del calcio tedesco. L'effetto sorpresa, le ripartenze rapide, e la leggerezza mentale di chi sa che non ha nulla da perdere, potrebbero essere determinati nel ribaltare le gerarchie della vigilia.

Barcellona - Bayern Monaco

È la sfida più affascinante dei quarti di finale e per molti una finale anticipata. Parliamo del resto delle uniche squadre, tra le otto partecipanti, che possono vantare il possesso di almeno una Champions al di là dei vetri delle bacheche societarie. Se vogliamo essere precisi ne ahnno vinto 5 a testa. Quest'anno la bilancia sembra pendere però per i tedeschi, freschi della doppietta Bundesliga e Coppa nazionale, e autori di una stagione di grande solidità fisica e mentale.

Neanche il Chelsea, agli ottavi, è riuscito a opporre molta resistenza davanti al carro armato bavarese. Davanti, poi, c'è quel Robert Lewandowski che oggi è il principale spauracchio delle difese di tutta Europa: l'attaccante polacco ha segnato 53 gol in questa stagione, di cui 13 proprio in Champions League. Nessuno ha fatto meglio di lui.

Il Barcellona, che ha estromesso il Napoli, è reduce invece da una stagione complicata e piena di delusioni: consegnata la Liga ai rivali del Real Madrid a causa di una ripartenza post-pandemia assai lenta, deve fare i conti con i malumori nello spogliatoio nei confronti dell'allenatore, Quique Setien, e della dirigenza, il cui mandato è in scadenza.

Sono note ormai le bizze di Leo Messi che, a 33 anni, e per la prima volta in carriera, sembra davvero allontanarsi dalla Catalogna. Per qualità della rosa e colpi dei suoi fuoriclasse, tuttavia, i blaugrana restano potenzialmente tra i favoriti per la conquista del titolo e niente, soprattutto in una gara ad eliminazione diretta, può essere facilmente pronosticabile.

Manchester City - Lione

Guardiola ci crede e i suoi citizens hanno davanti l'occasione di issarsi sul gradino più alto d'Europa. Un obiettivo inseguito più volte negli ultimi anni e sempre sfuggito alla squadra degli sceicchi. L'eliminazione del Real Madrid di Zidane, battuto a distanza di mesi, sia all'andata che al ritorno, ha messo fieno in saccoccia, energia nelle gambe e convinzione nella testa. Il Lione, giustiziere a sorpresa della Juventus e di Sarri, non sembra poter rappresentare un ostacolo serio al percorso degli inglesi.

Eppure, nella scorsa edizione, le due compagini si sono affrontate nel girone di Champions e la squadra francese conquistò inaspettatamente una vittoria e un pareggio. Questa, a voler tirar a tutti i costi le somme, è un'edizione della Champions diversa dal solito e anche Atalanta, Lipsia e Lione possono ambire a qualcosa che, solo qualche mese fa, non avrebbero mai potuto pensare di vivere. Sete di vittoria delle big permettendo.