AGI - I Maneskin sul palco di Sanremo come ospiti. Di nuovo insieme almeno per una notte. A confermare le indiscrezioni che circolavano da settimane è Stefano De Martino, direttore artistico nonché conduttore del Festival 2027 in un’intervista esclusiva a "Tv Sorrisi e Canzoni" in cui annuncia anche la presenza di altre star internazionali.
Per i Maneskin un cerchio che si chiude all'Ariston
Sarà dunque un cerchio che si chiude per la rock band romana che proprio dal palco dell’Ariston spiccò il volo nel 2021: prima la vittoria con “Zitti e buoni” e poi la consacrazione con il trionfo all’Eurovision Song Contest.
Con la reunion dei Maneskin, insieme sul palco dell’Ariston per una notte, De Martino mette a segno il primo vero ‘colpo’ della sua gestione dopo il decennio ‘sanremese’ spartito tra Carlo Conti e Amadeus. Il festival 2027 partirà martedì 16 febbraio per concludersi con la finalissima di sabato 20.
La 'profezia' di Fiorello su Sanremo 2027
Le strade di Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio si incroceranno di nuovo a Sanremo sei anni dopo “Zitti e buoni”. Il primo a lanciare la suggestione – ora confermata dal neo direttore artistico – era stato Fiorello.
Lo showman (nella puntata de “La Pennicanza” dell’11 maggio scorso) aveva raccontato di aver ricevuto questa confidenza (la reunion all’Ariston) direttamente dal batterista della band, Ethan Torchio incontrato sugli spalti della scorsa edizione degli Internazionali d’Italia.
I Maneskin non si sono sciolti ufficialmente ma dal 2024 sono 'in pausa' per potersi dedicare a progetti singoli. Un balzo in avanti nella carriera da solista lo ha fatto Damiano David, il frontman del gruppo, forte dell’album “Funny Little Fears” (pubblicato nel 2025) certificato disco d’oro in Italia.
La serata Eurovision
Il nuovo Festival di Stefano De Martino inizia così a prendere forma. Pillole sanremesi arrivano (come del resto nell’era Conti) cadenzate di settimana in settimana.
Dal punto di vista della ‘scaletta’ la vera novità della 77esima edizione è l’introduzione della serata Eurovision che decreterà il rappresentante italiano alla competizione europea, l’anno prossimo ospitata dalla Bulgaria dopo la vittoria di Dara. Un palco non più quindi riservato in automatico (salvo rinunce) al vincitore del Festival nella finalissima del sabato notte.
"Il venerdì ci sarà una nuova serata che noi chiamiamo 'serata performance'. Gli artisti tornano con il brano in gara, ma avranno la possibilità, secondo la loro idea creativa, di mettere in scena uno spettacolo come quando si esibiscono nei propri live. E quella serata determinerà un vincitore che andrà a rappresentare l'Italia all'Eurovision", aveva spiegato il direttore artistico nel luglio scorso a margine della presentazione dei palinsesti Rai ad Ancona.
La serata cover colonna del Festival
La ‘colonna’ centrale del festivalone rimarrà comunque la serata delle cover che ogni anno coincide con un’impennata degli ascolti. "Martedì e mercoledì si esibiscono tutti i cantanti in gara. Il giovedì, al centro delle cinque serate, ci sarà la serata delle cover. Sabato sera il gran finale con il vincitore del Festival di Sanremo", il ‘crono-programma’ delineato del successore di Carlo Conti.
Vasco ha le chiavi dell'Ariston
Esibizioni più corpose e meno big in gara per fare fiato allo spettacolo, è la linea del neo direttore artistico. Intanto c’è un popolo che ribolle. Non certo quello sanremese. Vasco Rossi all’Ariston - per festeggiare i 50 anni di carriera - come evocato dalla scelta di De Martino dell’inno “Vita Spericolata” per annunciare sui social le date ufficiali del Festival? "Vasco ha le chiavi dell'Ariston, quando vuole entrare entra. Sarebbe un sogno", le parole del conduttore.
La sfida per De Martino: "Testa bassa e pedalare"
Cameriere, barista, fruttivendolo. Ballerino di Amici. Giovane promessa di Rai 2 fino a diventarne il volto di punta tra i pacchi di “Affari Tuoi”. E ora la sfida di Sanremo. La professionalità del conduttore non si discute. Ma già a poche ore dalla sua investitura (anche) da direttore artistico, sui social (ma pure tra gli addetti ai lavori) si erano levati i dubbi di chi lo ritiene ancora acerbo, dal punto di vista musicale, per scegliere le canzoni.
Dubbi che non scalfiscono casa Rai. “Dal punto di vista musicale sarà sostenuto da una struttura e da una squadra”, il messaggio degli organizzatori del Festival.
“Ora testa bassa e pedalare” è infatti il mantra che De Martino si è cucito addosso fin dalla serata all’Ariston quando in diretta – durante la finalissima 2026 poi vinta dal mattatore Sal Da Vinci - ha ricevuto il testimone di conduttore e direttore artistico direttamente da Carlo Conti.