AGI - Tiziano Ferro a Sanremo come super ospite della prima serata, martedì 24 febbraio. Lo ha annunciato il direttore artistico Carlo Conti su Instagram. Poi sempre sui social rivela che sarà la top model Irina Shayk una delle co-conduttrici di giovedì 24 febbraio. Proprio nella terza serata era prevista anche la presenza di Andrea Pucci ma il comico milanese ha fatto retromarcia dopo le "minacce e gli insulti" ricevuti sui social. Un dietrofront da cui è nato un acceso scontro politico tra il centrodestra e le opposizioni.
“Altra notiziola oggi per completare il cast di Sanremo 2026. Super ospite alla prima serata, Tiziano Ferro. Sono molto contento che Tiziano abbia accettato il mio invito e quindi l’appuntamento con lui e la sua musica martedì 24 alla prima di Sanremo 2026”, dice Carlo Conti rivelando un altro protagonista del Festival.
Sul palco dell'Ariston dopo sei anni
Tiziano Ferro torna quindi al Festival dopo sei anni. Nel 2020 è stato ospite fisso per tutte e cinque le serate. La pop star, che non ha mai partecipato da concorrente, con Sanremo 2026 porterà a sei le incursioni all’Ariston come super ospite.
Il suo tour negli stadi (ha pubblicato il nuovo disco “Sono un grande”) partirà il 30 maggio da Lignano Sabbiadoro e si concluderà dopo varie tappe a Messina il 12 luglio. Il paroliere di Latina è il primo tassello a comporre il puzzle delle star attese al Festival.
La super modella Irina Shayk co conduttrice della terza serata
Il palco del teatro Ariston si “colora” di glamour con la presenza di Irina Shayk, che sarà co-conduttrice della 76esima edizione del festival di Sanremo, insieme a Carlo Conti e Laura Pausini, nella serata di giovedì 26 febbraio.
Irina Shayk è un’icona della moda mondiale. Presenza fissa sulle passerelle e sui red carpet più prestigiosi del pianeta, da Schiaparelli, Versace, Valentino, Miu Miu e Burberry fino al Met Gala, Cannes e agli Academy Awards, è stata il volto delle campagne delle principali maison di moda. Nella sua carriera è apparsa su oltre 150 copertine editoriali, incluse 46 copertine di Vogue, è tra le protagoniste del Calendario Pirelli 2025 ed ha debuttato sul grande schermo come attrice al fianco di Dwayne Johnson nel film Hercules. Oggi Irina rimane uno dei talenti più influenti e trasversali del settore, vantando numerosi riconoscimenti internazionali che spaziano dalla moda ai media.
Il caso Pucci tiene ancora banco
In attesa dei nuovi annunci (le pillole di Sanremo arrivano centellinate giorno dopo giorno) rimane la coda dello scontro politico innescato dal dietrofront di Andrea Pucci. Il comico milanese ha rinunciato alla co-conduzione di una serata a Sanremo dopo la raffica di “minacce e offese”, ha lamentato, ricevute sui social. E dopo “l’onda mediatica negativa” che lo ha investito come le accuse di “omofobia” arrivate da esponenti del centrosinistra - in particolare parlamentari del Pd – e da personaggi del mondo dello spettacolo.
La vicenda si è trasformata in meno di 48 ore in un caso politico con la netta presa di posizione di Giorgia Meloni (“su Schlein è sessismo su di me è satira”) e di tutto il centrodestra a difesa del cabarettista lombardo. E con le opposizioni invece che leggono nel coro pro Pucci una strategia da parte del governo per deviare l’attenzione dai “problemi veri del Paese”.
“Ripensaci amico”, il senso della telefonata di Ignazio La Russa ad Andrea Pucci poche ore dopo la retromarcia.
Il presidente del Senato oggi rilancia con una richiesta“ufficiale” al servizio pubblico. “Ho invitato ufficialmente la Rai a chiedere ad Andrea Pucci di cambiare idea e a chiedergli di ritornare sui suoi passi”, ha detto in colloquio con il Corriere della Sera.
Conte, il caso Pucci uno strumento di distrazione di massa
Sul fronte dei partiti che non sostengono l’esecutivo, Giuseppe Conte rimarca anche oggi la linea comune delle opposizioni: “Giorgia Meloni ormai ha abbracciato la logica faziosa del 'con me o contro di me'. È un modo di fare il premier osceno. La verità è che siamo di fronte a uno schema consolidato" dove il caso Pucci "è uno strumento di distrazione di massa per evitare di affrontare i problemi reali del Paese, sempre più gravi”.
La Russa, voci critiche a Sanremo ma sempre di sinistra
La Russa osserva che "le voci politiche e critiche, di comici e non, non sono mai mancate nella kermesse sanremese ma, sempre di sinistra”. “A me - puntualizza - capitò di essere irriso dal palco dell'Ariston quando andai a presenziare nel 2011 per il 150esimo dell'Unità d'Italia e, annota, nessuno si scandalizzò”. 'Sfogliando' polemiche del passato e 'meme' attuali sui social, La Russa si rifà a quello che per cui chi dice no a Pucci, o a Venezi, per stare ad alcuni esempi, “in sintesi non vuole chiunque non la pensi come loro. La sinistra è profondamente intollerante e totalitaria”.
“Gli insulti alla Schlein? Se tutti quelli che hanno preso in giro la Meloni scomparissero, avremmo due terzi di vignettisti sedicenti comici in meno, suvvia. Quella di attaccare i politici - dice tornando a Pucci - non è la sua cifra, sono cose social, da TikTok. Le battute così, più che da TV, e comunque almeno l'80% dei suoi contenuti non è politico. Prende in giro la moglie che compra le creme costose e il marito un bottiglione di shampoo da due litri, racconta del bambino a cui non fanno fare il bagno perché devono passare 4 ore da quando ha mangiato il bombolone e poi appena sta per tuffarsi 'niente bagno, ora si pranza'. Questo è Pucci, non uno che mette paura o altro. Ed è censurato prima ancora che salga sul palco. Ma qualcuno ha mai detto niente quando invitavano Benigni?”