Addio a Franca Valeri, ironica signora delle scene

Addio a Franca Valeri, ironica signora delle scene

La grande attrice aveva compiuto 100 anni il 31 luglio. Ha interpretato con grazia il personaggio della milanese snob al cinema e in tv, è stata regina del monologo in teatro. Diceva: "Voglio recitare fino alla fine". La figlia: "Sepolta con benedizione cattolica e stella di David"

morta franca valeri

© Enrica Scalfari/AGF - Franca Valeri durante uno spettacolo teatrale a Roma nel 1990

"Qual è stato il giorno più bello della mia lunga vita? La fine della guerra, il 25 aprile 1945: capii che finiva un incubo terribile e che cominciava la mia giovinezza", diceva in una intervista ad un noto settimanale Franca Valeri, la cui morte è stata annunciata oggi. Cento anni compiuti pochi giorni fa dopo una lunga esistenza fra le gioie e i dolori che hanno segnato la sua vita e la sua straordinaria carriera. Franca Maria Norsa, questo il suo vero nome, era nata a Milano il 31 luglio 1920. È stata attrice, drammaturga, sceneggiatrice e caratterista.

La sepoltura

"La sua unica religione era il teatro. Mia madre era molto vicina all'ebraismo, ma sarà sepolta in un cimitero cattolico, con una semplice benedizione e non con un funerale religioso, soltanto perché aveva espresso il desiderio di riposare accanto al suo compagno, il direttore d'orchestra Maurizio Rinaldi". Così Stefania Bonfadelli, figlia adottiva di Franca Valeri spiega all'AGI i dettagli della sepoltura in forma privata, di Franca Norsa, in arte Valeri, nata da padre ebreo e mamma cattolica: "Franca si è sentita sempre molto legata all'ebraismo e alle sue origini, aveva sofferto enormemente per le leggi razziali, ed era stata battezzata proprio per sfuggire alle persecuzioni durante la guerra", chiarisce la figlia.

Formalmente cattolica, aveva sposato in chiesa Vittorio Caprioli, ma la sua sentita adesione all'ebraismo, spiega Bonfadelli era simboleggiata anche dalla stella di David che portava sempre al collo: "Gliela portai io venti anni fa da Gerusalemme e non se l'è mai tolta". Bonfadelli gliela lascerà al collo anche nel suo ultimo viaggio, dove sarà vestita, svela, con l'abito di scena di "Non tutto è risolto", disegnato da Roberto Capucci, lo stilista che l'ha sempre accompagnata nel suo percorso professionale.

Rinaldi, accanto a cui Valeri sarà sepolto, morì a Roma nel 1995 ma, per motivi di riservatezza, Bonfadelli non svela il cimitero in cui riposa. "Il vero funerale di mia madre sarà il saluto nella camera ardente allestita al Teatro Argentina di Roma"

Chi era Franca Valeri

Non è facile riassumere 100 anni di vita di questa donna straordinaria, dotata di ironia, classe, comicità, intelligenza e ed eleganza. Franca Valeri è stata attrice di teatro e cinema, autrice, conduttrice di radio e tv, regista. Tutte caratteristiche che ne fanno una delle attrici più eclettiche ed interessanti dello spettacolo italiano dal secondo dopoguerra ad oggi. Era anche una grande appassionata dell'Opera e della musica. Fu anche amica di Maria Callas. E la passione per l'Opera la porterà ad occuparsi di regie nel corso degli anni 80 e primi del 90 con il compagno Maurizio Rinaldi, direttore d'orchestra.

Secondogenita di Luigi Norsa e Cecilia Valagotti, una famiglia borghese, Franca Valeri era di origine ebrea per parte di padre mentre la mamma era cattolica e fu vittima delle leggi razziali. Un periodo quello che più volte l'attrice ebbe modo di descrivere come "il più brutto" della sua vita ricordando quando vide piangere suo padre, e fu costretta, mentre lui e suo fratello fuggirono in Svizzera e lei restava a Milano con la mamma, a lasciare il liceo Parini, il teatro e quindi, per salvarsi dai nazisti, a nascondersi e a adottare il cognome cattolico di sua madre, Pernetta. E il legame profondo con l'ebraismo, Franca Valeri lo testimoniava con la stella di David che portava orgogliosamente al collo.

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© AGF
Franca Valeri e Maurizio Rinaldi a Viareggio nel 1973

Il debutto sul palco

La sua prima volta a teatro è stata nel '47 nei panni di Lea Leibowitz, un'ebrea innamorata del rabbino in uno spettacolo scritto e diretto da Alessandro Fersen. E venti anni fa, accanto a Urbano Barberini ha interpretato una esemplare yiddish mame in 'Possesso' tratto da un testo di Abraham B. Yehoshua mai rappresentato prima di allora.

Franca Valeri ha trascorso l'infanzia tra Milano e Riccione, Venezia e la Svizzera dove si recava per le vacanze estive. Fu studente del Liceo classico Giuseppe Parini, dove frequentava la sezione C che risultava essere l'unica di lingua inglese. È stata compagna di classe di Silvana Mauri, futura moglie di Ottiero Ottieri e nipote di Valentino Bompiani, che a Milano aveva fondato la casa editrice Bompiani ed è stata amica di Camilla Cederna, durante la seconda guerra mondiale, Lodovico Belgiojoso, Gian Luigi Banfi, Ernesto Rogers, Aure'l Peressutti e di altri intellettuali milanesi.

