AGI - "Signore e signori, benvenuti alla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo!". Più o meno così si aprirà questa sera la kermesse canora più importante d'Italia. Nulla di roiginale, probabilmente, se non fosse che non sarà il conduttore e direttore artistico Carlo Conti a proferire queste parole. E neppure la co-conduttrice Laura Pausini. Ma sarà niente di meno che... Pippo Baudo. Nell'edizione che rende omaggio allo storico presentatore, infatti, ad aprire la serata sarà lo storico jingle e la voce di Pippo Baudo.
Ad annunciarlo proprio Carlo Conti a poche ore dalla partenza del festival. E proprio il conduttore di 13 edizioni di Sanremo viene citato durante la conferenza stampa in proposito alle ingerenze della politica nel Festival. Nel 2007, viene fatto notare a Conti, Pippo Baudo disse: "questi politici che si interessano della canzone del festival pensassero ai problemi del Paese". Il direttore artistico se la cava rispondendo: "Considero le osservazioni dei politici in quanto liberi cittadini. Ogni libero cittadino è libero di dire ciò che vuole. Baudo però delle volte diceva delle cose ganze...", commenta Conti in puro stile fiorentino.
Un festival cristiano e democratico
Un festival democristiano? "Non ci capisco niente di politica. Il mio festival più che democristiano è cristiano e democratico. Cristiano perché ci sono riferimenti alla mia modestissima fede, democratico perché è per tutti, aperto a tutti". Rispone Carlo Conti in conferenza stampa. Rispondendo poi a una domanda sul disimpegno nelle canzoni in gara a Sanremo, aggiunge: "Credo che la risposta più grande arrivi da questa signora di 105 anni, che deve far riflettere i nostri giovani, testimoniando per i nostri nonni, i nostri genitori, coloro che hanno combattuto, perso la vita, i partigiani che hanno liberato l'Italia dalla dittatura fascista, nazifascista, e ci hanno dato la Repubblica".
Il valore della riflessione a Sanremo
"Il mio auspicio è che tutti i paesi del mondo un giorno possano avere i loro festival di Sanremo - continua - non credo che un evento come Sanremo debba essere tre ore di proclami o riflessioni, forse è ancora più forte se ogni tanto c'è una piccola riflessione che ci porta a ragionare", osserva il direttore artistico.
Il caso Morgan a Sanremo
Carlo Conti risponde poi a una domanda sulla presenza a Sanremo di Morgan coinvolto in un procedimento per stalking. Il cantante che era stato chiamato da Chiello per un duetto nella serata delle cover non salirà sul palco ma rimarrà dietro le quinte per un contributo tecnico. "Fino quando non c'è una sentenza definitiva non posso dire a un artista di non venire. Io non posso dire: 'lui non deve venire'. Non posso obbligare un cantante a dire non venire con lui". Poi aggiunge: "Non è una sentenza definitiva. Mi sembra grave trasformare una scelta artistica puntando il dito per quello che si fa nella vita. Non è lavarsene le mani".
Ordine di uscita dei cantanti in gara stasera:
- Ditonellapiaga,
- Michele bravi,
- Sayf,
- Mara sattei,
- Dargen D’amico,
- Arisa, Luchè,
- Tommaso Paradiso,
- Elettra Lamborghini,
- Patty Pravo,
- Samurai ray,
- Raf,
- J-AX Fulminacci,
- Levante,
- Fedez & Masini,
- Ermal Meta,
- Serena brancale,
- Nayt,
- Malika Ayane,
- Eddie Brock,
- Sal Da VincI,
- Enrico Nigiotti,
- Tredici Pietro,
- Bambole di Pezza,
- Chiello,
- Maria antonietta & Colombre,
- Leo Gassmann,
- Francesco,
- Renga,
- Lda & Aka 7even.
Can Yaman, Sandokan all'Ariston
Giacca nera con brillantini ai bordi e muscoli in vista. Barba curata. Abbronzatissimo. Can Yaman, tigre della Malesia che ha spopolato sulla Rai nel remake di Sandokan, entra da star all'Ariston e si accomoda con qualche minuto di ritardo davanti al grande schermo che domina la sala. "Sei single?" l'insolita (ma attesa) domanda di una giornalista durante la conferenza stampa pre Sanremo. Urletti e applausi. "Sì, hai dei suggerimenti o delle candidate per me?" sta al gioco l'attore turco che sarà co-conduttore nella prima serata accanto a Carlo Conti e Laura Pausini. Sorpresa in sala: suona un jingle da un cellulare. È proprio il motivetto di Sandokan.
