AGI - “Rispetto il suo impegno politico e sociale ma non sono qui per fare il Ghali 2.0 solo perché sono italo-tunisino oppure ho i capelli simili a lui. Condivido le posizioni prese fino ad ora da Ghali ma non vado a Sanremo per riprendere un suo discorso o per fare qualcosa che è già stato fatto”. Sayf, classe 1999, nato a Genova (madre tunisina e padre italiano) non entra nelle polemiche che hanno coinvolto il rapper milanese che sarà tra i protagonisti della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali.
Sayf e le incursioni nella società
Adam Viacava, in arte Sayf, si prepara invece “senza paura” a salire sul palco dell’Ariston con “Tu mi piaci tanto”. Un testo che intreccia sentimenti a temi sociali. Una delle poche canzoni in gara al Festival in cui non mancano le incursioni nella società.
Il richiamo a Berlusconi
Si evoca la politica (“l’Italia è il paese che amo”) con il richiamo alla discesa in campo di Silvio Berlusconi. “È una citazione volutamente sarcastica. Per me che sono anche tunisino dire 'l’Italia è il paese che amo' è un valore aggiunto. Io amo veramente l’Italia. E' un paese sicuramente incasinato ma è il migliore per qualità della vita, di cucina, di cultura”, spiega il cantante durante una conferenza stampa.
L'Italia delle alluvioni e dei Mondiali
Il giovane artista richiama, nel brano di Sanremo, anche l’Italia colpita dalle alluvioni, omaggia il suo conterraneo Tenco e fa un accenno all'azione di Cannavaro nel gol di Del Piero alla Germania ai Mondiali 2006. “Avevo sette anni e mi ricordo”, racconta. Poi Genova (“una città viva che amo”) e il G8.
Il G8 di Genova e il messaggio di pace
“Ho fatto una canzonetta, è un fiore su una camionetta. E le botte delle piazze, le dimentichiamo”, è una strofa del brano. Un’immagine che si pone come “un segnale di pace”, racconta il cantautore genovese.
“Significa dire: ‘va bene, ci dimentichiamo un torto subito per andare avanti, per costruire qualcosa di positivo’. Il succo è che noi persone siamo tutti uguali, ma veniamo divisi dai contesti. E finiamo per farci la guerra tra noi senza guadagnarci niente. Il manifestante e lo 'sbirro' sono figli della stessa categoria sociale, probabilmente”.
L'Eurovision
L’Eurovision? “È una decisione che prenderò sul momento. Non ci voglio pensare per scaramanzia. Però condivido anche chi dice non ci vado a prescindere. È giusto dare un messaggio”, spiega Sayf dopo il dibattito nato dalla presa di posizione di Levante che non parteciperà alla manifestazione in segno di protesta contro Israele.
"Nessun imbarazzo davanti a voi"
Melodia e testo sono gli assi su cui punta Sayf. Non certo l’estensione vocale: “Sto andando a lezione di canto, se dovessi steccare non morirò”. Concentrato su un brano che vuole essere “un po' come una supposta”, il cantautore ligure sfugge allo stress e alle critiche che solitamente precedono Sanremo. “Lo dico citando Vaz Tè”, altro rapper nato a Genova “davanti a voi non sarò mai in imbarazzo”.