Carlo Verdone torna al lungometraggio con ‘Scuola di seduzione’
Carlo Verdone torna al lungometraggio: dal 1° aprile con ‘Scuola di seduzione’

Carlo Verdone torna al lungometraggio: dal 1° aprile con ‘Scuola di seduzione’

Thomas Cardinali
Carlo Verdone in 'Scuola di seduzione'
Carlo Verdone in 'Scuola di seduzione'
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Carlo Verdone in 'Scuola di seduzione'
Carlo Verdone in 'Scuola di seduzione'

L'ispirazione contemporanea del progetto

Il regista ha poi sottolineato il carattere contemporaneo del progetto, ispirato al fenomeno delle scuole di seduzione nate online in Inghilterra: "È un argomento molto attuale. Persone che si sentono inadeguate, che vogliono rimettere a posto una relazione o un matrimonio. Ognuno dei personaggi ha un problema diverso, ma sono tutti problemi di oggi".

La figura ambigua della coach

Al centro del racconto anche una figura ambigua, una coach di cui non è chiaro il reale valore: "Non sappiamo se sia una ciarlatana o una veramente preparata, però ci crediamo, tentiamo, anche quando abbiamo dei dubbi".

La sfida stilistica di Verdone

Carlo Verdone in 'Scuola di seduzione'
Carlo Verdone in 'Scuola di seduzione'

L'accordo Paramount+ e Filmauro

Il film nasce nell'ambito dell'accordo tra Paramount+ e Filmauro continuando il filone iniziato con 'Vita da Carlo'. E proprio sul rapporto tra piattaforme e sala, De Laurentiis ha sottolineato: "Bisogna essere privi di qualunque provincialismo. Le piattaforme hanno modificato il mondo cinematografico: oggi il cinema ti arriva in casa con storie lunghe, articolate, che permettono anche ai personaggi secondari di avere uno sviluppo straordinario. Basti pensare a 'Peaky Blinders', potevano farlo uscire in sala sfruttando la popolarità della serie e invece hanno rilasciato il film in streaming". Secondo il produttore, questo non indebolisce il cinema tradizionale: "Non bisogna mai pensare che il cinema abbia perso, anzi ne ha guadagnato, perché può attingere da queste esperienze per continuare a raccontare storie anche nel terzo secolo della sua vita".

Karla Sofía Gascón, la protagonista

Il ritorno in Italia di Gascón

"Scusate per il mio italiano - ha detto l'attrice candidata all'Oscar sorridendo - ma per me questo è stato un ritorno meraviglioso. Ho lavorato in Italia quando ero più giovane, vivevo a Milano, e tornare qui è come tornare a casa". Gascón ha poi ricordato con ironia il primo incontro: "Carlo mi guardava e mi diceva che parlavo troppo veloce, che aveva bisogno di una che parlasse più piano. Ma è nato un rapporto bellissimo". E sul progetto: "Ho detto subito sì quando ho letto il copione e ho visto questo team. Sono attori meravigliosi, è stato un vero piacere".

Il cast e le fragilità dei personaggi

Nel cast, tra gli altri, Lino Guanciale, Vittoria Puccini, Beatrice Arnera, Euridice Axen e Romano Reggiani. "Ognuna di queste figure aveva un segreto destinato a suscitare tenerezza", ha osservato Guanciale, mentre Puccini ha parlato di "un sogno" lavorare con Verdone, capace di rendere il set "il posto più felice e sicuro del mondo". Romano Reggiani ha un ruolo particolare - che Verdone ha svelato è stato rifiutato da diversi colleghi - dato che il suo personaggio soffre di ipoplasia peniena: "Se c'era una cosa che non avrei mai potuto immaginare era di fare il film di Verdone, con un ruolo così piccolo tra l'altro mettiamola così". Beatrice Arnera plaude al modo in cui il regista ha saputo tirare fuori diversi aspetti dal cast: "Verdone sa fare tutto, è stato divertentissimo lavorare con lui sotto questo aspetto dei social. La mia sembra una stronzetta impertinente, ma nasconde qualcosa. Questo film parla di fragilità, da fuori sembriamo tutti inattaccabili ma non è così'".

Verdone guarda al futuro

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