Il 'modello Lotito', il segreto della Lazio delle meraviglie

Il 'modello Lotito', il segreto della Lazio delle meraviglie

L'imprenditore romano che prese la società nel 2004 sull'orlo del fallimento, è riuscito 15 anni dopo a farne la società più vincente dopo la Juventus

Calcio Lotito Lazio scudetto

©  Afp -

La Lazio che sta contendendo alla Juventus lo scudetto è una società sana, gestita in maniera meticolosa da Claudio Lotito, da 16 anni alla guida del club. L'imprenditore romano che prese la società nel 2004 sull'orlo del fallimento, sommersa dai debiti e in svendita, è riuscito 15 anni dopo a farne la società più vincente dopo la Juventus nell'era contemporanea monopolizzata in Italia dai bianconeri.

Da presidente Lotito ha portato a casa tre Coppe Italia nelle stagioni 2008-2009, 2012-2013 e 2018-2019 e tre Supercoppe italiane nel 2009, nel 2017 e nel 2019, il tutto senza spendere le cifre astronomiche delle rivali. Nel 2015 per questi motivi si è aggiudicato il premio Financial Fair Play proprio per la cura alla gestione del bilancio economico. Tenendo presente il bilancio biancoceleste relativo all'esercizio chiuso al 30 giugno del 2019 il valore della produzione si attestava sui 122 milioni di euro. Inoltre sul risultato di gestione della Lazio pesano 6 milioni di euro annui dovuti all'erario per la rateizzazione del debito dell'era Cragnotti accordata dall'Agenzia delle entrate.

Calcio Lotito Lazio scudetto
© Federico Proietti Sync / AGF
Claudio Lotito

La Juventus con un solo punto di vantaggio rispetto alla Lazio ha chiuso l'esercizio 2018/19 con ricavi superiori a 620 milioni di euro. Il tutto in una continua ascesa della società che, come ha detto lo stesso presidente in occasione della consegna dei Premi USSI 2019, "è l'unica società ad aver chiuso il bilancio in attivo, in particolare con una cifra pari a 38 milioni di euro. Ho acquisito la Lazio con 550 milioni di debiti e, nel tempo, ho dimostrato con i fatti la volontà di far crescere la squadra".

Nella gestione Lotito ben 11 bilanci si sono chiusi in utile realizzati grazie ad alcune plusvalenze e ad una gestione oculata della società. La Lazio è oggi una realtà autosufficiente capace di lottare per il vertice senza mai ricorrere ad ulteriori versamenti nel conto capitale da parte dell'imprenditore romano. Per riuscirci Lotito ha improntato la sua Lazio su un modello unico che per sua stessa ammissione è paragonabile solo a quello dell'Ajax. Il mantra è "organizzazione e programmazione" e gli uomini chiave oltre Claudio Lotito sono il consigliere Marco Moschini, responsabile Finanza e Controllo che compone con il presidente il Consiglio di gestione della società e Igli Tare, direttore sportivo della squadra, capace di creare con pochi fondi a disposizione una realtà vincente e competitiva.

La gestione oculata si riflette soprattutto sugli stipendi. La Lazio spende in totale poco più di 70 milioni di euro per gli ingaggi dei calciatori con Milinkovic-Savic e Ciro Immobile che prendono le cifre più alte seguiti da Lucas Leiva, Luis Alberto e Caicedo. Nessuno di loro, esclusi bonus, guadagna più di due milioni e mezzo a stagione. Il solo Cristiano Ronaldo costa alla Juve oltre 30 milioni annui e i bianconeri spendono oltre 250 milioni di ingaggi.

La Lazio è sesta nella classifica spese per quanto riguarda gli ingaggi ma seconda in campionato ad un punto dai bianconeri staccando squadre molto più spendaccione dei biancocelesti. Il tetto ingaggi dell'Inter, terza in classifica e battuta ieri sera nello scontro diretto, ad esempio si assesta sui 145 milioni di euro. Prendiamo un esempio per ogni reparto. Il portiere titolare della Lazio, Thomas Strakosha, è arrivato alla Lazio nel 2012 dal Panionios per una cifra, secondo transfermarkt pari a 75mila euro. Ora secondo lo stesso sito vale 25 milioni. Impossibile che la Lazio se ne privi ma dovesse farlo, con il mercato di oggi, bisognerebbe pagare quasi il doppio. Il portiere della difesa meno battuta del campionato guadagna poco più di un milione a stagione.

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L'allenatore della Lazio, Simone Inzaghi. (Afp)

In difesa è da registrare l'exploit di Acerbi, arrivato alla Lazio per una cifra vicina ai 10 milioni, che adesso ne vale 5 in più come minimo e che è diventato in poco tempo il leader della miglior difesa del campionato italiano. Acerbi costa alla Lazio un milione e mezzo a stagione. La Lazio di Simone Inzaghi ha nel centrocampo il pezzo forte della squadra. Lucas Leiva è costato poco meno di 5 milioni, Luis Alberto è arrivato nel 2016 per una cifra molto vicina a quella del collega, Lazzari è stato acquistato dalla Spal per poco più di 7 milioni e tutti hanno aumentato il loro valore. Tenendo presente il portale Transfermarkt: Lazzari vale ora sui 20 milioni, Leiva più di 7 e Luis Alberto supera i 40 milioni di euro. Soltanto Leiva guadagna più di 2 milioni a stagione.

Arriviamo al fiore all'occhiello della squadra. Quando fu acquistato nel 2015 Sergej Milinkovic-Savic era un ragazzo serbo di belle speranze pagato sui 10 milioni di euro. Centrocampista atipico per stazza e fisico che diventerà sempre più importante per i biancocelesti per la sua impareggiabile tecnica e la capacità di ricoprire diversi ruoli di centrocampo. Oggi Milinkovic è uno dei centrocampisti più forti al mondo. Lotito ha detto di aver rifiutato per lui cifre superiori ai 100 milioni e il ragazzo, il più costoso in rosa, guadagna poco meno di 3 milioni.

Cristiano Ronaldo, pagato più di 100 milioni costa alla Juventus 10 volte tanto. La differenza nella gestione della Lazio è tutta qui. Trovare potenziali campioni capaci di crescere in un ambiente protetto con un allenatore che lavora da tempo con la stessa rosa e sa valorizzare i giovani. Oltre a questo vanno aggiunti gli acquisti di giocatori in cerca di riscatto, come nel caso di Ciro Immobile, arrivato alla Lazio nel 2016 da Torino dove non aveva disputato la sua migliore annata. Pagato intorno ai 10 milioni ha quadruplicato il proprio valore e, a suon di gol (è attualmente capocannoniere del campionato con 26 reti, 6 in più di CR7), sta spianando il cammino della squadra verso lo scudetto.