AGI - Non c'è nulla da fare, ogni volta che Kanye West muove un passo riesce a trascinarsi dietro critiche e accuse. Anche dall'altra parte del mondo.
L'attivista russo Vitaly Borodin, noto per le sue denunce contro musicisti e giornalisti dell'opposizione, ha annunciato sui social media che presenterà una petizione alle autorità per la cancellazione dei concerti del noto rapper americano, previsti per il 10 e l'11 ottobre.
Kanye West, i concerti e le critiche
"Pensate che basti firmare il contratto, trasferire il denaro e basta? No, amici, non permetteremo a quest'individuo di guadagnare milioni nel nostro Paese", ha scritto Borodin, sottolineando che West ha una pessima reputazione "anche in Occidente" e "pubblica oltraggiose dichiarazioni antisemite". Inoltre, "sua moglie viene costantemente vista senza vestiti", il che contraddice le norme del buon costume, ha denunciato Borodin.
Il sold out in poche ore e le critiche al rapper
I due concerti del rapper a San Pietroburgo sono stati annunciati ieri e, nel giro di poche ore, quasi tutti i biglietti sono andati esauriti.
Anche le prenotazioni alberghiere nell'ex capitale degli zar sono raddoppiate. West ha visitato Mosca nel 2024 per partecipare alla festa di compleanno di uno stilista russo con cui aveva collaborato in passato. Nello stesso periodo, hanno iniziato a circolare voci su un concerto del famoso artista allo stadio Luzhniki di Mosca, evento che non si è mai concretizzato.
Le controversie degli scorsi anni
Due giorni fa, il rapper si è esibito in Kazakistan, nel suo primo grande concerto in Asia centrale nell'ambito del suo controverso tour mondiale. La principale fonte di controversia relativa a questo tour derivava dalle dichiarazioni antisemite dell'artista, che in passato ha pubblicato immagini di svastiche sui suoi social.
Nel gennaio 2026, il musicista ed ex marito di Kim Kardashian, ha pubblicato un lungo messaggio di scuse sul Wall Street Journal intitolato "A coloro che ho ferito", in cui si scusava sia con la comunità ebraica che con quella afroamericana, affermando che il suo comportamento era dovuto a problemi psicologici, in particolare a un grave episodio maniacale aggravato dal disturbo bipolare.