AGI - “I miei figli avranno poco da ereditare: giusto le mie camicie da notte e i miei abiti." Se vi aspettavate un lascito milionario da una delle regine indiscusse della musica italiana, Orietta Berti è pronta a farvi ricredere. Ospite nel salotto de La Volta Buona di Caterina Balivo, la cantante ottantatreenne ha sganciato con la sua consueta e disarmante sincerità una dichiarazione d'intenti che sta già facendo parecchio discutere.
La filosofia educativa di Orietta Berti
Nessun impero immobiliare da spartire o conti in banca da capogiro per i figli Otis e Omar. E il motivo è duplice. Da un lato c'è una scelta squisitamente professionale e manageriale: la cantante emiliana ha raccontato di essersi sempre auto-prodotta, reinvestendo gran parte dei suoi guadagni nella realizzazione dei propri video e dischi. Dall'altro, c'è una filosofia educativa ben precisa che la accomuna, in modo del tutto inaspettato, a giganti come Bill Gates. L'idea di fondo è tanto spietata quanto logica, ovvero garantire ai propri eredi una rete di sicurezza economica permanente rischia di spegnere la fame di farcela con le proprie forze.
"I figli, quando hanno i soldi, diventano bambaccioni", ha sentenziato l'artista, ribadendo che la migliore bussola per la vita restano le opportunità, non le rendite costruite da altri. Eppure, dietro la scorza della donna pratica e instancabile, si nasconde il cuore di una madre che oggi fa i conti con il passato. Guardandosi indietro, la cantante non ha nascosto un velo di amarezza per il tempo sottratto alla famiglia a causa delle interminabili tournée e della gavetta.
Il mea culpa
I figli sono cresciuti con le nonne, una necessità dettata da una carriera divorante per la quale oggi recita un doloroso mea culpa, ammettendo che avrebbe dovuto mettere marito e figli al primo posto, invertendo quelle priorità che invece l'hanno sempre spinta verso il palcoscenico. Oggi, però, il rapporto con Otis e Omar è sereno e denso di orgoglio. Soprattutto in vista di un grande evento, l'imminente matrimonio proprio di Otis. Un appuntamento a cui la madre parteciperà con immensa gioia, pur non rinunciando alla sua inconfondibile ironia: "A me non piace andare ai matrimoni. Ma a quello di mio figlio ci devo andare per forza".
Il segreto della longevità artistica
Sessant'anni di carriera d'altronde non si festeggiano restando ancorati al passato o ai convenevoli. Se c'è un segreto dietro la longevità artistica di Orietta Berti, è la sua impressionante capacità di surfare sulle onde della contemporaneità senza mai tradire la propria identità. Così, la donna che promette in eredità i suoi abiti di scena, è la stessa che utilizza candidamente l'intelligenza artificiale per orientarsi nella scelta dei brani e per plasmare le sonorità del suo nuovo singolo.
Proprio l'amore è il motore di questo suo ultimo progetto musicale, declinato attraverso la metafora dei semi delle carte da gioco.
Un brano che è un viaggio
I quadri evocano gli amori sospesi e platonici, i cuori la passione bruciante della gioventù, i picche l'incertezza e l'ombra dell'allontanamento, fino ad arrivare ai fiori, simbolo di quel romanticismo testardo capace di sbocciare a quindici come a ottant'anni. Orietta Berti si conferma così un cortocircuito affascinante: una madre che si mette in discussione, un'artista pragmatica col portafoglio, ma inguaribile sognatrice davanti a un microfono. Pronta, ancora una volta, a giocare la sua mano vincente.