Nastri segreti rivelano come i Beatles fossero pronti a fare un nuovo disco

I libri ci hanno sempre detto che sapevano che Abbey Road era il loro ultimo album e che volevano sciogliersi artisticamente. ma una registrazione inedita smentisce tutto e racconta un'altra storia

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Mark Lewisohn è considerato il più preparato esperto di Beatles al mondo e le rivelazioni appena diffuse su The Guardian rivoluzionano tutto ciò che credevamo di sapere, lui compreso, sui Fab Four. Si tratta della registrazione di una riunione avvenuta l’8 settembre del 1969, siamo a due settimane dall’uscita di “Abbey Road”, che tutti conosciamo non solo per essere l’ultimo album in studio dei ragazzi di Liverpool, ma anche l’ultimo che i Beatles avevano intenzione di pubblicare prima di prendere ognuno una strada diversa. Falso. Le registrazioni offerte da Lewisohn dimostrerebbero che, nonostante alcune inevitabili tensioni, i piani erano diversi.

A quella riunione, avvenuta proprio nel quartier generale della Apple a Savile Row, non partecipa Ringo Starr, ricoverato in ospedale per un disturbo intestinale, proprio per questo Lennon decide di registrare quella discussione, affinché Ringo poi possa ascoltarla, “Ringo, non puoi essere qui, - esordisce infatti John - ma è così che puoi sentire di cosa stiamo discutendo”.

La conversazione tra i tre ruota intorno alla realizzazione di un nuovo album, compreso un singolo da far uscire in tempo per Natale, una strategia che per i Beatles si è rivelata spesso vincente. “È una rivelazione - commenta Lewisohn - I libri ci hanno sempre detto che sapevano che Abbey Road era il loro ultimo album e che volevano sciogliersi artisticamente. Ma no, stanno discutendo il prossimo album. E pensi che John sia quello che voleva romperli ma, quando lo senti, non lo è. Tutto ciò non riscrive praticamente tutto ciò che pensavamo di sapere?”,.

La risposta è chiaramente "sì", considerato che lo scioglimento della più popolare band di tutti i tempi causò ai tempi un vero e proprio isterismo collettivo, un sogno comune che andava in frantumi, la fine di un’epoca, e tutti a puntare il dito, sicuri, contro Yoko Ono, che passerà alla storia per sempre come la donna che distrusse i Beatles.

Un disco nuovo dunque, del quale si parla non in termini di mera ipotesi ma con una pianificazione reale, è questo che si intuisce quando Lewisohn clicca nuovamente play, l’argomento infatti si sposta sulla paternità delle canzoni, John propone di inserire nell’album quattro brani ciascuno per lui, Paul e George, e due di Ringo, la volontà è quella, in questo nuovo lavoro, di sciogliere il binomio Lennon/McCartney ed essere considerati tutti e quattro autori alla pari (o quasi considerato lo spazio dimezzato concesso a Ringo).

Una novità anche evidentemente per quanto riguarda la figura di George Harrison, tant’è che Paul nella registrazione, mentre strimpella svogliato, scherzando dice: “Ho pensato fino a questo album che le canzoni di George non fossero così belle” ed è lo stesso George a rispondere alla provocazione: “È una questione di gusti. In fondo, alla gente sono piaciute le mie canzoni”.

Quella riportata alla luce da Lewisohn potrebbe essere considerata, forse, la genesi reale dello scioglimento dei Beatles, un avvenimento fondamentale nella storia della musica, è per questo che il giornalista, storico e scrittore britannico ha deciso di trasformare quei nastri nel copione di una piece che racconti “Abbey Road”, che resta comunque l’ultimo capitolo di un’epopea musicale che ancora pulsa nei cuori dei fans della band, che ancora oggi affollano quelle strisce pedonali fuori dagli studi Apple e che resteranno probabilmente le più famose strisce pedonali della storia, le uniche ad essere monitorate h24 da una webcam e prese d’assalto da turisti che vogliono rievocare una delle copertine più famose della storia del pop.

Lo spettacolo si intitolerà “Hornsey Road”, che è uno dei titoli presi in considerazione come alternativa a l’ormai più nota “Abbey”, e racconterà di quel periodo lì, quello in cui Paul sposa Linda Eastman, John, che ha appena pubblicato “Give Peace a Chance”, insieme a Yoko mette in scena una delle proteste pacifiste più iconiche e significative della storia, George è ai ferri corti con Pattie Boyd, così decide di trascorrere un po' di tempo a Woodstock con Bob Dylan e la sua Plastic Ono Band.

Ma tutto questo, in un modo che nemmeno Lewisohn riesce a spiegarsi, resta fuori dagli studi della Apple, “Abbey Road – conclude – è stato registrato con uno stato d'animo quasi del tutto positivo”. Lo spettacolo teatrale in questione debutterà il prossimo 18 settembre al the Royal and Derngate di Northampton e resterà in scena fino al 4 dicembre.



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