AGI — L'Opera di Roma riparte dopo la pausa estiva tra i grandi applausi a Le nozze di Figaro, in scena per la prima volta in Italia nell'allestimento di Claus Guth, a vent'anni dal debutto al Festival di Salisburgo che fece discutere. La versione del regista tedesco punta sull'analisi del labirinto psicologico in cui si snodano gli intrecci amorosi di Figaro e Susanna e degli altri personaggi, governati da un angelo silenzioso, Cherubim, che li confonde spingendoli verso nuove combinazioni di coppie secondo le insondabili regole della passione.
Cherubim, il doppio muto e alato di Cherubino è un amorino capriccioso e invisibile, interpretato da Uli Kirsch fin dalla prima di Salisburgo, che attraversa la vicenda come personificazione del desiderio e delle pulsioni inconsce, ispirando, accoppiando e sparigliando i personaggi secondo le “insondabili regole della passione”.
La lettura psicologica di Claus Guth
Guth, che torna al Costanzi dopo il successo della sua Jenůfa del 2024, sposta il baricentro dell'opera dalla tradizionale commedia degli equivoci verso un'indagine profondamente psicologica dei rapporti umani. Lo stesso regista tedesco ha descritto il cuore della sua lettura: l'opera racconta il contrasto tra mente razionale e comportamento irrazionale, mettendo in scena l'intera gamma delle emozioni umane attraverso la libertà quasi selvaggia dell'immaginazione mozartiana.
Un allestimento diventato classico
Vent'anni fa, racconta lo stesso regista, “il pubblico andò fuori di testa: chi era scioccato, chi sorpreso, chi felice, confuso, arrabbiato”. Oggi l'allestimento di Claus Guth è quasi un classico. La scena firmata da Christian Schmidt — che cura anche i costumi — ambienta la vicenda agli inizi del Novecento in un unico spazio: l'androne di una dimora borghese dominato da un'imponente scalinata su più piani, non diversa da quelle ancora visibili nelle case d'affitto dei quartieri borghesi di Vienna.
Le rampe che cambiano direzione costruiscono un vero labirinto in cui i personaggi corrono per perdersi e ritrovarsi, immagine scenica di un intrico di vite ed emozioni comandato dall'eros, come ha spiegato lo stesso Guth. Il risultato è un dramma da camera intenso, dove desideri, frustrazioni e tensioni emotive emergono con una forza rara per un titolo così frequentato.
Emmanuel Tjeknavorian sul podio
Sul podio esordisce al Costanzi Emmanuel Tjeknavorian, violinista trasformatosi in direttore sinfonico molto apprezzato e vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior direttore. Il suo approccio mira a lasciare emergere dalla partitura “lo stupefacente teatro umano di Mozart”, con tutta la sua tenerezza, crudeltà, arguzia e generosità, senza imporre emozioni esterne alla musica, valorizzando la tensione tra precisione e libertà che caratterizza la partitura mozartiana, quasi architettonica nella sua perfezione eppure capace di lasciare che i personaggi respirino, perdonino e si reinventino in tempo reale.
Un cast omogeneo e armonioso
Il cast di questa prima recita omogeneo e armonioso al limite della perfezione ha visto Erwin Schrott come Figaro, Martina Russomanno come Susanna, Roberta Mantegna come Contessa e Germán Olvera come Conte di Almaviva. Tra i ruoli di fianco spiccano due presenze di lungo corso come Monica Bacelli, Marcellina, e Roberto Scandiuzzi, Bartolo, insieme a Marcello Nardis, Blagoj Nacoski e ai giovani della Fabbrica dell'Opera di Roma, Jessica Ricci e Alejo Alvarez Castillo. Il coro della Fondazione capitolina, preparato da Ciro Visco, ha completato un quadro d'assieme di solido livello.
La prova di Martina Russomanno
Senza voler togliere nulla agli altri interpreti, tutti di livello eccelso e in gran forma, da segnalare la prova di Martina Russomanno che, nel ruolo di Susanna, si distingue per un canto agile e luminoso, capace di affrontare le impervie linee vocali mozartiane — dai rapidi passaggi di coloratura alle lunghe frasi legate — senza sacrificare la chiarezza del testo e la verità scenica. Nel duetto con il Conte e nei recitativi con Figaro, Russomanno mostra una padronanza del fraseggio che rende ogni battuta non solo musicalmente ineccepibile, ma anche teatralmente viva, restituendo a Susanna tutta la sua intelligenza ironica e la sua capacità di manovrare le situazioni a proprio vantaggio. Forte di una presenza scenica prorompente (anche grazie al suo metro e 80 di altezza) Martina Russomanno a 28 anni conferma la sua ascesa fulminea tra i soprani italiani della nuova generazione testimoniata dalla sua crescente presenza nei principali teatri europei, da La Scala all'Opéra national de Paris, passando per il Regio di Torino e il Rossini Opera Festival.
Il successo dell'anteprima under 30
Già l'anteprima per gli under 30 di domenica 13 settembre sembra aver conquistato il pubblico giovane, segno che la “folle giornata” creata da Mozart e Da Ponte rinnova il suo fascino irresistibile anche in questa chiave da dramma da camera. Dietro la perfezione della macchina comica, l'opera continua a mettere in discussione gerarchie e privilegi, contrapponendo all'autorità del rango l'intelligenza dei sentimenti; e alla fine della giornata il gesto decisivo non appartiene al potere, ma alla possibilità del perdono.
Date e cast delle prossime recite
La produzione, trasmessa in diretta su Radio 3, rimane in cartellone fino al 23 settembre con ulteriori recite da oggi 16 settembre al 23 settembre. Il cast delle recite di oggi, 18, 20 e 23 settembre vedrà nei quattro ruoli principali altri interpreti: Figaro sarà Alessio Arduini, Susanna sarà Benedetta Torre, Contessa sarà Federica Guida e come Conte di Almaviva ci sarà Vito Priante.