AGI - La piattaforma web YouTube ha oscurato e rimosso l'ultima puntata "Il prezzo del successo parte finale" del format Falsissimo dal canale di Fabrizio Corona. Al centro dell'episodio l'ex agente fotografico ha parlato di figure legate a Mediaset, tra cui Alfonso Signorini, Gerry Scotti e Piersilvio Berlusconi.
L'istanza a YouTube era stata avanzata dall'ufficio legale della media company di Cologno Monzese sostenendo una violazione di copyright per l'utilizzo di Corona di video e immagini di Mediaset senza autorizzazione. La disposizione - si apprende - arriva da una decisione autonoma della piattaforma di Google. Corona risulta indagato dalla procura di Milano in più fascicoli.
La nota di Mediaset dopo le ultime rivelazioni di Corona
Giorni fa, Mediaset, pur senza citare l'ex paparazzo, aveva diffuso una nota per precisare che "la libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone. Quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social non solo non ha nulla a che vedere con la verità ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero".
"Si tratta della reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie. Siamo di fronte a un metodo - spiegava sempre Mediaset nel comunicato - che normalizza l'odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana".
"Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l'insulto. Mediaset respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l'azienda in ogni sede competente, contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d'odio mascherata da libertà di parola", conclude Mediaset.