AGI - Dopo il buon successo della miniserie 'Gloria' del 2024 diretta da Fausto Brizzi, Sabrina Ferilli torna a vestire i panni di Gloria Grandi in 'Gloria – Il ritorno', tv movie diretto da Giulio Manfredonia e in onda questa sera, 3 marzo in prima serata su Rai 1. Accanto a lei nel cast figurano Sergio Assisi, Emanuela Grimalda, Luca Angeletti, Francesco Arca e Claudia Gerini. Il film riparte dall’esperienza in carcere della protagonista e dal suo ritorno nel quartiere popolare dove è cresciuta, un passaggio che la costringe a fare i conti con le proprie origini e con le ferite lasciate aperte. In occasione dell’uscita, Ferilli ha rilasciato un’intervista all’AGI in cui racconta questa nuova fase del personaggio e riflette sul tema delle seconde possibilità, svelando anche se lei abbia mai pensato a passare dietro la macchina da presa come regista.
Nel film il personaggio affronta una caduta e un percorso di rinascita. E' una nuova Gloria, più intima e fragile rispetto a quella che hai lasciato.
"Bisognava chiudere questo racconto, perché Gloria l'avevamo lasciata in una situazione assai scomoda e quindi, avendo avuto un riscontro importante, era giusto anche che Gloria la collocassimo dove doveva stare e chiudessimo questo racconto, no? E questo abbiamo fatto. Diciamo che in questo film Gloria prende consapevolezza, insomma, di tutto quello che è successo e anche delle sue fragilità, trovando il coraggio di raccontarle e di uscirne fuori e questo aiuterà tantissimo poi i rapporti con tutti quelli che hanno a che fare con Gloria, in primis la famiglia".
Essere cresciuta in un ambiente popolare come la tua Gloria ti ha aiutato a restare vicina alla gente che continua a dimostrarti grande affetto?
"Questo non lo so. Io penso che avere una coerenza narrativa possa aiutare. Cercare di non cadere mai in contraddizione con quello che si dice rispetto a quello che si fa, questo probabilmente aiuta. E poi, sai, dopo 32-33 anni ormai che faccio questo mestiere, questa sono. Non è che ho bisogno di giustificazioni o di raccontare. Ci sono titoli di film, ci sono storie, c'è l'impegno, quindi questo è quel che fa e dà una targa a un personaggio".
Questo è veramente un film sulle seconde possibilità. Ti è mai capitato nella tua carriera di aver bisogno di una seconda possibilità?
"No, non mi è mai successo, ma io sono una che dà due, tre possibilità. Cioè non sono una che chiude immediatamente se c'è un errore o se trovo che qualcuno non si è comportato bene. E mi piace darla anche a chi ha fatto errori con altre persone. Il giudizio io lo trovo sempre orrendo e assolutamente non giusto. Siamo tutti esseri umani, a mio giudizio, anche se non sai, però ognuno di noi degli errori li ha fatti. Quindi non chiudo mai per questo, ma do possibilità di recuperare".
Nel film Gloria diventa regista. La regia è qualcosa che potrebbe interessarti?
"No, non mi interessa e non ne sarei capace. Non è una cosa che mi interessa. Inoltre non me l'ha nemmeno mai chiesto nessuno".