AGI - Sessant'anni di carriera e la stessa aria indomabile di quando, giovanissima, faceva girare la testa al Piper e conquistava i palchi di tutta Italia. Al Festival di Sanremo Patty Pravo arriva con “Opera”, un titolo che suona come una dichiarazione d'identità più che come una semplice canzone in gara. Nicoletta Strambelli nell'intervista alterna ironia e profondità, memoria e provocazione. Parla dell’omaggio a Ornella Vanoni, ricorda scherzi feroci in albergo, riflette sull’arte nei musei, liquida con una battuta il peso della parola diva e lancia messaggi spiazzanti ai giovani artisti dell’era dello streaming. Sempre fedele a quella cifra che, da “Ragazzo triste” a “La bambola”, da “Pensiero stupendo” a “E dimmi che non vuoi morire”, l’ha resa un’icona trasversale.
L’omaggio nella serata cover sarà dedicato proprio a Ornella Vanoni. E l'intervista parte da un episodio che sembra uscito da un film d’altri tempi che evoca una delle scene cult de “Il Padrino”. "Ce ne sono tanti di aneddoti. Uno sicuramente è di quando andavamo sempre allo stesso albergo, e una volta ci fecero uno scherzo terribile. Nel mio letto c’erano tantissime rose con le spine, mentre a lei poverina gli avevano messo la testa di un maiale. Una cosa terribile, abbiamo urlato entrambe". Chi sia stato, però non lo rivela. "Non te lo posso dire. Un collega? No, non è stato un cantante".
Video di Thomas Cardinali
Il rispetto autentico per Ornella Vanoni
Dietro il sorriso c’è però un rispetto autentico. Di Vanoni sottolinea l’intelligenza, l’ironia, la versatilità. "Ornella è stata una grande artista, e poi era una donna che aveva senso dell’umorismo, una testa meravigliosa, poteva recitare, cantare, fare tutto. Mi faceva impazzire perché il suo senso dell’umorismo era meraviglioso, la sua intelligenza era meravigliosa”. E aggiunge: "Ce lo dimentichiamo a volte che era un'attrice di teatro, di cinema, grande cantante, grande interprete, grande donna”.
Il brano Opera e la presentazione nei musei
Sul palco dell’Ariston ha portato “Opera”, un brano che sente profondamente suo: "Lo amo tanto e quindi sono felice di cantarlo con uno splendido orchestra e un pubblico stupendo”. Un amore che si riflette anche nella scelta, controcorrente, di presentare il nuovo album nei musei italiani. "Opera come l'arte, musica, scultura, pittura. Non credo faccia male a dei giovani e invece di andare dove si comprano i dischi e le cose così, andare in un museo a vedere delle belle cose e presentare lì”.
Arte, musica e movimento con Timofej Andrijashenko
Un’idea che intreccia linguaggi, che rimette la musica accanto alla pittura e alla scultura. E nella serata dell’omaggio l’arte si farà anche movimento, con Timofej Andrijashenko, il primo ballerino della Scala al suo fianco: "Saremo in due a fare arte omaggiando Ornella”.
La parola diva e l'autoironia
Se la parola diva la accompagna da sempre, lei la ridimensiona con una battuta. "No, a me guardano tutti normalmente, per strada, saluto, mi salutano. Mi fa piacere questa cosa di essere chiamata diva, però sono un frugolotto”.
Il ricordo del Piper, la regina degli anni sessanta
E quando si parla del Piper, il locale romano che l’ha vista diventare la “regina del Piper” negli anni Sessanta, la nostalgia lascia spazio alla lucidità: "Non avrebbe dovuto chiudere mai, dovevano tenerlo aperto come sono ancora aperti i vari club in Inghilterra o in America, invece lo hanno distrutto. Il Piper di una volta è da molto che non esiste più”.
'La bambola', Madonna e i consigli ai giovani artisti
Lì nasce la leggenda, lì esplode “La bambola” — “Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola” — che diventa un simbolo di ribellione femminile ben prima che il tema fosse sdoganato. E quando le chiedono dell'omaggio fatto da Madonna dice sorridendo che la omaggerebbe interpretando un suo brano iconico: "Like a Virgin”. Ai giovani che inseguono il successo tra streaming e viralità, non offre ricette rassicuranti. "C’è poco da consigliare, facessero quello che vogliono”. E poi affonda, con la sua consueta radicalità: "Studiare non serve, bisogna vivere, bisogna nascere artisti”. Poi conclude tirandosi fuori dalla corsa per una direzione artistica al femminile per il prossimo Festival di Sanremo: "No per carità io sarei negata per quel ruolo. Un nome? Non saprei proprio che dirti".