La polemica sul "concertone" tra Salvini e Fedez

La polemica sul "concertone" tra Salvini e Fedez

Il leader leghista: l'evento costa 500 mila euro agli italiani, fuori luogo i comizi "de sinistra". Il cantante: è la Lega che ci è costata 49 milioni

concertone maggio fedez salvini 

© Maria Laura Antonelli/AGF - Salvini e Fedez

AGI -  "Il "concertone" costa circa 500.000 euro agli italiani, a tutti gli italiani, quindi i comizi "de sinistra" sarebbero fuori luogo", scrive su Twitter Matteo Salvini. "È la Lega che è costata 49 milioni agli italiani", ribatte il rapper Fedez, in riferimento al caso Belsito.

"Sono curioso di vedere se stasera al concertone del 1 maggio organizzato da Cgil, Cisl e Uil, che costa peraltro circa mezzo milione di euro ai cittadini italiani tramite la Rai, ci sarà qualche artista 'de sinistra' che farà il solito comizio 'de sinistra', mancando di rispetto a chi paga il canone e alle lavoratrici e ai lavoratori che non hanno colore politico", ha dichiarato il leader leghista in un video pubblicato sul social network. 

"Io vado al concertone a gratis e pago i miei musicisti che non lavorano da un anno e sul palco vorrei esprimermi da uomo libero senza che gli artisti debbano inviare i loro discorsi per approvazione preventiva da voi politici. Il suo partito ci è costato 49 milioni di euro", è la replica di Fedez.

La controreplica: "Reinvito Fedez a bere un caffè"

"Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti", è la controreplica di Matteo Salvini su Facebook, "adoro la Libertà. Adoro la musica, l'arte, il sorriso - aggiunge il leader leghista. Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già cosi'".

Salvini sottolinea che "il diritto alla vita ed all'amore sono sacri, non si discutono" e "per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell'utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l'ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perché offenderebbero qualcuno. Non scherziamo".

Infine, "Viva la Libertà, che non può imporre per legge di zittire o processare chi crede che la famiglia, come anche la Costituzione prevede, sia la cellula, il nucleo, il cuore, il passato, il presente e il futuro del mondo".

Il cantante: "La Rai mi ha chiesto di aggiustare il monologo" 

 "Un testo da mettere al vaglio della politica", la prima volta "l'approvazione non c'è stata", "i vertici di Rai3 mi hanno chiesto di aggiustare il monologo, poi alla fine mi è stato dato il permesso di esprimermi liberamente. Ma il contenuto è stato comunque definito inopportuno dalla vice direttrice di Rai3". La denuncia, pubblica, è di Fedez, dal palco del Concertone del Primo maggio, in diretta tv proprio su Rai3.

È falso che sia stato chiesto a Fedez di far vedere prima il testo del monologo che avrebbe tenuto sul palco del Concertone del Primo maggio, precisa Rai3 in una nota "condivisa con l'amministratore delegato" della Rai, Fabrizio Salini, a distanza di pochi minuti dall'esibizione dell'artista sul palco allestito nella cavea dell'Auditorium del Parco della Musica, quest'anno la location dell'evento organizzato da Cgil, Cisl e Uil in occasione della festa dei lavoratori.

Viale Mazzini: "Scorretto e privo di fondamento"

"Rai3 e la Rai sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale - dice la nota - È fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta. Né la Rai nè la direzione di Rai3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista del concerto: la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si e' occupata della realizzazione e dell'organizzazione del concerto, nonché dei rapporti con gli artisti. Il che include la raccolta dei testi, come da prassi".

Nella nota è aggiunto che "la Festa del lavoro, come hanno ricordato nei loro interventi i segretari di Cgil, Cisl e Uil, è appunto una festa, vale a dire la celebrazione delle conquiste dei lavoratori e dei loro diritti, sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto, di cui i sindacati si fanno custodi e paladini. Ed è proprio a quelle conquiste e a quei diritti, oggi minacciati da una pandemia mondiale che erode l'occupazione, che è dedicato questo Primo Maggio".