AGI - Dalla doppia conduzione con i volti della storica inviata di Report, Claudia Di Pasquale, e dell'"esterno" Daniele Piervincenzi al sistema di fact checking interno, il cosiddetto "Red Team" con tre giornalisti che avranno il compito di "controllare il lavoro virgola per virgola, prima, durante e dopo" la messa in onda dei servizi.
Tante le novità della nuova stagione di "Report" che da domenica 8 novembre, alle 20.30, ripartirà su Rai 3 cercando di far dimenticare Sigfrido Ranucci, ormai a RaiNews dopo la vicenda Lavitola e i provvedimenti disciplinari della Rai.
Il tema Ranucci resta centrale
Ranucci è un po' come "l'elefante nella stanza" con il direttore Rai Approfondimento, Paolo Corsini, e i due nuovi conduttori che cercano di raccontare cosa è stata l'estate vissuta, troppo spesso nell'occhio del ciclone, e cosa sarà il futuro.
Ma le domande dei giornalisti incalzano inevitabilmente anche sull'ex conduttore. Claudia Di Pasquale spiega che nella prima puntata, tra le inchieste, ci sarà proprio una riguardante Lavitola e i cantieri navali Vittoria limitandosi a dire che ci saranno "documenti esclusivi" ma precisa: "Dei rapporti di Lavitola con Ranucci non parleremo. Quando ci saranno delle novità, valuteremo se parlarne". E "nulla sapevamo dei loro rapporti, che poteva essere una sua fonte sì, ma non eravamo a conoscenza di questa amicizia così forte. Non siamo mai stati condizionati da Lavitola, nessuno di noi inviati, nessuna nostra inchiesta" sostiene con fermezza.
La commozione di Claudia Di Pasquale
E poi rivendica: "Da inviata io sono sempre stata libera di lavorare qua dentro. Noi siamo noi. Spero che Ranucci faccia il tifo per noi e per 'Report'". La conduttrice Claudia Di Pasquale ha un momento di commozione e non trattiene le lacrime ricordando che è stata "un'estate orribile" con "minacce ricevute tutti i giorni". "Ci siamo trovati - racconta - stritolati in questa campagna spesso con attacchi strumentali e gratuiti. Ma siamo rimasti qua a presidiare questo programma che è nato nel 1997".
E aggiunge: "Dopo 15 anni da inviata non mi sarei mai immaginata di passare alla conduzione. Ma ho sentito il dovere di accettare solo grazie all'appoggio di tutta la squadra che è stata sempre unita". Parole che sono state accolte da un lungo applauso della sala gremita da tutti i colleghi storici di Report e anche da quelli del programma "Presa diretta", presenti anche loro per manifestare il loro sostegno.
Il co-conduttore Piervincenzi aggiunge: "Se abbiamo sentito Ranucci? No, per la verità no, non l'abbiamo sentito. Ci aspettiamo un 'in bocca al lupo' da tutti quelli che hanno partecipato a questa avventura di 'Report'. L'endorsement, il sostegno di Milena Gabanelli ci ha fatto molto piacere". Entrambi i conduttori augurano a Ranucci "il meglio e tutta la fortuna". Il direttore Paolo Corsini dice soltanto di aver visto Ranucci "l'ultima volta in udienza. Ma lui ora lavora in un'altra direzione".
La sfida del dopo Ranucci
Come andrà Report dopo l'epoca Ranucci? "Sarà sicuramente una sfida quella di riuscire a mantenere alta l'attenzione", risponde la conduttrice, "e questo è proprio quello che noi proveremo a fare, cioè dimostrare di essere appunto sempre 'Report' e di essere all'altezza. Come dice Bernardo Iovene, che è uno dei capi autori del programma, insieme a Giulio Valesini, vogliamo dare continuità alla nostra storia".
Il "metodo Report" e l'indipendenza della redazione
Si parla a un certo punto del "metodo Report" e l'inviato Danilo Procaccianti ne approfitta per precisare rispondendo al giornalista di "Libero": "Qual è il metodo Report? È semplicemente il metodo di una squadra assolutamente indipendente. Forse siete invidiosi della nostra libertà". E sottolinea che "nessuno è mai stato condannato per diffamazione in 30 anni. Io da inviato incontravo Ranucci all'inizio dell'inchiesta e dopo 3 mesi alla fine dell'inchiesta. Ora usiamo lo stesso metodo".
Le inchieste continueranno, quindi, anche quelle sulla politica considerando le prossime tornate elettorali, ha garantito Piervincenzi. Quando si fa riferimento infine a un "controllo" finale del direttore Corsini, lui precisa: "Devo garantire la correttezza finale del lavoro, come ho sempre fatto del resto. Non ci sarà un cambio radicale rispetto al passato. Non facciamo riunioni preventive, la mia supervisione come direttore va nel senso di garantire la correttezza del lavoro come ho sempre fatto, ma non c'è un cambio, forse ora ci sarà più serenità". E sostiene: "Mai in passato ci sono state censure da parte della direzione o della magistratura. Il lavoro è sempre andato in onda correttamente e andrà in onda ancora più correttamente".
Cos'è il Red Team
A proposito del "Red Team", Claudia Di Pasquale spiega a scanso di equivoci: "Questa è una nostra idea, con cui ci siamo voluti 'far del male' per far sì che ogni cosa sia più che verificata". Si tratta "di un gruppo di verifica interna, chiamato a un controllo ulteriore sulla veridicità dei contenuti".
Sarà formato da tre giornalisti con l'incarico di controllare la veridicità e l'autenticità dei contenuti del programma, servizio per servizio, fotogramma per fotogramma. Una sorta di vero e proprio fact checking del materiale creato e coordinato dai capi autori, Giulio Valesini e Bernardo Iovene, e dagli inviati di "Report". "È composto da un gruppo indipendente di tre giornalisti che controllerà parola per parola il nostro lavoro", ribadisce Di Pasquale.
Il debutto dell'8 novembre
Domenica 8 novembre, "Report" riparte quindi alle 20.30 su Rai 3. Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi condurranno insieme in apertura e chiusura di puntata, e da soli: ognuno avrà il suo spazio per presentare una serie di inchieste. La squadra sarà coordinata da due veterani del giornalismo investigativo: Bernardo Iovene e Giulio Valesini.