AGI – "Ho già provato a lavorare con l'intelligenza artificiale in un progetto già presente qui, con Marilyn Monroe. Durante questo progetto ci è stato chiesto di usare l'IA e non avremmo usato OpenAI, ma altre licenze, addestrate appositamente con immagini di Marilyn. Ho detto: "Sì, sono curiosa", ma non ha funzionato". A rivelarlo è Maggie Gyllenhaal, presidente della giuria dei film in concorso all'83esima Mostra del cinema di Venezia.
L'attrice è presente alla Mostra anche come regista di ‘Flesh Impact’ (Venice Open - Fuori concorso), un corto di 22 minuti con Ellen Burstyn, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard e Sepideh Moafi che immagina come sarebbe Marilyn Monroe se fosse ancora viva a 100 anni che sarà presentato il prossimo 6 settembre.
Progetto con IA poi abbandonato
"L'idea era di addestrare lo strumento alle immagini di Monroe ma alla fine il progetto è stato abbandonato perché quello che ne usciva come risultato era troppo poco umano" ha spiegato parlando all'evento ‘The Future of Creativity’, organizzato da Finch & Partners e Creative Artists Agency alla Scuola Grande della Misericordia, a Venezia.
Flesh Impact: l'omaggio a Marilyn Monroe
Dedicato a Marilyn Monroe nel centenario della sua nascita, 'Flesh Impact' offre una grande interpretazione di Ellen Burstyn, mettendone in luce il talento di attrice. Dakota Johnson interpreta Marilyn Monroe all'apice della sua fama, mentre Burstyn dà vita a una versione di Marilyn che il mondo non ha mai conosciuto. Il titolo del film riprende un'espressione un tempo usata per descrivere l'aura di Marilyn Monroe: sullo schermo appariva così reale e luminosa da dare agli spettatori l'impressione di poterla toccare.
La genesi del progetto per il centenario
La regista ha spiegato che quando le è stato proposto di realizzare un film per il centenario della nascita di Marilyn Monroe, "mi sono resa conto di conoscerla molto poco. Eppure ero da sempre affascinata dalle sue interpretazioni, così insolite e imprevedibili, sullo schermo come nella vita. Ho quindi iniziato a esplorare la sua storia, cercando di capire chi fosse davvero: il suo rapporto con l'arte, con la famiglia e i suoi mariti, con i suoi maestri (Stanislavskij su tutti), con il suo corpo e con la mente", ha detto.
Un film su cosa significhi essere un'attrice
"A poco a poco, 'Flesh Impact' è diventato un film su cosa significhi essere un'artista sotto lo sguardo del pubblico. O, forse più precisamente, su cosa significhi essere un'attrice". Il cortometraggio, ha spiegato Maggie Gyllenhaal, realizzato senza l'intelligenza artificiale, "è un omaggio a Marilyn, ma anche a Ellen, a Dakota e, in fondo, anche a me stessa".