Il Cremlino ha dichiarato guerra alla serie tv Chernobyl

Secondo i media ufficiali russi, la produzione Hbo che va in onda da stasera su Sky Atlantic è una ricostruzione di parte del disastro del 1986. Tanto di parte che la tv di stato ha deciso di farne una versione in cui a far esplodere il reattore è un agente della Cia

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Maxym Marusenko / NurPhoto
La ruota panoramica del parco giochi della città di Prypiat, evacuata dopo il disastro nucleare di Chernobyl

E' considerata quasi all'unanimità la miglior serie prodotta dalla Hbo e forse una delle migliori della storia della tv, ma 'Chernobyl', che stasera, lunedì 10 giugno, debutta su Sky Atlantic, non piace a Mosca. 

In Russia sembra che tutti i media vogliano intervenire per commentarla: da una parte ha raccolto gli apprezzamenti di critica e giornalisti indipendenti, che ne hanno comunque sottolineato la non accurata ricostruzione storica dei fatti, dall’altra si è guadagnata gli insulti di media ufficiali e commentatori ‘patriottici’, che hanno accusato Hbo di voler “riprogrammare” gli spettatori e macchiare la memoria storica dell’Urss. 

Secondo il Moscow Times, i media pro-Cremlino si sono lanciati in una vera e propria “crociata” contro il disastro ‘riletto’ dagli americani. Il quotidiano Komsomolskaya Pravda, il più popolare nel Paese, ha sollevato il sospetto che i rivali della holding statale del nucleare, Rosatom, abbiano usato la serie per minare l’immagine della Russia come potenza nucleare. La testata Argumenty i Fakty, invece, ha definito la produzione “una caricatura menzognera”. “L’unica cosa che manca sono gli orsi e le fisarmoniche”, ha denunciato sarcastico Stanislav Natanzon, anchorman di uno dei canali federali di notizie Rossia 24, alludendo al fatto che la serie è piena di stereotipi.

L’apocalisse di Chernobyl, con le polemiche sull’inadeguata risposta all’emergenza data dalle autorità sovietiche e i silenzi per insabbiare le responsabilità dei vertici dello Stato su quella che è stata la più grande catastrofe nucleare della storia, rappresenta un tema ancora sensibile in Russia. I cosiddetti ‘liquidatori’, l’esercito di pompieri e operai inviati sul luogo dell’incidente per spegnere il rogo e morti negli anni tra atroci sofferenze per le radiazioni assorbite, non hanno mai avuto un trattamento da eroi e a distanza di 33 anni da quell’inferno, il presidente Vladimir Putin li ha citati poche volte nei suoi discorsi, per lo più in occasione di anniversari importanti come il 25esimo e 30esimo del disastro. 

La reazione russa non si limita alle critiche ma è già passata ai fatti: il canale federale Ntv, di proprietà del colosso statale energetico Gazprom, ha annunciato che girerà la sua versione di ‘Chernobyl’, basando la serie sul presupposto che a condurre il sabotaggio alla centrale nucleare sia stato un agente segreto, inviato appositamente dalla Cia. “Al momento dell’esplosione del reattore”, ha spiegato il regista della serie made in Russia, Aleksei Muradov, “era presente un agente dei servizi di intelligence del nemico e gli storici questo non lo negano”.



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