AGI - Sabato sera, la serata comclusiva del Festival di Sanremo, "ci sarà finalmente come super ospite il grande Andrea Bocelli". Lo ha annunciato in collegamento con 'Domenica in' il conduttore e direttore artistico di Sanremo, Carlo Conti.
Con Bocelli super ospite della finale di Sanremo, "si completa il quadro" e "sono ancora più felice perché con Laura Pausini ed Eros Ramazzotti fa parte di tre grandi nomi lanciati da Pippo Baudo proprio dal palco dell'Ariston. È una soddisfazione perché quest'anno il Festival è dedicato a Pippo", ha ricordato Carlo Conti.
Il ritorno di una voce iconica
Andrea Bocelli, tra le voci italiane più amate al mondo, tornerà quindi sul palco dell'Ariston per celebrare un percorso artistico che ha trasformato la musica in identità nazionale. La sua presenza a Sanremo, a sette anni dalla sua ultima apparizione, sarà anche un omaggio alla storia. Fu Pippo Baudo, insieme a Caterina Caselli, a credere per primo in quel giovane talento toscano, offrendogli la ribalta del Festival e dando avvio a una carriera straordinaria. Un'intuizione che ha cambiato il destino di un artista e arricchito il patrimonio musicale del Paese. Impossibile non evocare 'Con te partirò', presentata proprio a Sanremo nel 1995 e diventata uno dei brani italiani più amati e riconoscibili nel mondo.
Sanremo, un album di ricordi
"Pensavo fosse un punto d'arrivo ed era invece il punto di partenza: il pubblico dell'Ariston, la mia mamma a fare il tifo, il mio babbo in fondo alla sala, commosso e silenzioso, l'Italia davanti alla TV...", ha detto l'artista. "Il palco sanremese è per me come un album di ricordi".
Successo globale e riconoscimenti
Nel corso della sua carriera, Andrea Bocelli ha rappresentato l'Italia nei più grandi eventi internazionali: dalle cerimonie olimpiche da Torino 2006 fino ai recenti Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, portando la tradizione lirica e la canzone italiana davanti a miliardi di spettatori. Tra i riconoscimenti più prestigiosi, la stella sulla Hollywood Walk of Fame, simbolo della sua consacrazione internazionale.
I 30 anni di 'Romanza'
E il 2026 è un anno speciale per il Maestro: ricorrono infatti i 30 anni di 'Romanza', l'album più venduto di sempre nel mondo, oltre 20 milioni di copie, un successo planetario che ha consacrato Bocelli come fenomeno globale. Un disco che ha portato la melodia italiana nelle case di ogni continente, rendendo la sua voce sinonimo stesso di Italia. La sua partecipazione alla finale di Sanremo 2026 si preannuncia come un momento di grande intensità e celebrazione: un ponte tra radici italiane e orizzonti internazionali.
Il tributo a Pippo Baudo e il futuro del festival
"Dopo Tiziano Ferro, Laura Pausini, Eros Ramazzotti e questo ospite si completa il quadro degli artisti italiani che hanno un successo incredibile in tutto il mondo e rappresentano la musica italiana in tutto il mondo", ha detto Conti. "È sempre impegnato ma quest'anno ci sarà sabato sera il grande Andrea Bocelli e sono felice perché lui, Eros e Laura rappresentano i tre grandi nomi lanciati da Pippo Baudo proprio dal palco dell'Ariston". Un Festival, quest'anno, che "è doveroso dedicarlo a Pippo".
"L'edizione scorsa è stata fantastica, irripetibile", ha poi spiegato il conduttore. "Quest'anno proviamo a bissarla: con Laura ci divertiremo insieme sul palco con tante belle canzoni. Ho scelto dei compagni e delle compagne favolosi e non vedo l'ora di far sentire queste 30 canzoni al pubblico italiano con la speranza che ancora una volta riescano ad arrivare nel cuore della gente ed essere trasmesse nelle radio. La mia tranquillità mi porta a vivere anche quest'anno con grande entusiasmo e serenità, sperando di aver fatto un buon lavoro e aver scelto delle belle canzoni".
Il 'caso Pucci', Carlo Conti rivendica la sua scelta
"Ribadisco che la mia scelta è stata del tutto autonoma: preferisco che si dica che non so fare il mio mestiere piuttosto che si dica che qualcuno mi obbliga a fare qualcosa nel mondo dello spettacolo". Così Carlo Conti, in collegamento con 'Domenica in' da Sanremo, ha risposto sul caso Pucci dopo la decisione del comico di non co-condurre il Festival di Sanremo dopo le numerose polemiche. "Non pensavo di scatenare un affare di Stato - ha detto il conduttore e direttore artistico del Festival - mi dispiace soprattutto per lui, umanamente e professionalmente".
Perché Pucci ha rinunciato alla co-conduzione?
Perché Pucci ha deciso di rinunciare? "Ogni comico - ha risposto Conti a Mara Venier - ricorda benissimo di quanto successo a Crozza, un fuoriclasse come lui, su quel palcoscenico, è stato aggredito e anche fischiato; e come rimase spiazzato da quella reazione. La paura per un comico di quel palco è tantissima e quindi Pucci ha preferito rinunciare; alla sua età, con la sua carriera avrà detto 'perché devo stare a un rischio del tutto inutile, sto a casa'. È una scelta del tutto personale".
L'ironia su Pieraccioni, Panariello e il confronto con Can Yaman
A proposito invece degli amici di sempre, Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello, che hanno ironizzato giorni fa con un video sui social sulla presenza di Can Yaman, Conti ha scherzato: "L'hanno presa proprio male 'sta cosa di Sandokan, non gli è andata giù... Avevamo preso gli alberghi, era tutto organizzato, tutto perfetto, ma poi non hanno voluto reggere il confronto fisico". Quindi non ci saranno? "Impossibile, se la son presa troppo" ha risposto ancora il conduttore sempre con tono scherzoso.
L'incontro con Mattarella
Infine, ha raccontato l'emozione dell'incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Io mi emoziono raramente, in questo caso mi sono emozionato molto e credo che sia stata la più grande soddisfazione della mia carriera. Il presidente grandioso ha detto delle cose importantissime sulla musica leggera e pop, che è cultura, quindi anche Sanremo. Un grande riconoscimento per il mondo discografico".