Rock e jazz si incontrano nel debutto di Cesare Ferro

Rock e jazz si incontrano nel debutto di Cesare Ferro

Il bassista esordisce con "Wergild", un concept album che racconta la tragedia della guerra tra chitarre distorte, melodie malinconiche e richiami alla tradizione friulana

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Cesare Ferro

AGI - Un concept album che descrive le fasi della vita di un soldato attraverso un linguaggio musicale dove il jazz incontra le chitarre distorte del rock, senza mai abbandonare il gusto per la melodia. Esce oggi per Emme Record Label "Wergild", disco d'esordio del bassista Cesare Ferro, accompagnato da Federico Negri alla batteria, Luca Scardovelli alla chitarra e Riccardo Barba al pianoforte. La guerra, dunque, è il nucleo tematico del progetto e le composizioni ne raccontano alcuni momenti salienti, dall'inizio delle ostilità alle macerie lasciate dalla loro fine.

Nella guerra, le vite mandate al fronte diventano numeri approssimativi, gettati gli uni contro gli altri verso un'inevitabile mutua distruzione: valgono ormai meno del pezzo di terra che sono stati mandati a conquistare. "Wergild", parola di origine longobarda, indica infatti una somma in denaro che stabilisce il valore teorico di una persona, annullandone così l'umanità. Così i soldati, e le loro vite, diventano mera merce.

La traccia d'apertura "Waves" si sviluppa su melodie malinconiche cullate da un costante tappeto ritmico. L'intento di Ferro è evocare con le note il profilo delle colline e delle montagne attraversate dal giovane militare nel suo viaggio verso il fronte. In "Ballad of a soldier" il clima trionfale e il ritmo marziale scandito dal rullante raffigurano l'arrivo sul campo di battaglia. A questo si contrappongono una melodia struggente disegnata dalla chitarra elettrica, con un'atmosfera che rimane sempre malinconica e dalle tinte cupe.

Alla preparazione e alla strategia seguono il conflitto e la desolazione della distruzione. "Sot las bonbes" è la poesia di origine friulana che dona il nome alla terza traccia. La sua declamazione viene anticipata da un riff di chitarra distorta e dal rumore della pioggia che simboleggia i bombardamenti e il clima di tensione che li accompagna. Lavato via il sangue rimane soltanto l'epilogo della morte ritratto nel brano "Mandi", in friulano "ti accompagni il Signore". Un brano più placido che scrive la parola fine su una storia raccontata con intensità e forte capacità di suggestione.