AGI - Un’infanzia segnata dalla povertà, il dolore del lutto, la frustrazione della malattia. Quando ha perso il controllo sulla propria vita Celine Dion non si è mai arresa, incanalando tutto il dolore e la rabbia nello strumento più potente a sua disposizione: la voce.
E dopo più di sei anni di attesa, la cantante è finalmente tornata a esibirsi, inaugurando il 12 settembre una serie di concerti vicino a Parigi, incantando i suoi tanti fan, accorsi da tutto il mondo per ammirarla di nuovo dal vivo.
Un ritorno in grande stile
Una lontananza dal suo pubblico che la diva del Québec non ha mai nascosto di patire. Da quando a fine agosto ha lasciato Las Vegas per la Francia, infatti, la cantante ha trasformato il conto alla rovescia per il primo concerto in una sorta di inedita prima parte del programma: apparizioni quasi quotidiane all'uscita dal grande albergo parigino in cui soggiorna, momenti di scambio con i fan che la aspettano talvolta fino a notte fonda... Senza dimenticare l'ondata di merchandise, dalle t-shirt ai macarons.
In un segreto quasi assoluto, Dion - che vanta più di 260 milioni di album venduti - ha rimesso in gioco sé stessa una prova dopo l'altra alla Plenitude Arena (a ovest di Parigi) in vista del suo ricongiungimento con il palcoscenico.
L’unico indizio regalato ai fan davanti al suo hotel? Una frase che aveva solo alimentato il mistero legato al suo ritorno: "Mettetevi delle scarpe comode!".
Una diva che non si arrende davanti a niente
Che gli ultimi 10 anni non siano stati facili per la performer non è di certo un segreto per nessuno.
Una lunga ombra nera sembrava essersi abbattuta sulla donna, prima ancora che sull’artista, da quando nel 2016 si era ritrovata a fare i conti con il vuoto dovuto alla scomparsa di René Angélil, suo impresario, padre dei suoi tre figli, e unico amore della sua vita.
Un dolore immenso, a cui la stacanovista della musica aveva cercato di fare fronte nell’unico modo che conosceva: buttandosi anima e corpo nella sua professione.
Ma nella vita capita spesso che le difficoltà arrivino tutte insieme. E nessuno più della cantante di “My Heart Will Go On” sembra saperlo.
Lo stop obbligato della pandemia (che aveva comportato l'annullamento del suo ultimo tour) e la successiva diagnosi della sindrome della persona rigida - una malattia neurologica incurabile che le rende la vita difficile da circa vent'anni, diagnosticato solo nel 2022 – sembrano un chiaro esempio di come la legge di Murphy possa incaponirsi con una stessa persona. Sembrava la fine di una carriera. In balia di un nuovo violento episodio di paralisi, l'artista aveva condiviso notizie allarmanti riguardo le sue condizioni di salute, decidendo di prendersi del tempo per curarsi.
Proprio per questo, la sua riapparizione sulla Torre Eiffel durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi nel 2024, aveva emozionato il mondo, rendendo la sua interpretazione dell'"Hymne à l'amour" di Édith Piaf una performance capace di consacrarla definitivamente al rango di icona.
Un concerto desideratissimo
L'annuncio in primavera di questa nuova serie di date dal vivo - 16 concerti entro metà ottobre, 10 a maggio - prodotta dal colosso americano AEG Presents ha mandato comprensibilmente in visibilio i fan.
In questo quadro fatto di difficoltà, talento e rinascita lo show di sabato scorso, è diventato simbolo di una catarsi assoluta: Dion è tornata a cantare davanti a circa 30.000 persone, circondata dalle magnifiche scenografie del designer Willo Perron, fugando i dubbi di chi temeva che la malattia non avesse influito solo sul suo corpo, ma anche sulla sua voce.
Perché Dion non è una che si arrende. Prima artista femminile a riempire lo Stade de France nel 1999, la cantante ha dimostrato di essere ancora pienamente in grado di gestire le prestazioni fisiche e vocali richieste dal suo repertorio. Una sfida non facile, soprattutto quando si pensa ai complessi passaggi vocali di brani come "My Heart Will Go On" (dal film Titanic, 1997) e "I'm Alive" (2002) - tra i suoi successi in lingua inglese più immancabili – o "Pour que tu m'aimes encore" e "J'irai où tu iras", due classici tratti dall'album D'eux (1995), realizzato con la complicità di Jean-Jacques Goldman, il suo autore e compositore di riferimento.
No, decisamente la canadese non è pronta a dire addio al mondo della musica. Nel 2026 sono usciti due brani inediti, sicuro preludio a un nuovo album.
Le polemiche sui biglietti
L'attesa e il fermento hanno però portato con sé anche una quota di delusi: accaparrarsi un biglietto si è rivelato un'impresa titanica, con prezzi arrivati a toccare diverse centinaia di euro, oggettivamente proibitivi per molti estimatori.
Per far entrare comunque tutti nell'atmosfera dell'evento, anche la capitale francese si è lasciata conquistare dalla "Celinemania": i karaoke si sono moltiplicati ovunque e il braciere olimpico si è sollevato venerdì sera, illuminato in particolare dal nome dell'artista, come a voler rievocare i ricordi del 2024.
"Parigi è sempre magica", ha scritto la star su Instagram.