AGI - "In Rai volevano fare un docufilm sulla mia vita usando un attore che mi somigliasse. Ho detto subito no: ci sono io e lo faccio io! E ho aggiunto: non chiamatelo documentario o cortometraggio, chiamiamolo 'largometraggio', date le mie misure". Così Lino Banfi, a Rimini per ritirare il premio alla carriera all'Italian Global Series, presenta 'Lino, storia di un italieno', il progetto televisivo in onda l'8 luglio in prima serata su Rai Uno proprio alla vigilia dei suoi 90 anni. Un'opera che l'attore pugliese definisce, con la sua consueta ironia, "un buon inventario col senno del novantenne".
Girato nel Teatro Petruzzelli di Bari con la regia di Marco Spagnoli, il film vedrà l'attore sdoppiarsi in un dialogo intimo: "Ci saranno due persone davanti la camera: Pasquale Zagaria, che è nato prima e ragiona di più, e Lino Banfi. E poi anche una terza figura, mio padre, con cui ho lasciato un discorso in sospeso. Mi fa piacere che la Rai abbia accettato questo titolo scritto con la 'e', 'italieno', nel mio linguaggio 'banfiota'. Significa che mi ritengono maturo per raccogliere quello che ho seminato". Sulla polemica sollevata in questi giorni da Elena Sofia Ricci a proposito degli orari tardivi delle fiction, l'attore concorda pienamente: "Ha ragione, per fortuna hanno deciso di mettermi alle 9 o 9 e mezzo, che è l'orario giusto per il pubblico". Banfi ha poi svelato i retroscena del suo straordinario rapporto di complicità con Papa Francesco