AGI - "Buonasera, benvenuti al festival della canzone italiana, benvenuti al festival di Sanremo". La voce di Pippo Baudo apre la 76esima edizione del Festival. L'Ariston risponde scandendo "Pippo, Pippo". Sanremo parte nel solco di uno dei padri della Tv italiana. "Un tributo doveroso", dice Carlo Conti al suo quinto e ultimo 'ballo'. Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini: è la prima classifica provvisoria e senza ordine di piazzamento dopo il voto della sala stampa, tv e web.
In gara tutti i 30 big. Cinque ore di show a ritmo serrato. Metronomo in mano il direttore artistico detta i tempi dello spettacolo. E il sipario si chiude 10 minuti prima rispetto alla scaletta. Pochi imprevisti eccetto un clamoroso refuso grafico. "Repupplica" con la doppia 'p' campeggia sul ledwall alle spalle del palco quando Carlo Conti è accanto a Gianna Pratesi, 105 anni il 16 marzo, "ospite d'onore" intervistata sul referendum istituzionale del 1946 che fece nascere la Repubblica italiana. Si parte con il ritorno di Olly. Il pubblico balla sulla "Balorda nostalgia" del vincitore di Sanremo 2025. La prima standing ovation è per il maestro Peppe Vessicchio, ricordato insieme ad altri grandi della musica italiana come Ornella Vanoni.
Laura Pausini è la perfetta compagna di viaggio per Carlo V: disinvolta trasforma in simpatici inciampi le 'cadute' sulla z romagnola. Come quando pronuncia a più riprese "Geolocalizzazione" o il "Kuzu Kuzu", il brano turco proposto da Can Yaman. L'attore e co-conduttore per una sera brilla tra eleganza e muscoli, non canta ma si presta alle gag. E sul palco va in scena la 'carrambata': l'incontro con la prima tigre di Mompracen Kabir Bedi. I due Sandokan sul palco dell'Ariston. Il capo appoggiato sulla mano destra dell'attore indiano è il gesto "di rispetto" portato da Can Yaman.
Il super ospite Tiziano Ferro infiamma l'Ariston. Con un medley e il suo "Xdono". Un cerchio che si chiude: il brano fu eseguito per la prima volta in una "Domenica In" condotta proprio da Carlo Conti. I 30 big sfilano uno dopo l'altro. Rompe il ghiaccio una pungente Ditonellapiaga (super minigonna a palloncino) e chiudono Lda e Aka 7even. In mezzo c'è chi affronta problemi tecnici come il microfono muto per Tredici Pietro. Chi fa ballare l'Ariston come Sal Da Vinci (uno dei mattatori della serata) o J-Ax a ritmo country.
Serena Brancale commuove il teatro e dopo la sua canzone per la madre scomparsa scoppia in un pianto liberatorio. Bottino di applausi anche per il tandem Fedez & Masini. Silenzio vigile sulle parole del brano di Ermal Meta che racconta la storia di una bimba palestinese uccisa dalle bombe a Gaza. "I fiori siano solo a Sanremo e non sulle tombe dei bambini morti per la follie degli uomini", dice Carlo Conti. Il sipario cala ma fuori dall'Ariston sono svegli i cacciatori di autografi. La notte è ancora lunga.