AGI - Un debutto da record mondiale che polverizza i precedenti primati del regista e, al contempo, un terreno fertile per le polemiche digitali. The Odyssey, l'ultimo monumentale kolossal diretto da Sir Christopher Nolan, ha esordito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo incassando la cifra sbalorditiva di 264,1 milioni di dollari nel primo fine settimana di programmazione, superando persino i fasti di Il cavaliere oscuro - Il ritorno. Un successo commerciale travolgente che, tuttavia, non ha risparmiato il film da un'ondata di discussioni e da un evidente fenomeno di review-bombing sul web.
Girato interamente con cineprese IMAX da 70 millimetri, il film vanta un cast stellare che include Anne Hathaway, Matt Damon, Zendaya, Tom Holland, Robert Pattinson, Lupita Nyong'o e Charlize Theron. La pellicola ha conquistato i botteghini internazionali stabilendo il miglior esordio di sempre per Nolan in ben 48 paesi, tra cui la Francia, il Brasile, l'India e l'Italia, e registrando 139,6 milioni di dollari nei mercati esteri. Un traguardo che ha permesso alla produzione targata Universal di rientrare rapidamente dei costi, considerando un budget di produzione stimato a 250 milioni di dollari e 125 milioni dedicati alla promozione globale.
Consensi della critica internazionale
Dal punto di vista della critica cinematografica, l'accoglienza è stata trionfale. Testate internazionali di primo piano come il New York Times, il Daily Telegraph e l'Independent hanno definito l'opera un capolavoro visionario, lodando la capacità di Nolan di trasformare il celebre poema epico di Omero in un'esperienza visiva all'avanguardia, capace di coniugare il fascino della vecchia Hollywood con una modernità spiazzante. Su piattaforme come Rotten Tomatoes e Metacritic la pellicola viaggia con medie altissime, rispettivamente al 95% e a 88 punti su 100, confermandosi come la migliore uscita cinematografica dell'anno fino a questo momento.
Le polemiche sul casting de L'Odissea
Eppure, la marcia trionfale del film si scontra con il clima polarizzato dei social media. Ancora prima di fare il suo ingresso nelle sale, The Odyssey è finito al centro di feroci polemiche legate alle scelte di casting. Ad accendere gli animi sul web, in particolare su X e tra figure di spicco come Elon Musk, sono state la decisione di affidare a Lupita Nyong'o il ruolo di Elena di Troia, descritta nel mito come la donna più bella del mondo, e la partecipazione di Elliot Page nei panni del soldato Sinone. Non sono mancate accuse di tradimento dello spirito omerico da parte di alcuni utenti e attacchi di matrice transfobica rivolti all'attore canadese per la sua identità di genere.
Lupita Nyong'o lights up the #TheOdyssey premiere in New York pic.twitter.com/9jS8If62tf
— Variety (@Variety) July 14, 2026
La difesa di Christopher Nolan e del cast
Le critiche non hanno scalfito la determinazione del regista e del cast. Rispondendo alle polemiche sul colore della pelle della sua co-protagonista, Lupita Nyong'o ha ribadito con fermezza la natura mitologica e di finzione dell'opera, sottolineando come il cast rifletta la complessità e la rappresentatività del mondo moderno. Sulla stessa linea si è collocato Christopher Nolan, il quale ha difeso con convinzione il lavoro svolto da Elliot Page, evidenziando come la sua interpretazione riesca a restituire la profonda tragedia umana legata alla guerra e al dolore collettivo.
Un successo che sfida il boicottaggio
Nonostante il tentativo di boicottaggio digitale, testimoniato da una percentuale anomala di recensioni a una stella sulle principali piattaforme di aggregazione, a fronte di una stragrande maggioranza di valutazioni massime, i numeri parlano chiaro. The Odyssey ha già raggiunto il pareggio economico e si candida a diventare il fenomeno cinematografico dell'anno, confermando ancora una volta la straordinaria abilità di Christopher Nolan nel catalizzare l'attenzione globale, superare ogni barriera culturale e dettare le nuove regole del cinema kolossal.