Addio a Milford Graves, rivoluzionario batterista jazz

Addio a Milford Graves, rivoluzionario batterista jazz

Il musicista newyorchese studiò i legami tra battito cardiaco e percussioni, portando avanti la sua ricerca anche dopo la diagnosi della cardiomiopatia amiloide che lo ha ucciso a 79 anni 

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© Wikimedia Commons - Milford Graves

AGI - Dopo Chick Corea, si spegne un'altra grande stella del jazz. Il celebre batterista Milford Graves è morto a 79 anni per un attacco di cuore. Nato a New York, Graves, affetto da cardiomiopatia amiloide, negli anni '70 innovò il ruolo delle percussioni nel free jazz, studiando l'utilizzo del proprio battito cardiaco come metronomo.

Noto per l'utilizzo di accordature non convenzionali e una velocità d'esecuzione che non pregiudicava mai la pulizia e la definizione dei colpi, Graves ha suonato negli anni '60 con il New York Art Quartet e il trio di Albert Aylor per poi collezionare una lunga lista di collaborazioni illustri che comprendono Sun Ra, John Zorn, Anthony Braxton, Lou Reed, Bill Laswell e Sam Amidon. Tra i suoi lavori più celebri 'Percussion Ensemble', inciso insieme al percussionista Sonny Morgan e considerato dai critici uno dei migliori album di percussioni mai incisi. 

Graves coltivava numerosi interessi extramusicali, tra cui la medicina naturale, l'erboristeria e le arti marziali (nel 1970 ne inventò una, la Yara, ispirata ai movimenti della mantide religiosa). Dal 2017 il batterista collaborò inoltre con il cardiologo italiano Carlo Ventura a uno studio che dimostrò come le staminali umane generino diversi modi vibrazionali in risposta agli spettri sonori.

La diagnosi della malattia, nel 2018, portò Graves a continuare a esplorare la relazione tra battito cardiaco e ritmi musicali, intrecciando la sua aritmia con le poliritmie del free jazz. "È come se un potere più alto mi avesse detto: ok, amico, volevi studiare questo ed ecco qua", dichiarò allora al New York Times, "ora la sfida è dentro di me".