Risate. Arriva anche l'ironia di un rilassato e pimpante direttore artistico: "Qualcuno ci ha definito 'separati alla nascita' vista la somiglianza soprattutto nel fisico... Sull'abbronzatura mi batte, sul fisico no". Can Yaman archivia il caso Turchia nato da un'operazione antidroga e rivendica con decisione: "non esiste un caso. Sono risultato negativo e mi hanno liberato in meno di 24 ore". L'attore che ha studiato in Turchia in un liceo italiano sfoggia un vocabolario di tutto rispetto. Tanto da guadagnarsi anche i complimenti di Nicola Savino. "Dove trovi un turco che usa la parola 'vulnerabilità'?", dice il conduttore del Dopofestival.
Il debutto di Can Yaman e i progetti futuri
A poche ore dalla partenza del Festival, l'attore si prepara al debutto sul palco. "Comincerò a sudare". E si affida alla calma olimpica del direttore artistico. "Sono molto felice, mi fido di Carlo, spero che mi aiuterà perché è una novità per me, è un'esperienza nuova, quindi non so che farò. Vediamo, spero di non combinare dei pasticci". Attualmente impegnato sul set in Spagna, Can Yaman tornerà a Roma in estate per girare con la Lux Vide una sit com chiamata "Bro". Rinviate invece le riprese per la seconda stagione di Sandokan. "Si sarebbe dovuta girare quest'estate, ma le riprese sono slittate. Dopo il successo vogliono ancora migliorare, servono altri tipi di budget e per fare una cosa fatta bene avremo bisogno di più tempo. Mi piacerebbe girare tre stagioni di fila, anche perché poi gli attori invecchiano. A livello fisico dovrò perdere di nuovo peso... Sono 100 chili e devo arrivare a 85. In Europa si gira con i tempi più lunghi, il sistema è così". In attesa della 'carrambata' di questa sera quando Can Yaman incontrerà a Sanremo Kabir Bedi, prima tigre della Malesia, Can Yaman si gode la calorosa accoglienza dei giornalisti all'Ariston. E loda Laura Pausini ("conosco tutte le sue canzoni) sua compagna di viaggio sotto i riflettori per una sera.
Conti sugli ascolti tv: non perderò la mia serenità
"Non mi esalto se le cose vanno troppo bene, non mi abbatterò se domani i risultati non saranno" quelli dello scorso anno. "Anche perche' tutto sommato devo battere me stesso". Nel suo quinto e ultimo Sanremo, Carlo Conti sfida se stesso nella partita sugli ascolti del festival. E ostenta la sua proverbiale 'calma olimpica' nel caso l'auditel non sarà pari all'edizione monstre di 12 mesi fa. "Avrò la stessa serenità se faremo 5 o 6 punti in meno", assicura rimarcando che "lo scenario è diverso, ci siamo spostati di due settimane, i competitor sono diversi, ci sono le partite di calcio".
La concorrenza della Champions League
Inter e Juve saranno in campo tra oggi e domani mentre i big cantano sul palco di Sanremo. Con la Champions in scena durante il Festival, il grande calcio in tv rischia di rosicchiare gli ascolti di Rai 1. Il pallone si aggiunge all'incognita di un cast di 'noti ma non troppo', dimezzato in popolarità (dati Spotify alla mano) rispetto alla scorsa edizione. E si somma anche al rebus legato al cambio di calendario (l'inizio del festivalone è slittato per dare spazio alle Olimpiadi) e al 'pressing' della concorrenza con Gerry Scotti e la sua "Ruota della Fortuna" in prima fila. Il tutto mentre, appunto, il direttore artistico eredita (da se stesso) un'edizione che ha raggiunto il record di ascolti (12 milioni 547mila telespettatori, pari al 67.1% di share la media delle cinque serate della 75esima edizione). A Carlo Conti (grande tifoso della Fiorentina) non sfugge di certo la sovrapposizione tra Festival e Champions League in occasione delle partite di ritorno delle due italiane impegnate nei play-off. Questa sera, in coincidenza con la partenza del Festival, l'Inter affronterà a San Siro i norvegesi del Bod/Glimt. Nel dopo cena di domani la Juve troverà invece il Galatasaray di Osimhen all'Allianz Stadium.