AGI - Si chiama ‘Anime violate’ il docufilm che accende i riflettori sulla tipologia forse più crudele delle tante truffe da cui siamo bersagliati, quella affettiva, che fa leva sui buoni sentimenti. Sarà presentato venerdì 17 aprile alla sala del Refettorio della Camera, lo firma il regista Matteo Balsamo con la collaborazione di Acta, l’Associazione Contrasto truffe affettive, nata 12 anni fa e presieduta da Jolanda Bonino caduta anche lei nella trappola dei truffatori digitali che si insinuano nelle vite degli altri.
Il docufilm racconta la sua e altre cinque storie di strazio e rinascita nel volontariato in Acta, ma, spiega Bonino “vuole mettere l’accento su un fenomeno collettivo, su una manipolazione cinica e perfida che riduce spesso sul lastrico le vittime portandole alla disperazione e a volte, al suicidio. Dietro i profili di donne piacenti e uomini fascinosi, spesso sedicenti militari o medici bloccati all’estero ci sono delle bande esperte di tecniche manipolative, abilissime nel far sentire al centro del mondo le loro vittime”.
I numeri delle truffe affettive
I numeri del ministero dell’Interno parlano di 6 milioni e 855mila frodati nel 2025 con le truffe affettive, il Rapporto Acta di 1360 casi denunciati nel 2024, con una propensione a rivolgersi alle forze dell’ordine che si ferma al 17 per cento. Nel docufilm di Balsamo, in ottica di prevenzione e contrasto delle truffe affettive parlano anche agenti della Polizia Postale dei Carabinieri e un esperto di Intelligenza artificiale che spiega come qualsiasi foto si può trasformare in quella di una diva di Hollywood.
Le storie delle vittime
Spiccano la storia di Gerardino De Meo, generale dell’esercito in pensione, che in epoca post pandemia è caduto nella rete di una sedicente imprenditrice cinese che lo ha convinto a investire i suoi soldi in un inesistente investimento di criptovalute e oggi definisce quel raggiro “uno stupro emozionale”, quella di Rossana Tescaroli, convinta di aver trovato un grande amore a colpi di “love bombing” un bombardamento quotidiano di messaggi e cuoricini seguito dall’inevitabile richiesta di denaro. E ancora: quella di Gabriella, raggirata da un truffatore molto ben informato che le ha raccontato di aver perso sua moglie in un incidente stradale, stessa disgrazia capitata a suo marito, quella dell’ottantenne Teresa, convinta (dal sedicente padre) di aver speso i suoi soldi per far venire a studiare in Italia un ragazzino in difficoltà.
La genesi delle truffe e il ruolo di famiglie e amici
“Nel docufilm ho voluto evitare di mettere l’accento sull’entità del denaro truffato – spiega Balsamo all’AGI – puntando invece a raccontare la genesi delle truffe e soprattutto come famiglie, amici e conoscenti hanno reagito davanti alle storie delle vittime. Perché spesso alla truffa si aggiunge anche il dolore di essere allontanati, ridicolizzati o addirittura bullizzati”.
La via d'uscita e le difficoltà
Gli intervistati hanno trovato una via d’uscita diventando collaboratori di Acta e portando la loro esperienza nella prevenzione e nell’aiuto alle nuove vittime. Ma non è così per tutti. “Un ragazzo di 23 anni, che inizialmente aveva deciso di raccontare la sua storia nel mio docufilm alla fine si è tirato indietro. Non ce l’ha fatta”.