Convertini, che a 49 anni scopre la bellezza dell'anzianitudine

Convertini, che a 49 anni scopre la bellezza dell'anzianitudine

 In coppia con Anna Falchi conduce su Raiuno il nuovo  “C'è tempo per”: “Celebriamo il terzo atto della vita”

​Convertini, il conduttore che a 49 anni sta scoprendo la bellezza dell'anzianitudine

 Beppe Convertini (Agf)

AGI - “Gli anziani sono quelli che più hanno sofferto durante il lockdown in termini di vite sacrificate al coronavirus e di solitudine, il nostro programma rappresenta anche un modo per ricompensarli”. Così a pochi giorni dall’esordio (il 29 giugno) Beppe Convertini analizza  con AGI “C’è tempo per”, nuovo spazio del mattino di Raiuno che  conduce in coppia con Anna Falchi. “Celebriamo il terzo tempo della vita, quello dove i nonni, che rivestono un ruolo sociale fondamentale come baby sitter preziosi e sono spesso garanti dell’economia familiare, riescono  però anche a viaggiare, studiare, ballare, dedicarsi alla solidarietà”, chiarisce il conduttore “Ogni puntata ruota attorno a un tema e a storie raccolte in tutta Italia: si sviscera il ruolo della “mamma” con Sandra Milo e sua figlia Deborah Ergas in studio, Catena Fiorello e sua madre e con Paola Minaccioni nella sua imitazione cult della mamma siciliana gelosa dei suoi figli maschi e intollerante verso le nuore. In un’altra puntata, anticipa, si parla di bellezza, con l'ex modella Antonia Dall’Atte, musa della moda, Maria Rosaria Omaggio e Corrado Tedeschi.

Lei compirà 49 anni il prossimo 20 luglio, Falchi ne ha 48, non sarete troppo giovani per un programma dedicato agli anziani?

“L’anagrafe c’entra poco, il gap non scalfisce la nostra empatia con la generazione che ci precede, io sono molto legato, oltre che ovviamente a mia madre, 82 anni, anche a tutta la sua rete sociale: quando vado a trovarla a Martina Franca vado a vedere i loro saggi di ballo e uno dei miei migliori amici è un ex vigile urbano di 75 anni. Credo che degli anziani vadano riconosciuti valore, esperienza e memoria storica, soprattutto in un momento in cui il coronavirus ce ne ha portati via tragicamente troppi”.

Prima di diventare attore e conduttore, lei è stato modello e anche, nel lontano ’93 “il più bello d’Italia”, come vive il passare del tempo, invecchiare la spaventa?

 “Ho già le rughe e qualche capello bianco, ne vado fiero li considero testimonianze di vita vissuta e invecchiare non mi spaventa affatto.. Nel terzo tempo della mia vita  mi vedo nella mia terra, la Puglia,  con  la mia famiglia, alle prese con l’orto, gli animali e i campi, gli stessi dove da bambino i miei nonni mi hanno insegnato a vendemmiare”.

Le è tornato utile poi, per la conduzione di Linea verde, ci sarà un bis il prossimo autunno?

 “Mi piacerebbe molto ovviamente tornare a condurlo, è stata un’esperienza che in questo anno difficile mi ha dato modo di scoprire ed esaltare il lavoro agricolo e il made in Italy. Ma ovviamente se ci sarò ancora io alla guida si saprà alla presentazione dei palinsesti”.

Tornando alla fascia da “più bello d’Italia”, titolo conquistato a 22 anni, la infastidisce che le sia rimasta incollato addosso anche quando la sua carriera è decollata verso altri lidi?

“E’ successo nel Medioevo, ero giovanissimo ma non rinnego nulla: la bellezza sta nelle esperienze e nei valori interiori, bisogna andare oltre l’esteriorità, ma sono comunque contento di tutto ciò che ho fatto nella vita. Anche il titolo di ‘Bello d’Italia’ mi è servito  a crescere, come le esperienze da cameriere, scaricatore al mercato, lavoretti che affiancavo ai miei studi di Economia e Commercio a Torino, per poter aiutare la mia famiglia. Ho perso mio padre quando avevo solo 17 anni e quel dolore incancellabile ha condizionato tutta la mia vita.  Proprio per dare una mano a casa mi era improvvisato modello: ho cominciato in Puglia, con le sfilate paesane, per poi approdare a Torino e Milano, dove quella carriera è poi decollata. E’ stata un’esperienza che mi ha permesso di conoscere il mondo, oltre a mostri sacri della moda come Valentino e Armani”. 

Poi è stato soprattutto attore, tra cinema, teatro e fiction tv e nell’ultimo anno essenzialmente conduttore, prima a “Vita in diretta estate”, poi a “Linea Verde” e ora a “C’è tempo per”. Quanto le mancano set e palcoscenico?

 “Non mi mancano, perché sono sempre concentrato sul presente. Sono felice di questo anno televisivo, mi ritengo fortunato”.

 Per lei come si declina ’C’è tempo per’,  che cosa le piacerebbe realizzare o imparare?

“In questo momento ho un po’ di tempo libero giusto nei weekend, ma quando avrò l’età per rilassarmi, vorrei dedicarmi agli altri e viaggiare, per conoscere ancora meglio soprattutto l’Italia. Comincerò dalle Tremiti, che ancora non ho mai visto”.

Le coppie di conduttori in Rai qualche volta scoppiano, lei è già stato accanto a Lisa Marzoli a La vita in diretta estate e poi a Ingrid Muccitelli a Linea Verde e non è volato nessun coltello, come sta andando  con la Falchi?

“A gonfie vele, è una trascinatrice, sempre sorridente e allegra. Anna è una forza della natura”.