Controsanremo: alla scoperta dell'antifestival su altri canali

Controsanremo: alla scoperta dell'antifestival su altri canali

Ben presto si scopre l’esistenza di un fervido circuito di festival alternativi sulle tv locali. “Cantando Ballando” su Canale Italia 11 è il più ruspante di tutti

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AGI - Il primo arcigno virologo incontrato girando su un talk show serale fa subito venire voglia di tradire il Controsanremo sul nascere e tornare da Amadeus e Fiorello.

Per fortuna ci corre in soccorso Canale 21 con il notevolissimo Koprifuoco Club, sorta di festival alternativo condotto da un gruppo di comici campani con il contorno di un’orchestra latinoamericana e una soubrette giapponese con un vestito lamé troppo largo che fa una fatica del diavolo a tenere su. Il primo brano in gara è una cover di Gigi D’Alessio.  

Ben presto si scopre l’esistenza di un fervido circuito di festival alternativi sulle tv locali. “Cantando Ballando” su Canale Italia 11 è il più ruspante di tutti. Il conduttore ha il physique du role di una vedetta di San Basilio e apostrofa le concorrenti con epiteti non proprio da fascia protetta assicurando che i loro brani “faranno uno sbrego”.

Se a Sanremo le poltrone del pubblico sono vuote, qua intorno al palco c’è una calca di spettatori niente affatto distanziati, alcuni dei quali con enormi cagnacci sulle ginocchia. È il grido di ribellione dell’Italia profonda che resiste alla dittatura sanitaria (se non fosse chiaro questa è satira).

Si vorrebbe restare con loro fino alla fine ma su Rete 4 sta iniziando Fuori dal Coro. Dopo la scenografia espressionista della settimana scorsa, con la cappella votiva dedicata a Mario Draghi e la ruota della fortuna con i colori delle zone in cui è divisa l’Italia, lo studio appare più sobrio, come si conviene a un’occasione solenne quale il requiem per Domenico Arcuri.

Un banco a rotelle sfreccia davanti alla telecamera. La sagoma dell’ex commissario straordinario viene portata via e sostituita da quella nuova di zecca del generale Figliuolo. Mario Giordano vale dieci Tucker Carlson ma purtroppo siamo una provincia dell’impero.

Problemi intestinali e appropriazione culturale

Su T9 si rimane presto ipnotizzati da una trasmissione a tema medico che promette “tutta la verità sui problemi intestinali”. Negli stacchi esplicativi si vede una mano villosa che sposta immagini ritagliate e strisce di carta con testi in maiuscolo.

La produzione non può evidentemente permettersi nemmeno un power point perché ha investito tutto il budget nella bellissima giacca catarifrangente del medico in studio, che somiglia vagamente al bassista dei Rush. Su Supernova, altra tv locale laziale, c’è uno show dove intervistano coppie in procinto di sposarsi.

Una signorina con tatuaggi leopardati sulle braccia brandisce un trapano ed esalta la perizia che con tale arnese ha il fidanzato, il quale nel frattempo si contorce dal gran ridere di fronte al raffinato doppio senso. Forse è il caso di cercare un buon film.

Su Rai Movie c’è ‘The Wolf of Wall Street', su Rai 4 ‘La sottile linea rossa’. Troppo belli per lo zapping. Meglio ‘Troy’ su 20 Mediaset, a questo punto. Brad Pitt, biondo e con gli occhi azzurri, che interpreta il greco Achille oggi sarebbe un accettabile contraltare della nera Jodie Turner-Smith che interpreta Anna Bolena in una recente serie inglese o sarebbe invece un nefando caso di appropriazione culturale? 

Questioni troppo complesse a quest’ora. Ripromettendomi di aggiornarmi sulle ultime derive intersezionaliste in voga nei college americani più a la page, opto per DiMartedì su La7. Sta parlando Beatrice Lorenzin. Sarebbe davvero meraviglioso se qualcuno scrivesse nel sottopancia: “Inserire il nome dell’ospite”.

Formiche sudamericane e il cachet di Ibra

"Quando il vostro cane si rotola nella cacca vuole solo comunicarci che ha scoperto qualcosa di interessante”, ci informa un etologo su K2. Ancora più interessante è il documentario sulle formiche sudamericane immediatamente successivo. “Primo appuntamento” su Real Time è sempre una sicurezza. Mi appassiono alle affinità elettive di una coppia di azzimati professionisti che si scoprono uniti dal grande amore per Cristina D’Avena ma è quasi finito e il programma successivo, ‘Vite al limite’, dedicato alle traversie dei grandi obesi, è troppo pure per me.

Mi vengono in soccorso Umberto e Damiano, due comici locali di Canale 10 che cercano di entrare nel centro vaccinale di Fiumicino sostenendo di voler scoprire se dopo l’iniezione il loro cellulare prenderà meglio grazie al microchip con il 5G e asseriscono che dentro ogni padiglione è affisso un poster gigante di Burioni.

I due intervistano poi un po’ di vecchiette che prendono il fresco tra mucchi di spazzatura e domandano loro cosa pensino del cachet di Ibrahimovic. Le risposte, in romanesco stretto, sono per lo più irriferibili. Segue canzoncina dedicata al cachet di Ibrahimovic, decisamente più orecchiabile di tante ascoltate nel frattempo al festival. Il tempo di distrarsi con le sontuose beltà di una Valentina Cervi in formissima in ‘Provincia Meccanica’, su Cine34, e si rifà un giro dei talk show.

Su #cartabianca si parla di vaccini. Da Floris pure. Giordano controbatte con un servizio sulle occupazioni abusive nel quale gli inviati mettono più volte a repentaglio la loro incolumità. Sopraffatto dalla tensione, trovo infine ristoro su Cartoonito. Mi godo un’intera puntata di Doraemon approfittando dell’assenza del pargolo che non lo apprezza e non me lo lascia mai guardare in santa pace.