Addio a Mario Corso, il piede sinistro della Grande Inter

Addio a Mario Corso, il piede sinistro della Grande Inter

L'ex attaccante nerazzurro aveva 78 anni, le sue punizioni 'a foglia morta' sono diventate leggenda.

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Addio a Mario Corso: il leggendario attaccante mancino della Grande Inter di Helenio Herrera si è spento all'età di 78 anni in ospedale, dove era ricoverato da alcuni giorni. Lo ha reso noto l'Inter con un tweet in cui lo definisce "campione eterno dotato di infinita classe". "Con il suo sinistro ha incantato il mondo in una squadra che ha segnato un’epoca. I pensieri e l’affetto di tutti noi vanno alla famiglia in questo momento difficile".

"Il piede sinistro di Dio", come era soprannominato, avrebbe compiuto 79 anni il prossimo 25 agosto. Aveva indossato la maglia nerazzurra dal 1957 al 1973 prima di passare al Genoa, dove aveva concluso la carriera nel 1975. Quattro anni dopo, il primo successo da allenatore: lo scudetto con la Primavera del Napoli nel 1979.

Corso è entrato nella storia del calcio per il talento e la tecnica ma soprattutto per il suo modo letale di battere le punizioni, ribattezzato "a foglia morta": poca rincorsa, calcio leggero di interno sinistro con la palla che scavalca la barriera e finisce rete.

Nato a Verona nel 1941, Corso iniziò la sua carriera nella Audace SME e lego' il suo nome all'Inter dal 1957 al 1973 collezionando 509 presenze e segnando 94 reti e vincendo quattro campionati nazionali, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.



La svolta arriva nel 1960 quando il presidente Angelo Moratti ingaggia Helenio Herrera alla guida della squadra e il Magolo ripaghera' vincendo tutto tra il 1963 e il 1966: è la Grande Inter di Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Milani, Peirò, Domenghini, Suàrez, Corso. Fu candidato per tre volte al Pallone d'oro, classificandosi settimo nell'edizione 1964, e inserito tre anni piu' tardi dalla Fifa nella formazione Resto del Mondo per la partita d'addio del celebre portiere spagnolo Ricardo Zamora.

La classe di Corso non bastò a guadagnargli la maglia azzurra in modo stabile: per gli equivoci sul ruolo di trequartista e gli scontri con il ct Edmondo Fabbri non fu mai convocato per un mondiale o un europeo. In totale con l'Italia appena 23 presenze e 4 reti in dieci anni.

Dell'Inter Mariolino Corso fu anche allenatore nella stagione 1985-1986, subentrando all'esonerato Ilario Castagner e conducendo la squadra al sesto posto finale.