AGI - Andrea Pucci rinuncia a Sanremo dopo le polemiche che hanno accompagnato l'annuncio di Carlo Conti sulla presenza del comico milanese come co-conduttore della terza serata del Festival.
Il cabarettista lamenta di aver ricevuto "minacce" e "insulti" denunciando "un'onda mediatica negativa" che altera il patto "fondamentale" con il pubblico. "Il termine fascista non dovrebbe più esistere", sostiene.
Poi respinge le accuse di omofobia arrivate dal centrosinistra, in particolare dai parlamentari del Pd, e da alcuni personaggi dello spettacolo come Selvaggia Lucarelli. "Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno", rimarca il comico.
Dall'Ariston al Parlamento fino a Palazzo Chigi, il passo è breve. La vicenda si trasforma così in un caso politico. E in una contesa tra il centrodestra e i partiti che non sostengono l'esecutivo con, al centro, i confini, il ruolo della satira e il compito del servizio pubblico.
"Stop alla censura e all'odio", è il filo su cui corre la solidarietà al comico espressa da tutto il centrodestra, a partire dalla premier Giorgia Meloni che parla di una "spaventosa deriva illiberale" e di un "doppiopesismo insopportabile" della sinistra.
"Il governo si occupi delle emergenze del Paese", ribattono le opposizioni che leggono nel caso Pucci un'operazione di distrazione mediatica perché "dei vostri problemi con la Sanità, le bollette, i bassi salari, a questo governo interessa davvero poco o nulla", dice Giuseppe Conte rivolgendosi ai cittadini.
Pucci riceve pure la telefonata di Ignazio La Russa. "Capisco la sua decisione, presa da persona perbene qual è, ma il mio auspicio è che possa tornare sui suoi passi. Ho sempre sostenuto che la satira non possa e non debba essere censurata", afferma il presidente del Senato.
La Rai, dal canto suo, “esprime grande rammarico” per la decisione del comico e stigmatizza “il clima di intolleranza e odio” contro il cabarettista esprimendo preoccupazione per “questa forma di censura” generata attraverso “la diffusione di odio”
Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) February 8, 2026
Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle…
Meloni rilancia, "la satira vale solo per noi"
Parla di "doppiopesismo insopportabile" che, accusa, "è davvero la cifra della sinistra". "La usano sempre. E non ci sto": sono le parole con cui Giorgia Meloni in colloquio con il Corriere della Sera rilancia il caso Pucci. La presidente del Consiglio racconta che "a stento sapevo chi fosse" ma, quanto alle accuse di sessismo anche verso Elly Schlein piovute sul comico che ha poi rinunciato alla co-conduzione di Sanremo, cita alcune vignette satiriche contro lei stessa e controbatte: "Parlano di sessismo, e io che dovrei dire? Mi facciano capire, quando attaccano me è satira, quando attaccano la Schlein è sessismo? Su di noi si può dire tutto e su di loro solo quello che condividono?".
"Io sono, in generale, per tenere la politica fuori da Sanremo. L'utilizzo di questi palcoscenici per questioni che non c'entrano con la politica è una cosa che non ho mai sopportato", dice ancora Meloni.
Il caso Pucci e la satira
«Se al Festival avesse partecipato Pucci — riprende — secondo me bisognava chiedergli di non parlare di politica. Ma minacciarlo a monte, chiederne la censura, semplicemente perché non se ne condivide il taglio, lo considero sbagliato». Principio che vale anche, rimarca, «per quelli che ci hanno sempre spiegato che la satira è sacra, ma ovviamente finché era contro di noi», anche perché «noi, a differenza loro - rivendica - non abbiamo mai chiesto la censura di nessun comico».
La solidarietà di Salvini e Tajani
"Io sto con Andrea Pucci. Evviva la libertà di pensiero, di parola e di sorriso", il claim di Matteo Salvini, leader della Lega.
"L'ultima vittima del politicamente corretto. Perché questo doppiopesismo culturale? Difendere la libertà significa anche difendere la libertà di espressione e di parola, artistica e culturale. Non è accettabile che qualcuno voglia imporre un pensiero unico, soprattutto sui mezzi di comunicazione pubblica", la posizione dell'altro vicepremier, Antonio Tajani.
Le opposizioni attaccano il governo
Alla netta presa di posizione della premier rispondono i partiti delle opposizioni. "Non so quanto faccia ridere Pucci, so però quanto fa ridere un governo in cui premier e vicepremier danno la solidarietà a un comico e non parlano di tasse e coltelli", attacca il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.
"Il governo pensi alle emergenze del Paese", rincara Stefano Graziano capogruppo Pd in Vigilanza Rai. Il Movimento 5 Stelle sforna una dichiarazione dai torni sarcastici. “Panico a Palazzo Chigi”. Per i parlamentari M5S in Vigilanza Rai - Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato - Pucci “poteva restare, andarsene o presentare pure l’Eurovision: il problema non è che sia di destra. Il problema è che fa una comicità triste, stanca, incastrata in cliché che sembrano usciti da una videocassetta dimenticata nel 1997”. Poi chiosano: “gridare alla 'deriva illiberale' fa veramente sghignazzare. Peccato che siano risate amare”.
Pucci, "contro di me e la mia famiglia insulti e minacce inaccettabili"
Nel messaggio in cui motiva il suo passo indietro, Pucci rivendica il mestiere di comico. "Il mio lavoro è quello di far ridere la gente, da 35 anni. Da sempre - sottolinea il comico - ho portato sul palco usi e costumi del mio paese, beffeggiando gli aspetti caratteriali dell'uomo e della donna. Attraverso il mio lavoro ho raggiunto obiettivi e traguardi con l'intenzione di regalare sorrisi e portare leggerezza a chi è sempre venuto a vedere i miei spettacoli.
Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili e inaccettabili! Quest'onda mediatica negativa - rileva - che mi ha coinvolto altera il patto fondamentale che c'è tra me e il pubblico".
"Non ho mai odiato nessuno"
"Nel 2026 il termine fascista - prosegue il cabarettista milanese - non dovrebbe esistere più, esiste l'uomo di destra e l'uomo di sinistra che la pensano in modo differente ma che si confrontano in un ordinamento democratico che per fortuna governa il nostro amato Paese! Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno", ha concluso.
La Rai, preoccupa il clima di intolleranza
La Rai "esprime grande rammarico per la decisione di Andrea Pucci di rinunciare a partecipare alla prossima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, a seguito delle gravi minacce ricevute e del clima di intimidazione nei suoi confronti".
"Comprendiamo la sua decisione maturata nell’ambito di una valutazione responsabile, volta alla tutela della propria integrità personale e di quella della sua famiglia, nonché della propria immagine professionale". "Non resta che esprimere - afferma l'azienda - preoccupazione per il clima d’intolleranza e di violenza verbale generato nei confronti di un artista che ha fatto della satira e della comicità non conformiste il suo modo di esprimere libertà di pensiero".
"Questa forma di censura nei confronti di un artista attraverso la diffusione di odio e pregiudizio dovrebbe preoccupare chiunque lavori nel mondo dello spettacolo". Facciamo ad Andrea Pucci gli auguri più sinceri e speriamo di poter presto condividere il suo percorso artistico.
L'annuncio di Conti
Il primo vento che scuote la navigazione di Sanremo arriva venerdì scorso. Con un (apparentemente) innocuo 'spoiler' del direttore artistico. Quando, simulando una telefonata a tre dall'auto, Carlo Conti annuncia l'approdo sul palco dell'Ariston, come co-conduttori, di altri due personaggi noti al grande pubblico: Lillo e, appunto, Pucci, all'anagrafe Andrea Baccan.
"Sanremo...sto arrivando", il post rimosso
Un invito colto senza troppa discrezione dal comico milanese che su Instagram aveva pubblicato una sua immagine in cui nudo e di schiena è sopra a una nave e scruta il mare caraibico. "Sanremo...sto arrivando", la sua profezia già caduta tra le polemiche. Tanto che l'immagine con sopra la grafica è stata rimossa dopo il dietrofront sull'Ariston.
Una delle prime ad innescare sui social il caso Pucci è stata la giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli. “Complimenti a Carlo Conti, dopo quella che non canta Bella ciao e lo stalker canterino amico di Giorgia, sul palco di Sanremo abbiamo anche Andrea Pucci, quello che fa bodyshaming su Elly Schlein, battute omofobe e finezze varie. È un bel presidente!".
Poco dopo si era mossa la politica con i parlamentari del Pd sulle barricate. “Anche Sanremo come tutta la Rai è diventato TeleMeloni? I vertici Rai spieghino la scelta del comico Pucci, palesemente di destra, fascista e omofobo, già sulle cronache per aver preso in giro un ragazzo dello spettacolo per essere omosessuale", la nota dei dem in Vigilanza.
Due giorni dopo arriva la retromarcia di Pucci bersaglio, così motiva lo stesso comico, di insulti e minacce. E poco dopo si leva la solidarietà al cabarettista da parte del centrodestra che segue la netta presa di posizione della premier in difesa dello show man.
Fratelli d'Italia, se non sei di sinistra non puoi fare il comico
"Sono vergognose le minacce ad Andrea Pucci e alla sua famiglia, al punto da costringerlo a rinunciare alla sua partecipazione a Sanremo. Adesso si vergogni chi ha messo all’indice il comico in questi giorni alimentando un clima di odio che ci restituisce bene l’immagine della sinistra in Italia: prepotente e livorosa, intollerante e ignorante, perdente e incapace di fare i conti col proprio fallimento". A dirlo, da FdI, è il deputato Francesco Filini, capogruppo in Vigilanza Rai.
"Ormai è chiaro, se non sei di sinistra - incalza - non puoi fare il comico e la satira è ammessa soltanto se ammaestrata a colpire la destra. Altrimenti vieni insultato, minacciato e denigrato come è successo a Pucci, a cui va tutta la nostra solidarietà”.
La Lega, gogna mediatica perchè Pucci non è di sinistra
“Sono sconcertata di fronte alla quantità di insulti, minacce e offese ricevute da Andrea Pucci e dalla sua famiglia negli ultimi giorni. La sua colpa? Essere stato scelto come co-conduttore per una serata al festival di Sanremo. Il Partito Democratico, giornali, tv di sinistra e commentatori radical chic hanno attaccato in maniera indegna un grande professionista, amatissimo dagli italiani e che ogni anno fa record su record di sold out nei suoi spettacoli in tutto il Paese". A dirlo è Silvia Sardone, vicesegretario della Lega.
"Lo hanno offeso in ogni modo - riprende - solo perché non proviene dal solito ambiente di sinistra della comicità. È veramente sgradevole che secondo qualcuno lo spettacolo e in particolare l’ambiente comico debbano essere esclusivamente di sinistra. Se non ne fai parte ricevi una vergognosa gogna mediatica senza alcun rispetto per gli italiani, a maggior ragione pensando che Pucci è amatissimo dal pubblico e ha sempre portato sorrisi e leggerezza nei suoi show".
(ultimo aggiornamento: lunedì 9 febbraio ore 8.50)