AGI - Dal 15 al 17 maggio torna Piano City Milano, il festival diffuso che ridisegna la città con la musica. Promosso e prodotto da Associazione Piano City Milano insieme al Comune di Milano, con il sostegno del Ministero della Cultura, la sedicesima edizione del festival conta oltre 250 concerti in tutta la città e non solo, coinvolgendo più di 250 artisti italiani e internazionali che si esibiranno in oltre 140 luoghi.
Si apre venerdì 15 maggio alle 21.00, alla Galleria d’Arte Moderna, con uno degli artisti più iconici della scena contemporanea: Sofiane Pamart. Primo pianista nella storia a esibirsi e registrare il tutto esaurito allo Stade de France e all’Accor Arena di Parigi, incarna una figura unica, tra cultura urban e haute couture, con una scrittura intensa, poetica e riconoscibile.
I concerti di sabato
Sabato 16 maggio alle 21 è la volta della pianista Ayse Deniz con Frozen in Time, un progetto originale che unisce virtuosismo e sensibilità contemporanea. Alle 22 suona Gaël Rakotondrabe, artista francese di grande raffinatezza e ricerca che nel 2008 ha vinto il Primo Premio al concorso pianistico al Montreux Jazz Festival e vanta collaborazioni con Marina Abramović, Willem Dafoe e Anohni.
Dialoghi musicali e Piano night
Segue l’incontro speciale tra Rami Khalifé, che torna sul palco di Piano City Milano, e il fratello Bachar Mar-Khalifé, che alle 23 danno vita a un dialogo musicale raro e intenso tra radici libanesi, influenze classiche e aperture contemporanee. A mezzanotte, la Piano Night si apre alle sonorità elettroniche e immersive di Stegonaute, un’esperienza tra ambient e narrazione suggestiva.
La domenica alla GAM
Domenica 17 maggio, la GAM ospita protagonisti assoluti della scena internazionale. Alle 19 Andrea Bacchetti e Dado Moroni con Two Pianos One Soul, il programma a due pianoforti che esplora, con contaminazioni tra classica e jazz, musiche di Bach, Schubert, Debussy, Monk, Peterson ed Evans.
Grandi nomi internazionali
Alle 20 la pianista britannica Zoe Rahman, vincitrice dei principali premi jazz del Regno Unito, porta un repertorio che riflette il suo background classico, le sue radici britannico-bengalesi e la sua ampia cultura musicale. Alle 21 è la volta di Wayne Horvitz, figura chiave della scena Downtown newyorkese, innovatore capace di attraversare jazz, contemporanea e sperimentazione.
Il concerto di chiusura
Chiude il festival, alle 22, Tigran, tra i pianisti più visionari della sua generazione: virtuoso capace di fondere jazz, rock progressivo e tradizione armena, costruisce universi sonori potenti e spirituali, riconosciuti a livello internazionale.
Il rito del concerto all’alba
Si rinnova anche il rito del concerto all’alba, domenica 17 alle 6 al Velodromo Maspes-Vigorelli, luogo simbolico della città che in passato ha ospitato concerti storici di Beatles, Led Zeppelin e molte altre band. A esibirsi sarà il compositore islandese Snorri Hallgrímsson.
Le voci del festival
“La musica è di tutti e a tutti deve arrivare. È un principio di democrazia ad ispirare Piano City Milano”, commenta il sindaco Giuseppe Sala. “Ciò che caratterizza la manifestazione è la capacità di entrare nei luoghi dell’arte e nei quartieri popolari, per parlare a chiunque”.
Inclusione e territorio
“Piano City Milano diffonde la musica sul territorio e quest’anno si conferma più che mai inclusivo”, aggiunge Ricciarda Belgiojoso, direzione artistica del festival. “Dal Gratosoglio a Niguarda, dal Vigorelli al QT8, concerti e laboratori accolgono un pubblico di ogni età, confermando lo spirito innovativo, internazionale e comunitario della manifestazione”.