AGI - "È stata una scelta molto difficile. Però già con il libro avevo visto che raccontando una storia ti ritorna indietro tanto". Lo ha affermato Gino Cecchettin alla Festa del Cinema di Roma, intervenendo alla presentazione del film "Se domani non torno", diretto da Paola Randi e tratto dal suo libro 'Cara Giulia', dedicato alla figlia Giulia Cecchettin vittima di femminicidio.
"A convincermi è stata quella ragazza che in aereo mi ha detto: grazie per quello che fai. Grazie alla storia di Giulia, io sono riuscita a rimanere in vita, ad essere viva", ha spiegato Cecchettin. "Significa che raccontare le storie in qualche modo significa raccontare un dolore, ma significa che qualcuno può vedere in quel dolore un percorso di salvezza".
La scelta di rendere pubblico il proprio vissuto
Riguardo alla decisione di rendere pubblico il proprio vissuto, in linea con gli obiettivi della Fondazione Giulia Cecchettin, ha aggiunto: "Portare quel messaggio. In modo più capillare all'interno della nostra comunità, della nostra nazione, per me è stato difficile perché alcune cose spesso si vorrebbero custodire nel privato. Però ecco, quella motivazione lì io me la sono data che se non raccontiamo il dolore, purtroppo quel dolore lo riviviamo".
L'impegno della Fondazione
"È lì l'impegno della Fondazione, l'impegno di continuare a narrare una storia di vita che racconta non solo l'ultimo giorno di Giulia. Anzi, racconta la vita di Giulia. Forse i ragazzi possono intravvedere in quel percorso un po' della loro esperienza, di trovare il coraggio di compiere qualche azione", ha sottolineato.
Lo scopo del film
"Lo scopo di un film come questo è lasciare qualcosa a chi lo vede. Noi vorremmo che, oltre a conoscere la storia della nostra famiglia, conoscessero anche un po' di se stessi e magari iniziare a diventare un po' come noi, quegli agenti di cambiamento che questa società ha tanto bisogno", ha concluso Cecchettin.