AGI - "All'Eurovision non credo che mai mi ci manderanno". E' la premessa di Ermal Meta che con la sua "Stella stellina", il brano portato a Sanremo, racconta la storia di una bimba palestinese uccisa dai bombardamenti a Gaza.
"Detto questo - spiega il cantante in conferenza stampa all'Ariston -, se dovessero rinunciare tutti gli altri 29 big ci andrei perché questa canzone ha un valore per me e ritengo che sia giusto portarla su quel palco. Non farlo sarebbe come non fare l'ultimo passo. Israele è bene che ci sia nel mio caso. Se c'è, canterei questa canzone ancora più forte. Questo è il mio compito".
Video di Thomas Cardinali
"Oggi gli adulti fanno molto più rumore dei bambini e questa è la cosa che io trovo preoccupante, questo è un silenzio che spesso ci auto infliggiamo, non si possono usare certe parole, non si può dire Gaza, non si può dire Palestina, come se fosse una bestemmia. Non è così. La bestemmia è tutt'altro, è il fatto che vengano cancellate, questa è la bestemmia", il messaggio che l'artista intende affidare oggi ai giornalisti.
"Ho letto delle critiche sulla mia canzone ma anche tante cose bellissime - osserva Ermal Meta -. A me interessa dire queste cose e sentirsi libero di tener fede al mio impegno di cantautore", mette in chiaro il cantautore. C'è troppo silenzio su questi temi? "Penso che il silenzio è il grande tema del mondo di oggi che noi viviamo".