La sua carriera ebbe inizio con le caricature già prima della guerra, durante l'adolescenza, in compagnia di alcune amiche. Fu quello il periodo in cui nacque la famosa "signorina snob", "Cesira la manicure", personaggi che prendevano in giro la borghesia milanese, e la nota "Signora Cecioni", una romana popolana, sempre al telefono con mamma'.

Dopo l'inizio con il personaggio di Lea Lebowitz, entra a far parte della compagnia del Teatro dei Gobbi, dove esordirà nel 1949. Il nome Franca Valeri viene scelto nei primi anni cinquanta e a suggerirlo fu l'amica Silvana Mauri.

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© Camilla Morandi/AGF
Franca valeri nel 1998

L'esordio al cinema con Fellini

Durante gli anni cinquanta, la Valeri esordisce al cinema con Federico Fellini, il primo film al quale prende parte è infatti Luci del varietà, dove interpreta la piccola parte della coreografa ungherese che allestisce un balletto surreale nel nuovo spettacolo di Checco Dalmonte (Peppino De Filippo). Seguirà una lunga serie di commedie, spesso al fianco di Alberto Sordi o di Totò, tra cui Totò a colori (1952), Piccola posta (1955), Il segno di Venere (1955), Il bigamo (1956), Arrangiatevi! (1959), Il vedovo (1959).

Nel 1950, a Parigi conosce Colette Rosselli e Indro Montanelli e nasce la collaborazione tra la Valeri e la Rosselli, che le porterà a realizzare congiuntamente il libro, fortemente sostenuto dallo stesso Montanelli, Il diario della signorina snob, pubblicato nel 1951 dalla Mondadori.
Negli anni sessanta viene diretta dal marito Vittorio Caprioli in alcune commedie a colori, di cui è anche coautrice della sceneggiatura: Leoni al sole (1961), Parigi o cara (1962) e Scusi, facciamo l'amore? (1968). In Tv, fu diretta da Antonello Falqui in trasmissioni come Le divine (1959), Studio Uno (1966) e Sabato sera (1967), gli ultimi due condotti da Mina e diretti da Antonello Falqui. Durante gli anni sessanta, Franca Valeri pubblica una serie di dischi nei quali vengono registrati i suoi personaggi femminili.

Le ultime apparizioni cinematografiche di Franca Valeri sono da posizionare tra gli anni settanta e gli anni ottanta con Basta guardarla di Luciano Salce (1970), Ettore lo fusto (1972), Ultimo tango a Zagarol (1973), La signora gioca bene a scopa? (1974). Durante gli anni 70 ha partecipato a diversi sceneggiati Rai. Nel 1974 scrive e interpreta la miniserie in quattro puntate Sì, vendetta..., diretta da Mario Ferrero.

Sempre nel 1974 Franca Valeri prende parte allo sceneggiato Nel mondo di Alice, diretto da Guido Stagnaro e interpretato da Milena Vukotic.
Nel 1982 è nuovamente in TV nel varietà di Enzo Trapani "Due di tutto". Nel 1993, dopo un'assenza di circa un decennio, riappare sugli schermi televisivi partecipando alla trasmissione Magazine 3, in onda su Raitre.

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© Foto: ML Antonelli / AGF 
 Franca Valeri

Gli ultimi anni, tra tv e teatro

Nel 1995 ritorna a recitare per la fiction, partecipando alla sit-com Norma e Felice" accanto al comico Gino Bramieri. Con Nino Manfredi, nel 1999, figura in alcuni episodi della serie televisiva Linda e il brigadiere. Nello stesso anno ritorna al varietà, partecipando a La posta del cuore, in cui riporta in auge il personaggio della "Sora Cecioni". Nel 1999, partecipa ad Alcool, commedia sulla decadenza dell'alta borghesia diretta da Adriana Asti.

Franca Valeri è stata autrice di commedie di successo, come "Lina e il cavaliere", "Meno storie", "Tosca e altre due" Nel 2000 ha preso parte alla miniserie TV "Come quando fuori piove" con la regia di Mario Monicelli.

Nel dicembre 2010 ha pubblicato il libro autobiografico "Bugiarda no, reticente", dove racconta i principali avvenimenti della sua esistenza. A gennaio 2011, eccola di nuovo sul palco del "Valle" di Roma, con due lavori, Non tutto è risolto e La vedova Socrate. Ed è storia recente, la collaborazione con Luciana Littizzetto da cui nasce il libro L'educazione delle fanciulle. Franca Valeri si era sposata con Vittorio Caprioli, attore e regista, il 16 gennaio 1960. È stata legata per dieci anni al direttore d'orchestra Maurizio Rinaldi. Viveva a Trevignano Romano in una villa sul Lago di Bracciano, che ha donato al WWF.

Il cordoglio delle autorità

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato ai familiari un messaggio di cordoglio per la scomparsa di Franca Valeri, attrice versatile e popolare, che rimarrà nel cuore degli italiani per la sua grande bravura e la sua straordinaria simpatia.

"Profonda tristezza per la scomparsa di Franca Valeri, un'icona del nostro teatro, della nostra cultura e spettacolo. Ci ha regalato indimenticabili momenti di comicità e di pensiero, di eleganza e di arguzia. Le siamo grati per tutti questi doni", scrive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si Facebook.