AGI - Una serata di grandi emozioni quella di ieri alla Cavea del Parco della Musica di Roma. Sul palco, uno degli artisti più influenti e trasversali della musica contemporanea ovvero, John Legend. Da solo, con il suo pianoforte a coda, ha cantato e raccontato al pubblico romano accorso a riempire fino al limite lo spazio all'aperto dell'Auditorium, i suoi grandi successi riarrangiati per il tipo di esibizione "A Night of Songs & Stories", questo il titolo dello spettacolo proposto, "An evening with John Legend", ha fatto scrivere l'artista sugli schermi. E così è stato.
Una serata di quelle che non si dimenticano passata con John Roger Stephens, vero nome di John Legend, cantautore, produttore discografico e teatrale, nativo di Springfield (Ohio), che ha condotto uno spettacolo intimo, forte di una voce dotata di quel timbro vocale vellutato e caldo, che si muove fra il neo soul, il rhythm and blues e il pop, incantando la platea, complice anche la tipica sera estiva romana non caldissima come gli scorsi giorni ma gradevole quel tanto che basta per far scattare qualche magia.
Le origini del nome d'arte e i primi passi nella musica
Legend è partito subito alla grande, alternando brani a dialoghi in cui ha raccontato la sua vita, il modo in cui è arrivato a essere John Legend, compresa la curiosità del suo nome: "Mi dicevano tu sarai una leggenda, tu sei una leggenda, finché alla fine ho registrato questo pseudonimo. C'era anche un altro Legend, di nome Johnny no John ma faceva altro" (spettacoli rockabilly e cinema trash), "e alla fine - ha raccontato - ci siamo messi d'accordo per evitare il rischio che il pubblico comprasse i prodotti sbagliati pensando che uno fosse l'altro. E sono diventato John Legend. Oggi Johnny non c'è più ma io lo ringrazio". Lo spettacolo ha attraversato oltre vent'anni di carriera, tra musica e racconti sull'infanzia e l'adolescenza fino ad oggi, con il pubblico chiamato a cantare: "Sono da solo qui sopra - ha detto Legend - aiutatemi a fare i cori, dovete cantare così..." E il pubblico romano si è fatto sentire.
I grandi successi e l'impegno civile dell'artista
John Legend ha proposto quindi versioni intime dei suoi più grandi successi come "All of Me" a "Ordinary People", "Tonight", accompagnati dalla storia della sua vita e da riflessioni sul suo percorso artistico. "Ho iniziato a suonare in Chiesa (battista ndr) non sarei qui se non lo avessi fatto. Ho fatto anche il manager per un po' di tempo, dopo l'Università, ma volevo fare altro, era evidente. Mi sono trasferito a New York apposta". L'artista racconta della sua famiglia, le dipendenze della madre che "oggi sta bene ed è una nonna meravigliosa", la gratitudine per aver incontrato sua moglie, per i suoi figli. Non manca il riferimento al vissuto contemporaneo: "Nelle carceri americane ci sono troppe persone, mi dicono di cantare e basta e di stare zitto ma io continuo invece a dire quello che penso". E puntuale arriva il riferimento al movimento "Black Lives Matter": "Continuerò a parlare finché non sarà finita la battaglia per i diritti e l'uguaglianza", ha detto prima di cantare "Glory" brano premiato con l'Oscar nel 2015, legato al film "Selma - La strada per la libertà" sulle marce di Martin Luther King.
Il prestigio dello status EGOT e il programma del Roma Summer Fest
Vincitore di 13 Grammy Awards, John Legend fa parte del ristrettissimo gruppo di artisti EGOT, avendo conquistato anche un Oscar, un Golden Globe, un Tony Award e quattro Emmy Awards. Un traguardo che lo colloca tra i soli diciannove artisti nella storia ad overhe ottenuto questo riconoscimento, confermandone la straordinaria versatilità creativa. Al concerto di Roma, seguiranno poi altre due date in Italia: il 5 luglio a Lucca e il 6 luglio a Marostica.
Quello di ieri nella Capitale, è stato uno dei concerti più attesi nell'ambito della Rassegna Roma Summer Fest al Parco della Musica e alla Casa del Jazz, iniziativa che sta conducendo nella città voci belle e interessanti del panorama musicale italiano e straniero, accontentando tutte le generazioni. Si sono già esibiti Niccolò Fabi, Serena Brancale, Danny Elfman con la sua Music from the Films of Tim Burton, lunedì 6 arriva Anastacia, poi ci saranno gli Europe, Goran Bregovic, Bresh, Marilyn Manson, Diana Krall, Frah Quintale, Kool & the Gang, Marcus Miller, Suzanne Vega, Sal da Vinci, Tony Effe, Fiorella Mannoia e tanti altri fino a settembre inoltrato.