"Siamo tutti impazziti per i Queen perché è in corso una rivoluzione rock"

Gli Oscar a Bohemian Rhapsody, il libro, i karaoke, il documentario e il musical (ora a Roma) "We will rock you". Il produttore  Claudio Trotta . “La gente è stufa di volgarità e fake news, ha bisogno di realtà e il rock è verità”  

queen we will rock you

Più che di Queen-mania forse è arrivato il momento di parlare di un Queen-pensiero dominante, certificato, più che da indizi, da prove schiaccianti: il successo planetario di “Bohemian Rapsody” i suoi quattro Oscar, i karaoke nei cinema, Roger Taylor, Brian May e il cantante Adam Lambert chiamati ad aprire la serata degli Oscar con un medley dei successi della band da standing ovation, quando la statuetta a Rami Malek l’attore che si è sontuosamente  incarnato in Freddie Mercury ancora doveva essere consegnata.

We Will Rock You al Brancaccio di Roma


Pure l’Italia, dove il film sull’iconica band ha sbancato i botteghini, partecipa alla sbornia: il 28 marzo, mentre uscirà il dvd del film, nelle librerie arriverà pure “Bohemian Rapsody”, il libro pubblicato da EPC editore che, curato da Teresa Montesarchio e con la prefazione dei due Queen Brian May e Roger Taylor, racconta il dietro le quinte del film. E dopo lo speciale su Freddie Mercury affidato a Morgan da Raidue a gennaio, Rai5, stasera 27 febbraio propone il documentario “Queen: Days of our lives”, storia della band dagli esordi alla malattia di Mercury.

Può bastare? No, perché stasera a Roma (e fino al 3 marzo) al teatro Brancaccio sbarca pure “We will rock you” il musical targato Queen che ha debuttato a Civitanova Marche a fine ottobre e Claudio Trotta, che lo produce con la sua Barley Arts, interpreta così la Queen mania imperante: “È in corso una rivoluzione rock, la gente è stufa di volgarità e apparenza, ha bisogno di realtà.  E il rock è verità. Il senso di comunione trasmesso da Bohemian Rapsody pervade anche il nostro musical. Punta a spingere gli spettatori verso una condivisione reale, dal vivo, e non solo verso quella virtuale quella proposta dai social”. 

Il musical che oggi furoreggia con la spinta del film, in realtà l’ha preceduto di parecchio, con risultati da record. È nato nel 2002 a Londra, prodotto da Ben Elton con Brian May e Roger Taylor e ha collezionato otto milioni di spettatori, 2700 performance e pure 12 anni consecutive di repliche a Londra. Trotta, che dieci anni aveva già realizzato un’edizione italica, adesso ci ha rimesso le mani  rielaborando i dialoghi.

We Will Rock You al Brancaccio di Roma


Ne è uscito così uno spettacolo fortemente rinnovato sia rispetto alla versione originale firmata dai Queen, sia rispetto a quella precedente di Trotta, dove, dialoghi a parte, due dei brani erano stati tradotti: “Abbiamo aggiornato lo script” ha spiegato il produttore  “perché allora non vivevamo ancora in un mondo social, la società era più rock e meno fake”. Il nuovo “We will rock you”, con venti tra i più famosi brani della band di Freddie Mercury cantati in versione originali e i dialoghi in italiano, racconta l’impegno dei due bullizzati Galileo e Scaramouche per salvare il mondo della musica e il pianeta, aiutati dai Bohemians. 

È ambientato in un futuro distopico, in un pianeta “mall” (centro commerciale)  popolato da consumatori acritici e dominato da una multinazionale guidata dalla perfida Killer Queen che vanta trascorsi da fashion blogger e ha vietato la musica dal vivo perché genera aggregazione e quindi creatività e pensiero.

Diretto da Tim Luscombe tra  battute comiche e riflessioni sociali punta quindi sulla missione salvifica del rock ma si scatena, oltre che sulla critica al mondo virtuale anche nella satira politica, infarcendo i dialoghi di riferimenti ai leader di partito nostrani:  l’opprimente multinazionale dove regna la perfida Killer queen rimanda al mondo berlusconiano e i dialoghi affidati ai personaggi negativi del musical scherzano sugli slogan politici, a partire dal grillino “Uno vale uno”.  

Il testo originale è stato riadattato oltre che da Trotta, da Michaela Berlini e da Valentina Ferrari, direttrice artistica, vocal coach e attrice, nei panni di  Killer Queen, già indossati nell’edizione del 2009. Rispetto alla rappresentazione di dieci anni fa sono stati riconfermati anche Salvo Vinci, per il ruolo di Galileo,  Alessandra Ferrari, per quello di Scaramouche, Loredana Fadda (Oz) e Massimiliano Colonna (Pop, l’ex bibliotecario portatore di conoscenza). 

La band è formata da sei elementi tra i quali spiccano le due chitarriste Federica Pellegrinelli e Roberta Raschellà, “scelte non perché quote rosa, ma per la loro bravura” ha sottolineato il direttore musicale Riccardo Di Paola.  Il musical ha coerentemente scelto di rinunciare allo schermo tradizionalmente usato dai musical: “Ci sarebbe sembrato inappropriato, visto che il nostro We will rock you punta a evidenziare come le nostre vite si svolgano ormai dentro uno schermo”, spiega Trotta. C’è invece una voce narrante che al pubblico, in chiusura di spettacolo, regala il monito: “Il futuro non è scritto, il futuro dipende da tutti noi”.

Nel musical si ride, ma, insomma, c’è anche molta critica sociale. Rispetto all’edizione italica del 2009 ai cui ultimi provini c’erano anche i due componenti dei Queen Brian May e  Roger Taylor, la nuova versione di We will rock you  ha acquisito dai Queen e da Ben Elton la licenza per creare un nuovo spettacolo, che oltre ad aver rivisitato i testi dei dialoghi, ha rinnovato anche, con Colin Mayes, la scenografia. Brian May ha comunque visto dei video, approvando l’operazione. E ha promesso che sarà in platea, in una delle prossime tappe. Dopo la tappa capitolina il tour italico proseguirà a Napoli (il 5 marzo) a Catanzaro, Reggio Calabria, Catania, Bari, Firenze, Padova, Torino, Gorizia per concludersi l’11 aprile al Teatro Regio di Parma.



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