AGI - Quarantaquattro anni dopo il primo concerto costruito insieme, Vasco Rossi e Diego Spagnoli prendono strade diverse. E lo fanno nel modo meno silenzioso possibile, ovvero a colpi di post, commenti e allusioni su Instagram, a meno di otto mesi dal “Giubileo” con cui il rocker di Zocca festeggerà mezzo secolo di carriera allo Stadio Olimpico di Roma.
Lo storico direttore di palco, la voce che per decenni ha chiamato per nome i musicisti nel finale dei concerti, non ci sarà.
I primi segnali dell'addio
Vasco ha raccontato cosa è successo: una discussione durante le prove. Spagnoli ha scelto il silenzio sulle motivazioni, ma non sulle frecciate.
Il primo segnale è comparso senza annunci. Nella biografia del suo profilo Instagram, Spagnoli ha iniziato a raccontare al passato il lavoro ai concerti di Vasco, fissando il 1982 e il 2026 come inizio e fine.
La voce si è allargata dopo l'intervista di Red Ronnie a Claudio “Gallo” Golinelli, bassista storico della band, in occasione del suo 76° compleanno. La conferma è arrivata dallo staff del cantante, che rispondendo ai fan in una storia su Instagram ha spiegato che Spagnoli si era dimesso di sua iniziativa e che non restava che prenderne atto.
La versione di Spagnoli
Poi è toccato a lui. In un post accompagnato da un video, Spagnoli ha rivendicato la scelta come esclusivamente personale: nessun direttore artistico e nessun vertice, ha precisato, ha deciso al posto suo di rinunciare alle date romane del 2027.
Ai fan e a chi lavora dietro le transenne ha augurato un evento riuscito anche senza di lui.
Sulle ragioni, però, nessuna apertura: "Non ve lo dirò mai perché ho fatto questa scelta". Ma a far discutere sono stati due dettagli. Il primo è la ripresa, con evidente sarcasmo, di una battuta piuttosto colorita pronunciata dal Gallo proprio nell'intervista a Red Ronnie.
Il secondo è il poscritto, una stoccata al nome scelto per le dieci serate all'Olimpico: "Quando c'è un Giubileo, io vado a San Pietro, Vaticano... che non è Roma".
Vasco rompe il silenzio
A rompere il riserbo è stato Vasco, con un messaggio pubblicato sui suoi profili social.
Il tono di partenza è il rammarico: l'addio arriva mentre il cantante prepara la più grande residency mai realizzata in Italia, dieci concerti a Roma per un giugno intero, una sorta di giubileo laico per i suoi cinquant'anni di musica.
Ringrazia Spagnoli per la gioia e la professionalità, lo definisce il suo complice sul palco e ricorda di averlo voluto accanto fin dal primo giorno: dell'assunzione si occupò Guido Elmi, la scelta fu sua.
La lite durante le prove e le scuse pubbliche
Poi entra nel merito, rispondendo al silenzio dell'ex collaboratore: "Lui non ve lo dirà mai, ma ve lo dico io". Durante le prove, racconta, i due hanno avuto uno scontro sul palco davanti a due persone. Vasco ammette di avergli detto in faccia quello che pensava e che Spagnoli si è sentito offeso. "Ero nervoso e teso, ma non è una giustificazione", scrive, prima di chiedere scusa pubblicamente.
Spagnoli, aggiunge, ha comunque portato a termine il tour con grande professionalità e solo dopo l'ultima data gli ha inviato un video per spiegargli le sue ragioni.
Botta e risposta sui social
Il messaggio si chiude riconoscendo che sostituirlo non sarà possibile, "Diego è Diego", ma che lo spettacolo deve andare avanti. Con uno spiraglio finale: mai dire mai.
Il confronto non si è chiuso con il messaggio ufficiale. Vasco è intervenuto anche direttamente sotto il post di Spagnoli, con parole molto meno concilianti. Lo fa malvolentieri, premette, ma giudica la ricostruzione dell'ex direttore di palco "un po' troppo vittimistica".
Per il cantante, appoggiarsi alla battuta del Gallo per far passare le dimissioni come un gesto obbligato non regge: la decisione di Spagnoli sarebbe precedente.
Cosa è successo negli ultimi mesi
Negli ultimi tre mesi i due si sarebbero sentiti più volte e Vasco l'avrebbe sempre trovato irremovibile, al punto da avvisarlo, nell'ultimo contatto, che avrebbe cominciato a cercare un sostituto.
Mettendo in fila le parole del rocker, la sequenza sarebbe questa: la lite durante le prove, il tour completato, il video dopo l'ultimo concerto, tre mesi di contatti senza ripensamenti e infine l'annuncio pubblico.
Le dimissioni, prosegue Vasco, sono piombate come un fulmine a ciel sereno alla vigilia di uno degli appuntamenti più importanti, con un costo affettivo ma soprattutto organizzativo.
Il Giubileo del 2027 senza Spagnoli
Il vuoto si sentirà a giugno 2027, quando Vasco salirà sul palco dell'Olimpico per dieci concerti, dal 6 al 25 giugno, a celebrare i cinquant'anni di carriera.
Le date erano state svelate il 18 giugno a Bari, durante il tour 2026; a luglio, all'apertura della vendita generale, erano già andati 550mila biglietti.
Chi prenderà il posto di Spagnoli non è ancora stato comunicato. Per ora c'è solo la promessa con cui Vasco ha chiuso il suo messaggio: il viaggio continua, e l'appuntamento è a Roma.